Modà 2019

A tu per tu con la band milanese, fuori con il nuovo disco “Testa o croce“, disponibile dal 4 ottobre

Dopo due anni di pausa i Modà sono tornati in modalità play, “Testa o croce” è il titolo del loro settimo album di inediti (ottavo progetto discografico se consideriamo anche il primo EP autoprodotto “Via d’uscita”). Anticipato dai singoli Quel sorriso in volto e Quelli come me, l’intero progetto ruota attorno a sonorità analogiche e tematiche comuni, universali, autentiche e vicine alla vita di ognuno di noi. In un’epoca in cui si tende ad emulare le mode e saltare sul carro di ciò che funziona a livello commerciale, è apprezzabile ascoltare artisti che restano fedeli alla propria natura, spirito che da sempre caratterizza la band milanese, composta dal frontman Kekko Silvestre, dai chitarristi Diego Arrigoni ed Enrico Zapparoli, dal bassista Stefano Forcella e dal batterista Claudio Dirani.

Ciao ragazzi, parliamo di “Testa o croce”: cosa aggiunge al vostro percorso questo ottavo progetto discografico?

«Intanto il numero otto se lo giri rappresenta il simbolo dell’infinito, quindi un album che si aggiunge agli infiniti album che ci saranno. Beh, sicuramente rappresenta il primo passo della nostra terza nuova vita. Un disco vero, di cuore, scritto in maniera diversa rispetto agli altri, non siamo andati a cercare le canzoni, sono le canzoni che sono venute a cercare noi. I pezzi sono nati da confronti con persone incontrate nei bar, da confidenze e sfoghi reciproci, per questo motivo ci piace definire questo disco come un libro musicale di storie vere».

Quel sorriso in volto” è il brano che ha dato il là a questo progetto, non solo perchè è stato il singolo apripista, ma perchè è stato il primo ad essere composto. Kekko ci racconti perchè sei così legato a questo pezzo?

«Mi ha toccato molto la storia di questi due personaggi che chiamano pazzi, presi in giro perché si amavano a modo loro. In realtà l’amore non è altro che accettarsi l’un l’altro e queste due persone lo facevano in modo straordinario. Mi ha molto colpito vederli così distaccati da tutto, da quello che la gente pensava o diceva, dalle risate e dagli insulti, fottendosene degli altri per seguire i propri sentimenti, i propri ideali. Ho deciso di mettere in musica la loro storia e di portarla con noi in tour, attraverso un cortometraggio che, in qualche modo, prosegue quanto già narrato nel videoclip».

Un album suonato dall’inizio alla fine, da vera band, e non è cosi scontato di questi tempi. Quale valore attribuite al suono analogico?

«Un valore assolutamente importante. Rispetto ai dischi precedenti, persino le batterie sono state trattate nella maniera più naturale possibile, togliendo quei trigger per andare all’origine del suono, con le acustiche prese in tutta la loro essenzialità. Piccoli dettagli che sommati insieme hanno dato vita al sound di questo album».

Avete raccontato di avere praticamente già pronto un altro album. Kekko, in che modo è cambiato nel tempo il tuo approccio alla scrittura?

«Sì, è pronto, sto già scrivendo quello successivo  Guarda, la cosa bella di oggi è che ho deciso di non fare più il cantautore per professione, ma per passione. Aspetto che le canzoni arrivino e devo dire che, quando non le cerchi, tutto è molto più facile. Per cui, quello che è cambiato è proprio questo, prendermi il tempo che mi serve senza avere più scadenze, ne ho parlato sin dall’inizio prima di firmare qualsiasi contratto. Questo è il modo per sentirsi sereno, non avere fretta di fare le cose e realizzarle nella maniera più naturale possibile».

Per concludere ragazzi, come sarà questa terza vita dei Modà?

«Ci aspettiamo di viverla in modo sereno, molto più tranquillamente rispetto agli ultimi anni che, per quanto siano stati bellissimi, ci hanno un pochettino allontanato dalla realtà. Fondamentale per noi è portare in giro la nostra musica, riabbracciare i nostri fan, quale modo migliore se non attraverso il palco?».

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

By Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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