Album Amarcord: i dischi più belli da riascoltare

Si scrive Lucio Battisti si legge arte, quando si parla del musicista aretino i complimenti si sprecano e i gusti personali lasciano spazio all’oggettività della sua pluri riconosciuta genialità. Il 5 marzo 1969 è una data importante per il suo cammino professionale e fondamentale per l’intera musica leggera italiana, da sempre influenzata dalle opere di uno dei suoi maggiori rappresentanti.

Si intitola semplicemente “Lucio Battisti” il disco che segna l’inizio di una longeva epopea di capolavori, frutto del fatale e proficuo sodalizio con Mogol. Dopo essersi fatto notare in veste di autore per numerosi colleghi italiani, debutta in gara alla 19esima edizione del Festival di Sanremo con “Un’avventura”, canzone che lo consacra come interprete e che segna la sua unica partecipazione alla kermesse.

Lucio BattistiPer sancire il suo battesimo discografico Lucio sceglie, non a caso, il giorno del suo ventiseiesimo compleanno, raccogliendo nella tracklist alcuni dei pezzi più noti scritti per altri, tra cui emergono Per una liradei Ribelli e 29 settembre degli Equipe 84, oltre ai primi 45 giri di successo, come Balla Linda” eIo vivrò (senza te). Tra le canzoni più belle spicca “Non è Francesca”, elegante e memorabile.

L’album si posiziona al terzo posto della classifica dei dischi più venduti del ’69, dietro ai rispettivi lavori di Fabrizio De Andrè e Gianni Morandi, ma supererà di gran lunga la prova del tempo grazie ai numerosi evergreen presenti in scaletta che saranno coverizzati da numerosi artisti, tra cui Mina, Ornella Vanoni, i Pooh e Mango. Con questo disco Lucio Battisti ha posato la prima pietra di quella che sarebbe diventata una cattedrale di grandi successi, brani che hanno ridefinito il concetto di musica leggera e dato vita a un nuovo prototipo di cantautorato.

Considerato nella memoria collettiva del pubblico come una delle massime icone della scena musicale nazionale, Battisti è riuscito con le sue opere a segnare intere epoche, una rivoluzione stilistica e culturale che ha tratto ispirazione dalla tradizione e dal suo innovativo istinto sperimentale, attraverso le sfumature di molteplici linguaggi. Un’eredità artistica che non riuscirà mai pienamente ad essere colmata.

Lucio Battisti | Tracklist e stelline

Lato A

  1. Un’avventura
    (Mogol, Lucio Battisti)
  2. 29 settembre
    (Mogol, Lucio Battisti, Renato Angiolini)
  3. La mia canzone per Maria
    (Mogol, Lucio Battisti)
  4. Nel sole, nel vento, nel sorriso e nel pianto
    (Mogol, Lucio Battisti)
  5. Uno in più
    (Mogol, Lucio Battisti, Renato Angiolini)
  6. Non è Francesca
    (Mogol, Lucio Battisti)

Lato B

  1. Balla Linda
    (Mogol, Lucio Battisti)
  2. Per una lira
    (Mogol, Lucio Battisti, Renato Angiolini)
  3. Prigioniero del mondo
    (Mogol, Carlo Donida Labati)
  4. Io vivrò (senza te)
    (Mogol, Lucio Battisti)
  5. Nel cuore nell’anima
    (Mogol, Lucio Battisti)
  6. Il vento
    (Mogol, Lucio Battisti)
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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Di Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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2 pensiero su “Lucio Battisti, cinquant’anni dal suo omonimo album d’esordio”

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