Marcello Pieri

A tu per tu con il cantautore romagnolo, in uscita con il nuovo singolo “Se fai l’amore come cammini

A un anno di distanza dalla nostra precedente chiacchierata, ritroviamo con piacere Marcello Pieri, che ci ha gentilmente ospitato nella sua casa e nella sua terra per parlare di Se fai l’amore come cammini (Vengo a piedi con te), nuova versione del suo più apprezzato cavallo di battaglia.

Ciao Marcello, benvenuto. Partiamo da “Se fai l’amore come cammini”, successo datato 1991. Com’è nata questa canzone e, successivamente, la voglia di rileggere questo brano riproponendolo in una nuova veste? 

«Questa canzone nacque in mezz’ora, dopo che la mia ragazza dell’epoca mi regalò una chitarra. Arrivando da una scuola pianistica, avevo imparato cinque-sei accordi. Una sera mi ritrovai da solo in macchina a Cesenatico con questa chitarra, così è venuto fuori questo giro blues, al quale ho poi aggiunto successivamente il testo. L’intuizione nasce da una frase che mi ripeteva sempre mio nonno: “se devi prendere qualcuno a lavorare, guarda come si muove, se cammina lento lascia stare”. Ho trovato simpatica l’idea di trasporre questo concetto al come si fa l’amore».

Trent’anni fa, questo brano ha rappresentato in qualche modo il tuo biglietto da visita. Possiamo considerare anche questo attuale momento come un tuo nuovo inizio? 

«Assolutamente sì. Nel cassetto ho tanti inediti, ma prima di tirarli fuori avevo piacere di presentarmi alle nuove generazioni con un pezzo che mi aveva portato tanta fortuna. Riguardo la mia nuova musica, sto cercando una situazione manageriale che mi permetta di non dovermi autoprodurre tutto da solo. Confido nel trovare qualche mecenate che creda in un cinquantenne appassionato (sorride, ndr)».

Per concludere, c’è una particolare lezione che senti di aver appreso fino ad oggi dalla musica?

«Quello che ho imparato l’ho appreso sia dalla musica che dalla campagna, ovvero l’attesa tra la semina e il raccolto, la pazienza di aspettare che le cose accadano e che i tempi siano maturi. Perchè, in fondo, è più bello il viaggio dell’arrivo. Quindi, mi reputo fortunato per avere ancora la voglia di sognare di fare il cantante da grande».

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

By Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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