Lorenzo Fragola Mameli

Intervista ai due cantautori siciliani nuovamente insieme in un singolo

Reduci dalla condivisione di due singoli pubblicati nel corso di questo 2022 (Attraverso” Luna Fortuna), Lorenzo Fragola Mameli sono tornati a proporsi insieme con un nuovo inedito radiofonico dal titolo “Testa x aria“. Il brano, disponibile in radio e nelle piattaforme digitali dal 21 ottobre, cambia le carte in tavola e porta i due cantautori siciliani a confrontarsi con la forma di una ballad contemporanea ed alternativa in cui la voglia di indagarsi emerge con forza. Ecco come i due artisti ci hanno raccontato questa nuova esperienza congiunta (nella versione video e podcast sono disponibili domande inedite ed ulteriori rispetto a quelle della versione scritta):

Ragazzi partiamo dal vostro ultimo singolo, ‘Testa x aria‘, che canzone è per voi questa?

Lorenzo: «E’ la canzone più importante tra quelle che abbiamo pubblicato insieme. E’ un pezzo che rappresenta il centro di quello che vogliamo esprimere nelle canzoni: parla di paura e di sogni, i temi che ci appartengono di più. Per di più ci ha permesso di vivere un’esperienza incredibile come quella di fare paracadutismo per girare il videoclip di questo pezzo. E’ stata un’esperienza che ha avuto il ruolo di una terapia d’urto e che mi ha segnato molto da un punto di vista personale».

Il titolo farebbe pensare a qualcosa di leggero e, invece, tutto il focus del testo è concentrato su una paura profonda, quella della precarietà, della perdita d’equilibrio, del lasciarsi andare. Da dove arriva questa dicotomia?

Mameli: «E’ vero, il titolo può sembrare un sinonimo di leggerezza ma è una leggerezza che non possediamo e che, piuttosto, cerchiamo. Siamo ormai molto impauriti e coscienti e ci troviamo in un momento in cui sognare non è sempre possibile con facilità. Avere la testa per aria sarebbe bello per avere la possibilità di spaziare e volare con la mente».

Questo genere d’instabilità rappresenta in particolare la situazione giovanile del nostro Paese. Voi come vivete personalmente questa condizione d’insicurezza e precarietà delle cose?

Lorenzo: «Credo che il sentimento sia comune anche se poi viene declinato in maniera diversa a seconda della propria storia, del contesto e del proprio sentire. Personalmente la precarietà è un qualcosa che mi mette in movimento. Quando non mi sento sicuro e stabile ho scoperto di essere portato a muovermi, a cercare quell’equilibrio che mi manca. Nei miei coetanei vedo, però, spesso la tendenza di dichiararsi al mondo aspettando che il mondo riconosca il proprio valore malgrado questo non succeda poi così facilmente. E’ forse da qui che nasce molta dell’angoscia verso il futuro che viviamo oggi».

Mameli: «Quella mia e di Lorenzo è, di per sè, una vita instabile. E’, quindi, una condizione che cerco ma ci sono anche dei momenti in cui la maledico. I momenti creativi, però, nascono da questo disequilibrio che abbiamo dentro: l’arte è proprio la precarietà, l’assenza di sicurezze».

Nel videoclip di questo pezzo vi buttate da un aereo per esorcizzare la paura di lasciarsi andare. Come vi è venuta l’idea del paracadutismo?

Lorenzo: «L’idea del paracadutismo è mia parlando con un’amica che mi raccontava le sue esperienze di volo. Quando è nato il brano è stato un collegamento immediato quello di pensare ad un videoclip in cui io e Mario ci buttassimo da un aereo. All’inizio eravamo entrambi entusiasti poi quando è arrivato il momento è iniziata a salire l’ansia».

Questo ormai è il terzo brano che proponete insieme dopo ‘Attraverso‘ e ‘Luna fortuna‘ anche se già c’era stato un primo approccio per ‘Borotalco‘ due anni fa. Vi considerate ormai un progetto discografico congiunto oppure credete che questo periodo rappresenti una parentesi importante della vostra carriera prima del ritorno alla dimensione solista?

Mameli: «Dipende da una serie di cose. Per adesso è tutto un grande ‘non lo so’».

Lorenzo: «Per adesso siamo una coppia di fatto. Siamo insieme tutti i giorni ed è bellissima questa cosa perchè si condividono paure e il peso delle scelte. Dipenderà molto, credo, da come andrà questo progetto e dal continuare a sentirci bene facendo musica insieme. Non escludo che arriveranno i momenti in cui torneremo a fare delle cose da soli. Adesso, però, abbiamo imparato e trovato un metodo per scrivere insieme per cui penso sarebbe difficile non coinvolgere Mario anche in un mio eventuale progetto solista».

Lorenzo negli ultimi mesi si è spesso parlato di te. E’ successo con lo schierarsi politicamente sui social in un episodio ma anche con il racconto di momenti molto complicati nella tua vita legati agli attacchi di panico. In cosa ti è stato d’aiuto Mario e il fare musica insieme in questo senso?

Lorenzo: «Il commento politico è arrivato in un momento in cui non parlava quasi nessuno. Ho usato un linguaggio molto colorito in un battibecco con Salvini che quel giorno era nella mia città (Catania, ndr.) che, contemporaneamente, ospitava anche una protesta degli studenti. Durante una protesta il linguaggio è, di per sè, colorito. Non potevo essere in protesta a Catania perchè ero altrove ma avrei voluto esserci perchè condividevo quella protesta contro un politico che non mi piace. Mi ha divertito molto leggere la sua risposta e tutta quella serie d’insulti che sono seguiti dopo la condivisione nei suoi profili del mio commento.

Mario è stato fondamentale nell’affrontare il problema, ben più serio, degli attacchi di panico. Mi ha dato un limite in cui mi posso sentire veramente me stesso. Con lui ho iniziato a parlare di questo mio problema. Senza di lui non saprei come fare e, anche per questo motivo, questo lavoro ha un valore che va oltre i risultati discografici».

Cosa vorreste vi riservasse il futuro?

Mameli: «La cosa che mi piace di più di quello che stiamo facendo insieme è l’amicizia che ci unisce e che rende davvero piacevole lavorare insieme. Mi auguro che possa continuare la nostra voglia di fare le cose in modo diverso e non troppo standard. Abbiamo trovato la nostra identità originale e stiamo iniziando a farla vedere».

State facendo un pensiero per il prossimo Festival di Sanremo?

Lorenzo: «No. Non so se c’è uno spazio a Sanremo per questo tipo di progetto e noi siamo davvero molto soddisfatti di quello che abbiamo fatto finora. I nostri obiettivi a breve termine sono pubblicare canzoni e fare dei live insieme. E poi un duetto maschile c’è stato anche l’anno scorso per cui aspettiamo almeno un anno per riproporne un altro!».

Intervista a Lorenzo Fragola e Mameli | Podcast

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Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

By Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

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