emanuele aloia

Recensione del nuovo singolo del giovanissimo cantautore

L’urlo di Munch” continua la corsa al successo che dal 2019 sembra ormai inarrestabile per Emanuele Aloia (qui il link alla nostra ultima intervista). Grazie anche alla popolarità guadagnata sui social il giovanissimo cantante può già vantare un disco d’oro con “Girasole” e doppio disco di platino con “Il bacio di Klimt“. Dal 29 gennaio Emanuele prova a cavalcare l’onda dell’art concept in musica pop con questo nuovo brano, che lascia pochi dubbi sul sicuro successo radiofonico .

L’urlo di Munch” è un brano super pop per super teens seppure, come già detto, segue una strada che lo distingue da altro. Il riferimento all’arte  del ‘900 è solo un pretesto, una metafora, per parlare ai giovani senza invece troppi intellettualismi. Nel testo si racconta di piccoli gesti che richiamano opere d’arte. Lo scambio di sguardi astratti diventano quadri di Monet o Kandinsky, gli occhi di lei diventano un mare in cui annegare come Ophelia ed “il tuo silenzio è come l’urlo di Munch“.

Non ci si trova davanti al miracolo musicale nè discografico, sia chiaro, ma sembra doveroso dividere gli artisti emergenti in due categorie: quelli che sanno quello che fanno e quelli che ancora le idee chiare non le hanno e girano intorno alla ricerca della propria identità musicale. Emanuele Aloia sembra essere uno di quelli che, senza troppo talento manifesto, ha saputo usare il mezzo social con intelligenza e creatività.

Ascoltando il brano si avverte subito una potenza comunicativa immediata che di certo da la possibilità ai giovanissimi di oggi di scegliere dentro un mare musicale abbastanza poco variegato di musica e parole. Sempre d’amore si parla in questo singolo, sempre di amori adolescenziali si canta, ma lo si fa bene e con credibilità e questo fa la differenza.

La voce di Emanuele Aloia è interessante anche timbricamente, sicuramente incuriosisce l’evoluzione dei prossimi anni, ma se anziché pensare al dopo ci si sofferma al momento presente quello che si percepisce con “L’urlo di Munch” è una bella canzonetta, ritmo ballabile e radiofonicità indiscussa, testo banale ma ben infiocchettato, voce carina e attitudine del bravo ragazzo che tutte le mamme vorrebbero avere come figlio. Fa bene ascoltare un esempio positivo, forse uno dei pochi esempi di consapevolezza di responsabilità comunicativa nei confronti dei coetanei visto l’abbattimento della cultura dei millennials di oggi a discapito di un assorbimento totale dal mondo social dove chi parla a volte sbaglia e ne fa pagare le conseguenze ai più.

Ultima riflessione la facciamo sull’ aspetto “romanticismo”. Risalta alle orecchie, seppure assopito da un arrangiamento che ne risalta l’ottima produzione artistica, più che le metafore sull’arte buttate un po’ a catturare l’attenzione dell’ ascoltatore, la forza invece delle parole dolci e delle frasi un po’ da Bacio Perugina ma tanto belle da ascoltare se hai 16 anni. I baci al tramonto, stare bene se sta bene lei, cantare di attenzioni e preoccupazioni con dolcezza fanno di Emanuele Aloia un gentiluomo della nuova musica.

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L’urlo di Munch |  Testo

Non è strano che
Mentre tu mi parli
Io ti guardo come se
Infondo non parlassi
Perché quelli tra me e te
Son concetti astratti
Come un fiore di Monet
E un quadro di Kandinsky
Ti avrei presa solamente
Per tenerti più stretta
Come Zeno sei coscienza
L’ultima sigaretta
Sai l’amore non ha orari
Se poi parte non torna
Ora balliamo come sconosciuti in mezzo a una folla
Poi vorrei rivedere un tramonto
Guardarti negli occhi
Scavarti più a fondo
Perché non ti sento più
Sei la fine del mondo
Ma anche l’inizio
Dentro ogni tuo silenzio
Sento l’urlo di Munch
Dentro ogni tuo silenzio
Sento l’urlo di Munch
Dentro ogni tuo silenzio
Sento l’urlo di Munch
Stavamo bene
Non importava il luogo
Ma stavamo insieme
Senza parole tutta un’immaginazione
Dietro il silenzio ascolto l’eco del tuo nome
Che non riesco a pronunciare
Ed ho perso la strada di casa
Per ogni volta che
Ti sentivi sbagliata
Quante volte ho detto basta
Ma non ci bastava
E adesso dentro di me annego
Come fossi l’Ophelia
Poi vorrei rivedere un tramonto
Guardarti negli occhi
Scavarti più a fondo
Perché non ti sento più
Sei la fine del mondo
Ma anche l’inizio
Dentro ogni tuo silenzio
Sento l’urlo di Munch
Dentro ogni tuo silenzio
Sento l’urlo di Munch
Dentro ogni tuo silenzio
Sento l’urlo di Munch
Vorrei darti il sole
Per ogni volta
Che ti svegli male
Con la luna storta
Ti amo quando splendi
Quando piovi di più
Dentro i tuoi silenzi
Sento l’urlo di Munch
Dentro ogni tuo silenzio
Sento l’urlo di Munch
Dentro ogni tuo silenzio
Sento l’urlo di Munch
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Alberto Guarrasi

Sono stato educato alla musica classica come unica strada. Crescendo ho scoperto incroci, rotatorie e segnali stradali e ho deciso di scoprire tutte le alternative. Nella musica ho fatto un po’ di tutto: violinista classico, cantante e performer di teatro, cantautore, direttore artistico e insegnante di canto e cultura musicale, mi è servito a sviluppare un occhio critico nei confronti di ciò che ascolto in Radio e guardo in Tv. Sapevo già scrivere ma fare animazione mi ha insegnato a parlare senza troppi freni. È sempre meglio camminare a piedi, serve meglio ad osservare tutti i dettagli dei paesaggi che si incontrano.

By Alberto Guarrasi

Sono stato educato alla musica classica come unica strada. Crescendo ho scoperto incroci, rotatorie e segnali stradali e ho deciso di scoprire tutte le alternative. Nella musica ho fatto un po’ di tutto: violinista classico, cantante e performer di teatro, cantautore, direttore artistico e insegnante di canto e cultura musicale, mi è servito a sviluppare un occhio critico nei confronti di ciò che ascolto in Radio e guardo in Tv. Sapevo già scrivere ma fare animazione mi ha insegnato a parlare senza troppi freni. È sempre meglio camminare a piedi, serve meglio ad osservare tutti i dettagli dei paesaggi che si incontrano.

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