Loredana Errore 2020

Recensione del nuovo progetto discografico della cantante che festeggia i 10 anni di carriera

Dopo quattro anni dall’ultimo progetto discografico, ‘Luce infinita’ (di cui qui la nostra dettagliata recensione), Loredana Errore torna finalmente a proporsi al proprio pubblico con C’è vita, un disco, uscito il 30 novembre 2020, che ha la voglia di guardare tanto al passato quanto al futuro. E’ in questa delicata ricerca di un equilibrio che si spende la voce e l’attitudine interpretativa della voce di Agrigento che proprio quest’anno festeggia i 10 anni di quella carriera iniziata in grande stile con la partecipazione alla nona edizione di ‘Amici di Maria de Filippi’.

Sette le tracce presenti in questo progetto proprio per portare al termine quella ricerca d’equilibrio tra ieri e domani attraverso scelte ponderate per ogni aspetto della proposta dall’utilizzo della vocalità fino alle sonorità passando attraverso la stessa composizione della tracklist. Unica vera costante è e rimane la vita, la sua esaltazione come dono prezioso e la volontà precisa di cantarne la bellezza do ogni punto di vista. Tutto ciò ben lo esprime la 100 vite che apre il progetto oltre che risultare il primo singolo estratto per il ritorno radiofonico. Il racconto di un tempo presente in cui vivere e risolvere le contraddizioni del passato fa da sfondo ad una vocalità che rimane preponderante ed eccentrica ma anche ad un arrangiamento sorprendentemente dominato dall’elettronica e dai campionamenti sintetici.

Loredana Errore

Proprio questi due estremi vengono maggiormente approfonditi e messi a fuoco separatamente dai due singoli successivi: se E’ la vita che conta compie la (pazza) scelta di appiattire la dinamica e la timbrica vocale di Loredana per puntare tutto su di un sound più attuale, Torniamo a casa sceglie di puntare, piuttosto, su di un’interpretazione sublime in cui la vocalità recupera tutta la sua centralità mettendo da parte l’aspetto estetico dell’arrangiamento che qui si “accontenta” di suonare tradizionalmente. I gusti soggettivi potranno orientare tra l’uno e l’altro estremo ma oggettivamente incontestabile appare l’evidenza che quando si è un’interprete d’ineguagliabile personalità artistica e vocale come nel caso di Loredana tutto appare rinunciabile tranne che quell’utilizzo istrionico della propria timbrica che da sempre costituisce il proprio marchio di fabbrica oltre che la caratteristica di una fondata unicità musicale.

Tra questi due estremi si collocano anche i due successivi brani inediti con Madrid non va a dormire che si gioca l’opportunità di esplorare le atmosfere estive e latineggianti  che potranno essere sfruttate a dovere durante il prossimo periodo soleggiato e, invece, Ora che nevica che s’incarica di recuperare un’atmosfera più tradizional-pop che mette in scena una bella orchestrazione al sostegno di una crescita d’intensità ed emotività suggerita dal ricordo di quel “nostro tempo che non ritornerà”.

La chiusura dell’album è dedicata a due speciali reinterpretazioni. La novità assoluta è una versione de La cura, storico brano-manifesto della produzione di Franco Battiato, che qui viene rivista in un arrangiamento 2.0 che sfrutta ampiamente la componente sintetica recuperando quell’utilizzo elettronico che lo stesso cantautore siciliano ha sempre dimostrato di apprezzare particolarmente insieme alle sue celebri atmosfere oniriche che qui, invece, vengono a mancare per far posto ad un’interpretazione più concreta e possente. Loredana riesce qui a confermarsi interprete di spessore pur dosando il proprio estro interpretativo e scendendo a patti con un arrangiamento che, seppur ben costruito, spiazza e lascia aperto qualche dubbio a proposito di quanto più intensità avrebbe saputo scaturire da una versione più “pulita”. Anche la Ragazza occhi cielo conclusiva si concede il lusso di veder rimodulati i suoni (seppur in misura minore) trovando, comunque, una forma che risulta rispettosa e, addirittura, arricchente rispetto all’incisione che dieci anni fa aprì la carriera discografica di quest’interprete costituendo il perfetto esempio di brano-manifesto grazie a dei versi ed una melodia perfettamente cucite addosso a Loredana da Biagio Antonacci.

Loredana Errore - C'è vita

Con questo C’è vita, progetto del ritorno e della ripartenza, Loredana Errore ha voluto sparigliare le carte e concedersi il lusso di sperimentare provando ad uscire dai propri schemi. Lo ha fatto approfondendo un utilizzo quasi sistematico della componente elettronica che, almeno nelle sue intenzioni, avrebbe dovuto permetterle di compiere un passo deciso verso una nuova attualità musicale e, contemporaneamente, dimostrare ancora una volta la propria duttilità. Ad uscire da questo lavoro, però, è ancora una volta la conferma del talento vocale di quest’interprete, la sua naturale propensione per un uso eccessivo ma positivo del proprio dono timbrico oltre che una profondità interpretativa difficilmente eguagliabile nell’universo del canto pop al femminile di questi ultimi anni. Loredana ha tentato di unire il proprio passato ad un futuro fatto di maggior leggerezza sonora. A tratti vi è riuscita, in altri momenti, invece, è tornata a giocarsi le proprie carte migliori realizzando quelle che sono le vere perle imperdibili di questo mini-album. Giusto sperimentare, giusto ricercare nuove sfumature e stimoli, giusto permettere al proprio io di esprimersi al massimo delle proprie potenzialità e non in maniera unidirezionale: starà, poi, all’ascoltatore scegliere. Ciò che, però, appare definitivamente chiaro all’ascolto di questo progetto è il fatto che ancora una volta la Errore ha dimostrato tutto il suo talento mettendosi a disposizione dei brani con cui è stata chiamata a confrontarsi: dalla sua ha la sensibilità giusta per farsi portabandiera di tematiche importanti come, in questo caso, la vita e la voce necessaria per risultare un faro in questa notte sempre più cupa dell’omologazione e della spersonalizzazione timbrica.

Migliori tracce | Torniamo a casa

Voto complessivo | 8/10

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C’è vita | Tracklist e stelline

  1. 100 vite ★★★★★★★½☆
    [Stefano Paviani, Riccardo Rizzardelli]
  2. E’ la vita che conta ★★★★★★★½
    [Lorenzo Avanzi, Luigi Sarto, Simonetta Sharon]
  3. Tornare a casa ★★★★★★★★
    [Stefano Paviani, Riccardo Quagliato]
  4. Madrid non va a dormire ★★★★★★☆☆
    [Andrea Valli, Federica Carminati]
  5. Ora che nevica ★★★★★★★★½
    [Stefano Paviani, Veronica Marchi, Simone Sprocatti]
  6. La cura ★★★★★★½☆☆
    [Franco Battiato, Manilo Sgalambro – Franco Battiato]
  7. Ragazza occhi cielo ★★★★★★★★★☆
    [Biagio Antonacci]
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Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

Di Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

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