Marco Carta 2022

Intervista al cantautore sardo che racconta il suo nuovo singolo

Fresco della pubblicazione del suo nuovo singolo, “(Forse) Non mi basti più“, Marco Carta ha scelto di raccontarsi, in questa nostra nuova intervista (nei formati video e podcast è disponibile l’intera chiacchierata), tra passato, presente e futuro. Un tempo che ha, nei prossimi passi, gli impegni di un nuovo album d’inediti, il proseguimento dell’avventura estera al Festival Kenga Magjke in Albania e tante altre nuove sfide.

Ben ritrovato su Recensiamo Musica Marco! Non possiamo non partire da ‘(Forse) Non mi basti più’: che canzone è per te questa?

«Per me è una canzone molto cara non solo perchè l’ho scritta in prima persona, insieme a Marco Rettani, ma anche perchè racconta dell’impossibilità di aggiustare qualcosa seppur con la volontà di poterlo fare. Le cose, però, non si possono sempre aggiustare. Questa canzone è una preghiera affinché ci si faccia il meno male possibile. Lasciarsi non è sempre facile: questa canzone spiega proprio la difficoltà nel farlo quando talvolta l’amore diventa abitudine o morbosità».

Questa è per te una canzone importante anche per il suo essere in gara al Kenga Magjke in Albania. Come sta andando quest’avventura?

«Le fasi preliminari sono andate molto bene. Non mi aspettavo così tanto calore e così tanta grandezza attorno a questo Festival. La fase finale è a fine novembre per cui ancora non ci penso. La mia prima esibizione l’ho affrontata comunque con estrema tranquillità e spensieratezza».

Anche questo nuovo singolo, come altri tuoi ultimi lavori, porta la tua firma. E’ una vera e propria evoluzione nella tua carriera per te che sei nato come un interprete puro. Come è avvenuto tutto?

«In realtà, quando feci ‘Amici‘ avevo già scritto delle cose mie che, tuttavia, non sono mai uscite. Ero molto insicuro e non mostravo a nessuno quello che scrivevo perchè ero sicuro che non fosse interessante. Con il tempo ho acquisito consapevolezza ed è venuto naturale scrivere, via via, cose anche più intime senza quella vergogna originaria. Scrivo sempre di getto anche se credo che la scrittura sia semplicemente il frutto di una lunghissima elaborazione di cui spesso non ci si rende nemmeno conto».

‘(Forse) Non mi basti più’ è un pezzo che pare voler tornare ad un pop più melodico rispetto alle tue ultime proposte più sperimentali. Da dove nasce la voglia di tornare a questo tipo di musicalità?

«Ho sperimentato tanto negli ultimi anni. Dopo aver proposto molte up dai ritmi serrati ho desiderato poggiarmi su qualcosa di più vicino a ciò che mi appartiene. Ho goduto nel fare quello che so di saper fare».

Nel testo di questo brano racconti di una felicità imperfetta dicendo che “l’ho conosciuta per davvero. Che cos’è per te la felicità?

«La felicità è fatta di momenti, qualcosa che si raggiunge ogni tanto perchè se ci fosse sempre non avrebbe nemmeno un nome per descriverla. La felicità è fatta per scivolarti tra le mani per poi provare a riprenderla e farsela scivolare nuovamente. Vale sempre la pena vivere per viverla».

Il testo si apre, nel ritornello, dicendo “portami dentro” facendo riferimento a dei ricordi vissuti insieme nel corso di una storia d’amore. Nella tua vita, personale oltre che professionale, quali sono i ricordi che custodisci con più affetto?

«Mi porterò dentro per sempre la prima volta che ho sentito ‘La forza mia’. Ero con Paolo Carta e Laura Pausini in quel momento. La ascoltammo insieme e rimasi folgorato: era una canzone semplice ma dal grande impatto perchè dava speranza alle persone. E così è stato».

Sono passati pochi giorni dal festeggiamento del quindicesimo anniversario dal tuo ingresso nella scuola di ‘Amici’. Che cosa è rimasto del Marco di allora e che cosa, invece, è cambiato?

«E’ rimasto quasi tutto in realtà. Se ne è andata un po’ di sfrontatezza, purtroppo. Ero un po’ più coraggioso e di questo un po’ me ne pento ma la vita ti insegna a stare un po’ più buono dopo qualche legnata che si prende. Ero molto meno consapevole e questo, invece, è andato migliorando. Ero anche decisamente meno esperto».

Non hai fatto mistero di sognare un ritorno sul palco del Teatro Ariston del Festival di Sanremo. Il 2023 sarà l’anno buono?

«Ad oggi non ho ancora consegnato un brano per Sanremo. Vedremo che cosa succede nelle prossime settimane».

Intervista a Marco Carta | Podcast

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Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

By Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

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