Mydrama

Recensione del singolo che viene nel post-XFactor

Alessandra, in arte Mydrama, ha scelto di puntare su “Le luci” per il suo nuovo percorso discografico al termine di X-Factor. Uscito il 19 febbraio per Sony music Italy (qui il link alle pagelle delle nuove uscite della settimana) è stato raccontato come “il momento magico che si vive quando i propri sogni nel cassetto cominciano a prendere forma. La città è anche il punto di partenza del viaggio più importante, quello verso la realizzazione dei propri desideri”.

In questo viaggio la giovane artista canta con Dani Faiv, uno dei rapper più talentuosi della scena musicale italiana, che perfettamente s’inserisce in questo racconto.

Il brano è uno sfogo giovanile di una ragazza a Milano, tra urban e notte, sentimenti e luci spente. La città di notte si trasforma in una pista su cui ballare “come i lupi“, mentre passa un altro treno e “mi ami o no?” è la domanda che l’alcool fa riaffiorare in mente. E’ la voglia di opportunità di una generazione al momento congelata, che vuole accendere le luci e prendere il prossimo treno, metafora della voglia di rivalsa su un tempo che li schiaccia. La notte si sogna ed allora Milano diventa la città perfetta in cui vivere ogni istante come un’opportunità.

Il brano è un crossover di cose e stili, generi e sonorità. La voce di Mydrama è dolce e priva di troppi artifizi, ma allo stesso tempo piena di cose da dire  e di sfumature che la rendono magnetica. Se da una parte l’atteggiamento vocale di Alessandra è low profile, Dani Faiv ha dentro le sue barre l’entusiasmo e la gloria di chi comunica con le parole più che con la voce. La seconda strofa diventa un incalzare di parole che diventano racconto personale ed emotivo del rapper che in “Le luci” brilla, fa brillare il brano e Mydrama, spezzandone la monotonia di un atteggiamento vocale poco incisivo.

La produzione è figlia di altre produzioni fatte un po’ a stampo e un po’ a ricercare un’identità dentro un acquario in cui l’identità è una goccia tra le gocce. Ciò nonostante l’eco di X-Factor riesce a rendere giustizia a Mydrama che fa un piccolo passo verso la lontana ma augurata affermazione nel panorama musicale e Dani Faiv in questo brano è il tocco di classe o forse la spinta che rende tutto credibile.

Acquista qui il brano |

Le luci |  Testo

Ma perché mi guardi male?
Su, non prenderla così
Son due stron*e sulle scale
Lascia stare è normale
Scusa, sai, mi sono persa
Questo albergo non c’era
Non guardare Google Maps
È un delirio stasera

Ca**o, che bel viaggio
Mi tengo stretta al tuo giubbotto, non ti conosco
Ma dove hai fatto quel ca**o di tatuaggio nero sul collo?
Ci vuol tanto, tanto coraggio, tanto coraggio

E Milano sorride, ti amo, no (ti amo, no)
Tu mi versi da bere e Milano scompare, ti amo, no (ti amo, no)
Era un treno di notte, Milano centrale
Lampione e murales, champagne e tuareg
Succede un casino tra cinque minuti

Si spengono le luci, le luci, le luci
Si spengono le luci, le luci, le luci
Balliamo come i lupi, le luci, le luci
Si spengono le luci, le luci, le luci, yeh

Si spengono le luci come quando
Negli horror arriva l’assassino (Wow)
E questo Long Island è solo alcol
Mi sta suonando come in Guitar Hero
Ho fatto le cose che non volevo (Oh no)
Tipo seguire una stella perso (Oh no)
Ma mi hai portato dentro il tuo universo (Oh)
Adesso chi dice che non dovevo?
Brava e lui bravo
Questa notte siamo chi non siamo
Ci muoviamo tra le luci in slalom
Tutto che si ferma, noi che corriamo
Siamo un’esplosione, una Big Babol
Ti ho appena conosciuta tipo un film raro
Dai, ti prego, stiamo mano nella mano
Ma neanche una volta con le mani in mano

E Milano sorride, ti amo, no (ti amo, no)
Tu mi versi da bere e Milano scompare, ti amo, no (ti amo, no)
Era un treno di notte, Milano centrale
Lampione e murales, champagne e tuareg
Succede un casino tra cinque minuti

Si spengono le luci, le luci, le luci
Si spengono le luci, le luci, le luci
Balliamo come i lupi, le luci, le luci
Si spengono le luci, le luci, le luci

E Milano sorride, ti amo, no
Tu mi versi da bere e Milano scompare, ti amo, no
Era un treno di notte, Milano centrale
Lampione e murales, champagne e tuareg
Succede un casino tra cinque minuti

Si spengono le luci, le luci, le luci
Si spengono le luci, le luci, le luci

The following two tabs change content below.

Alberto Guarrasi

Sono stato educato alla musica classica come unica strada. Crescendo ho scoperto incroci, rotatorie e segnali stradali e ho deciso di scoprire tutte le alternative. Nella musica ho fatto un po’ di tutto: violinista classico, cantante e performer di teatro, cantautore, direttore artistico e insegnante di canto e cultura musicale, mi è servito a sviluppare un occhio critico nei confronti di ciò che ascolto in Radio e guardo in Tv. Sapevo già scrivere ma fare animazione mi ha insegnato a parlare senza troppi freni. È sempre meglio camminare a piedi, serve meglio ad osservare tutti i dettagli dei paesaggi che si incontrano.

By Alberto Guarrasi

Sono stato educato alla musica classica come unica strada. Crescendo ho scoperto incroci, rotatorie e segnali stradali e ho deciso di scoprire tutte le alternative. Nella musica ho fatto un po’ di tutto: violinista classico, cantante e performer di teatro, cantautore, direttore artistico e insegnante di canto e cultura musicale, mi è servito a sviluppare un occhio critico nei confronti di ciò che ascolto in Radio e guardo in Tv. Sapevo già scrivere ma fare animazione mi ha insegnato a parlare senza troppi freni. È sempre meglio camminare a piedi, serve meglio ad osservare tutti i dettagli dei paesaggi che si incontrano.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.