Album Amarcord: i dischi più belli da riascoltare

Ci sono capolavori della musica leggera che andrebbero riscoperti, artisti che meritano di essere ricordati e apprezzati per tutta l’indiscussa arte che hanno saputo regalarci. Tra questi troviamo Pino Mango, ugola di straordinario valore che ha saputo unire il bel canto allo stile cantautorale, come mai nessun altro ha saputo fare. “Visto così” è il titolo della sua prima e unica raccolta ufficiale che, a vent’anni dalla pubblicazione, resta un coinvolgente viaggio nel mondo musicale del cantante lucano.

L’ascolto si apre con la presenza degli inediti “Amore per te” e “Non dormire più”, due autentiche gemme che non faticano di certo ad omologarsi agli altri successi presenti in scaletta, sinonimo di una grande e notevole qualità, per certi versi inusuale per una raccolta. Quattordici, invece, i brani riproposti con nuovi arrangiamenti, tra cui svettano la celeberrima “Oro” e “Lei verrà”, canzone presentata in concorso al Festival di Sanremo 1986, così come la sigla di quell’edizione “Io nascerò”, interpretata originariamente da Loretta Goggi e proposta per la prima volta dallo stesso autore.

Rivisitate e in pieno stato di grazia ritroviamo le memorabili “Bella d’estate”, “Nella mia città”, “Mediterraneo” e “Come Monna Lisa”, pezzi che possiamo considerare effettivamente degli evergreen senza tempo. Di ottima fattura anche tracce meno conosciute del suo repertorio, come “La rosa dell’inverno”, “Come l’acqua”, “Sirtaki”, “Giulietta”, “Dove vai” e “Primavera”. Un disco che arriverà a vendere oltre 350.000 copie e che traghetterà il cantautore verso la composizione di uno dei suoi indiscussi capolavori, vale a dire l’album “Disincanto” che verrà rilasciato nel 2002.

A quattro anni e mezzo dalla sua prematura scomparsa, la poesia di Mango continua a rivivere attraverso le sue canzoni per nulla semplici ma, al tempo stesso, immediate. “Visto così” è molto più di un semplice greatest hits, bensì un pittoresco campo di girasoli immerso nell’azzurro sconfinato del cielo, proprio come descritto in copertina. Un panorama di quelli da perdere il fiato, di cui non possiamo non avvertire una profonda e sentita nostalgia, che possiamo parzialmente colmare tuffandoci nell’ascolto di quest’opera, sospesa a metà tra realtà e raffinatezza.

Visto così | Tracklist e stelline

  1. Amore per te
    (Pino Mango, Pasquale Panella)
  2. Non dormire più
    (Pino Mango, Armando Mango, Pasquale Panella)
  3. Oro
    (Pino Mango, Mogol)
  4. Come l’acqua
    (Pino Mango, Mogol)
  5. Io nascerò
    (Pino Mango, Alberto Salerno)
  6. Lei verrà
    (Pino Mango, Alberto Salerno)
  7. La rosa dell’inverno
    (Pino Mango, Alberto Salerno)
  8. Bella d’estate
    (Pino Mango, Lucio Dalla)
  9. Nella mia città
    (Pino Mango, Mogol)
  10. Mediterraneo
    (Pino Mango, Mogol)
  11. Come Monna Lisa
    (Pino Mango, Mogol)
  12. Sirtaki
    (Pino Mango, Mogol)
  13. Australia
    (Pino Mango, Mogol)
  14. Giulietta
    (Pino Mango, Pasquale Panella)
  15. Dove vai
    (Pino Mango, Armando Mango)
  16. Primavera
    (Pino Mango, Armando Mango)

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Di Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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2 pensiero su “Mango, vent’anni di “Visto così””

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