A tu per tu con il cantautore piacentino, attualmente in rotazione radiofonica con “In questo sogno d’estate

Tempo di nuova musica per Michele Cordani, artista emiliano classe ’77 in uscita con il singolo “In questo sogno d’estate”, disponibile in radio e nei digital store a partire dallo scorso 10 luglio. Approfondiamo la sua conoscenza.

Ciao Michele, benvenuto. Partiamo dal tuo nuovo singolo “In questo sogno d’estate”, cosa racconta?

«È un viaggio tra fantasia e realtà. Ho immaginato di parlare a mia madre e di raccontarle come il mondo odierno e la sua società siano cambiati rispetto al suo vissuto».

C’è una frase che, secondo te, rappresenta e sintetizza al meglio il significato del brano?

«”Ma è estate e adesso mettiti a cantare..” è proprio mia madre che scaccia ogni mia malinconia e mi invita a vivere al meglio la vita con tutti i suoi colori».

A livello narrativo, cosa aggiungono le immagini del videoclip diretto da Marco Toscani?

«Beh.. senza dubbio le mie radici tipicamente piacentine e la “fatica” che ho fatto per arrivare fino a qui a raccontare qualcosa per me di stupendo che non pensavo potessi realizzare..».

Facendo un salto indietro nel tempo, c’è stato un momento preciso in cui hai capito che tu e la musica eravate fatti l’uno per l’altra?

«Già dall’adolescenza.. Dai tempi delle prime compagnie e delle prime uscite in solitaria ho sempre associato i momenti della mia vita a canzoni. Ascoltavo musica ovunque».

Quali ascolti hanno accompagnato e influenzato il tuo percorso?

«La musica italiana tutta.. diciamo che Antonello Venditti, Samuele Bersani e ultimamente anche Francesco Gabbani sono stati un po’ la colonna sonora della mia vita..».

Con quale spirito stai affrontando questa graduale ripartenza e come speri ne potrà uscire l’industria musicale da questo momento di difficoltà dovuto alla pandemia?

«Io con tanto entusiasmo e voglia di tornare alla normalità.. sicuramente i danni ci sono e si vedono ma credo e mi auguro che tutto molto presto tornerà bello come prima».

Al netto dell’incertezza dovuta al particolare periodo storico, quali sono i tuoi prossimi progetti in cantiere? Cosa dobbiamo aspettarci a riguardo?

«Sinceramente non lo so neppure io.. un anno fa’ non avrei mai pensato di ritrovarmi oggi a chiacchierare con voi (sorride, ndr). Quindi tutto è possibile! Poi io sono molto istintivo.. difficilmente progetto, preferisco cogliere le opportunità quando capitano.. anche se alcune idee mi girano nella testa..».

Per concludere, a chi si rivolge oggi la tua musica e a chi ti piacerebbe arrivare in futuro?

«A tutti quelli che la trovano bella e che ci si rispecchiano senza distinzioni di età o ceto.. un po’ fuori dagli schemi come piace a me!».

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Di Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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