Matsby, tutto quello che c’è da sapere sul nuovo album “Fuoricorso”
Tempo di nuova musica per Matsby che, a partire dallo scorso venerdì 2 ottobre 2026, ha reso disponibile l’album “Fuoricorso”
È disponibile da oggi, venerdì 2 ottobre, “Fuoricorso”, il nuovo album del cantautore genovese Matsby, fuori in fisico in formato vinile e in digitale. Il titolo riprende la metafora che nasce dall’università, ma si estende a tutto ciò che, crescendo, sembra necessario aver già raggiunto: un lavoro stabile, una casa, una relazione duratura, un posto preciso nel mondo.
Matsby sceglie però di ribaltare questo concetto, trasformando il sentirsi indietro nella possibilità di riconoscere come proprio il tempo che si sta vivendo. La focus track del progetto è “Godere“, singolo prodotto da Maninni, che nasce dalla storia di una persona incapace di lasciare andare una relazione ormai finita e che diventa una riflessione sul rapporto con ciò che conosciamo, anche quando ci fa stare male. Il titolo gioca volutamente sull’equivoco tra piacere e libertà: qui “godere” significa riuscire finalmente a sentirsi liberi e stare bene nella propria vita, accettando che a volte per cambiare direzione sia necessario lasciare andare ciò a cui siamo abituati e ripartire dai propri cocci.
Con queste parole Matsby descrive “Godere”: “Dentro Fuoricorso, Godere è una delle canzoni che sento più vicine al centro del disco. Parla di lasciare andare quello che pensavamo dovesse renderci felici: una relazione, un lavoro, una strada scelta anni prima, le aspettative degli altri. Anche senza avere necessariamente un’alternativa pronta, soltanto per smettere di restare dove sappiamo di non voler essere”.
Inoltre, a partire dal 13 ottobre, per accompagnare l’uscita del disco, Matsby porterà “Fuoricorso” nelle principali università italiane, dando vita a un progetto che unisce musica e salute mentale. Durante gli incontri, l’artista racconterà la genesi dell’album e approfondirà i testi delle sue canzoni, trasformando il confronto con gli studenti in un vero e proprio momento di dialogo e condivisione. Al centro del progetto, temi come la gestione dell’ansia, il rapporto con le proprie fragilità e l’accettazione dei tempi e dei percorsi personali.
Parallelamente, dopo un’estate trascorsa sui palchi dei festival italiani con il Pre Fuoricorso Summer Tour 2026, tra concerti dedicati al suo progetto e opening per artisti come Sayf e Clara, Matsby chiuderà il suo 2026 live con una nuova data autunnale a Genova, al Teatro La Claque il 13 novembre. Si tratta di un appuntamento speciale: per la prima volta, infatti, l’artista porterà l’intero album “Fuoricorso” dal vivo, accompagnato sul palco da una nuova formazione e da un nuovo merchandising dedicato al progetto.
Il 27 novembre Matsby sarà anche ospite di Allo Sbagliato, l’off-line club milanese che vede la direzione creativa di Marco Mengoni.
Matsby, il significato delle tracce di “Fuoricorso”
1. FUORICORSO
È da qui che prende forma l’intero progetto. FUORICORSO nasce per dare voce a quella sensazione, sempre più comune, di essere rimasti indietro: rispetto agli altri, rispetto alle aspettative, rispetto alla propria idea di futuro. Un invito a smettere di misurare il proprio percorso su quello degli altri e ad accettare che non esista un momento prestabilito in cui arrivare. L’intro diventa così il cuore concettuale dell’album e la sua dichiarazione d’intenti.
2. NIENTE È OK
Dietro una vita apparentemente a posto, può nascondersi la sensazione di non esserlo affatto.
NIENTE É OK parte proprio da questo paradosso: un lavoro stabile, una casa, una quotidianità costruita e, nonostante tutto, la percezione di essere nel posto sbagliato. Le sonorità più leggere fanno da contrappunto a una riflessione sulla distanza tra ciò che si dovrebbe desiderare e ciò che si desidera davvero.
3. SERIE A
SERIE A è il primo brano scritto da Matsby, il pezzo da cui ha iniziato a prendere forma l’idea di FUORICORSO. La passione per il calcio diventa una lente attraverso cui osservare le aspettative: quelle legate al risultato di una partita, ma anche quelle più grandi che accompagnano la ricerca di una direzione, di una stabilità e di un posto nel mondo. Una metafora quotidiana e apparentemente leggera che lascia spazio a un testo ironico e pungente.
4. ANNI BASTARDI
ANNI BASTARDI è una fotografia di quella fase della vita in cui tutto sembra provvisorio. Case condivise per riuscire a sostenere un affitto, lavori che servono a mantenersi mentre si cerca di costruire qualcosa di proprio, città nuove, amicizie che cambiano e la sensazione di vivere sempre a metà. È il racconto di un’età sospesa, in cui non è ancora chiaro dove si stia andando, ma si continua comunque a provarci. Con la speranza che, un giorno, proprio questi siano gli anni da ricordare con un sorriso.
5. GODERE
Con GODERE l’album entra in una dimensione più intima. Al centro c’è la difficoltà di accettare la fine di una relazione quando il dolore, proprio perché conosciuto, finisce per sembrare più rassicurante della libertà che lo segue. Lasciare andare significa, infatti, rinunciare a qualcosa senza avere ancora un’alternativa a cui aggrapparsi. Il titolo nasce da un gioco volutamente ambiguo e ribalta il significato della parola, che qui diventa soprattutto la possibilità di tornare a stare bene. Prodotta da Maninni, la traccia nasce spontaneamente in studio e accompagna questa presa di coscienza, in un crescendo che parte da un’atmosfera raccolta fino ad arrivare ad una dimensione sempre più emotiva.
6. ERAVAMO SOLO NOI feat. Orlando
Dopo il trasferimento a Milano, il bisogno di tornare alle proprie origini diventa una canzone. ERAVAMO SOLO NOI guarda a Genova attraverso gli amici, la famiglia e i luoghi dell’adolescenza, ma soprattutto attraverso ciò che il tempo ha trasformato. Al centro c’è la nostalgia per una genuinità che forse apparteneva proprio a quegli anni e che non è detto si possa ritrovare crescendo. La canzone vive così nello spazio tra ciò che è rimasto uguale e tutto quello che, inevitabilmente, è cambiato.
7. DUE FOGLIE
Due foglie cadute dallo stesso albero, trascinate dal vento e separate dal susseguirsi delle stagioni. DUE FOGLIE trasforma questa immagine in una metafora della fragilità dei legami, in un momento storico in cui tutto può cambiare rapidamente e in cui anche una relazione può essere messa alla prova dal tempo, dalle scelte e dalle direzioni diverse che prendono due persone. “Scegliere fa schifo” diventa la frase che racchiude il senso del brano: crescere significa anche trovarsi davanti a decisioni difficili, senza la certezza che esista una scelta indolore.
8. MACHEBELLOÈ!
Prima ancora che Milano diventasse casa, MACHEBELLOÈ! ne racconta l’idea: quella di partire senza sapere esattamente cosa aspettarsi e di lasciare spazio a tutto ciò che ancora non si conosce. La città diventa uno scenario aperto ad ogni possibilità, agli incontri casuali e alle storie che possono iniziare nei luoghi più ordinari, dalla linea gialla della metropolitana a un treno. Un brano indie-pop prodotto da Maninni, tra chitarre elettriche, basso e batteria, che si apre con un ritornello in falsetto e restituisce tutta l’energia di un cambiamento ancora da vivere.
9. MUAY THAI
MUAY THAI nasce da una domanda sul modo in cui oggi viene raccontato l’amore. Se “stare bene da soli” e “concentrarsi su se stessi” sono diventati principi quasi imprescindibili, cosa accade quando la ricerca del proprio equilibrio rischia di lasciare fuori la possibilità di condividere qualcosa con qualcun altro? La canzone attraversa la paura di non incontrare più una persona con cui costruire un legame importante e prova a ribaltare una delle convinzioni più diffuse del presente: forse crescere non significa soltanto imparare a bastare a se stessi, ma anche scegliere con chi farlo. Prodotto da Maninni, Sic e Stewie, il brano parte da una chitarra acustica e da una voce intima per aprirsi progressivamente a una produzione più intensa.
10. SBIRCIARE IL FUTURO
A chiudere l’album è una canzone che non pretende di avere risposte, ma prova a fare pace con il fatto di non averle ancora. SBIRCIARE IL FUTURO nasce insieme alle persone con cui Matsby condivide questi anni fatti di sogni, lavoro, dubbi e tentativi. Il futuro viene osservato da vicino, senza poter ancora vederlo davvero, nella speranza che un giorno sia possibile voltarsi indietro e riconoscere un senso anche nelle scelte più difficili. “Stiamo solo provando a capirci qualcosa perché è la prima volta che siamo qui” ne riassume il senso: nessuno ha già le istruzioni per affrontare il futuro e, proprio per questo, imparare a essere più gentili con se stessi diventa parte del percorso.