Nuovi singoli: da Gianna Nannini a Gabbani, Ermal Meta e Michele Bravi

Tutte le mini-recensioni dei nuovi singoli in radio da questa settimana

  • FRAGILE FERMO IMMAGINE – Alexia

Mettiamo insieme una delle voci più sensuali e potenti di questo millennio, tre delle penne autorali più profonde e di classe dei nostri anni e la produzione di un colosso della nostra musica capace di essere tradizionale ma, contemporaneamente, anche contemporaneo. Alexia con questo brano scritto dal trio Giuseppe Anastasi-Cesare Chiodo-Tony Bungaro e prodotto dal maestro Mario Lavezzi dimostra di valere ben di più del timido singolo estivo lanciato qualche mese fa. La voce rimane potente e colorata come sempre, anche se fin troppo “sinteticamente corrotta”, per un testo d’impatto pur nella sua semplicità. Fosse stato più classico avrebbe convinto di più. D’altronde Alexia è classica, non è una delle ragazzine d’oggi che strizzano solo l’occhio alle radio. VOTO: 6.5

  • TI FA STARE BENE – Caparezza

Caparezza dimostra nuovamente la sue estrosità artistica ed il suo libero anticonformismo con un brano che contiene tutte le sue diverse essenze musicali: c’è il cantato incalzante, il testo istrionico, il ritornello ipnotico cantato totalmente da un coro di voci innocenti totalmente deformate dall’elettronica usata (finalmente) con intelligenza. Non è il brano che le radio aspettano ma è la canzone che gli storici fan non potranno che amare ed apprezzare. Geniale, davvero, l’idea di coinvolgere i bambini per l’inciso che si rivela davvero la carta vincente di questo brano musicalmente prodotto alla meraviglia. VOTO: 7

  • VOODOO LOVE – Ermal Meta e Jarabe De Palo

Un terzo singolo che sceglie un brano già edito ma, in qualche modo, contemporaneamente anche inedito visto che risuona nella versione cantata con Jarabe de Palo che, finora, presenziava soltanto nella versione vinile dell’album campione di vendite “Vietato morire” (di cui qui trovate la nostra recensione). La collaborazione, in realtà, aggiunge ben poco ad un pezzo che porta nella cifra artistica di Ermal il proprio marchio di fabbrica: il cantautore di origini albanesi oscura dall’inizio alla fine il suo ospite concedendogli pochi spazi che, in ogni caso, non vengono sfruttati a sufficienza. Di contorno è il nuovo arrangiamento che sul finale inserisce un piccolo apporto orchestrale con uno strumento a fiato che richiama il senso di celestialità e leggerezza comunicato anche dal cantato. Ad ogni modo Ermal poteva scegliere un brano più funzionale (e decisamente migliore) per la rotazione radiofonica di questo autunno: uno su tutti? Piccola anima. Un vero delitto lasciare quel brano senza la giusta esposizione. VOTO: 7-

  • PACHIDERMI E PAPPAGALLI – Francesco Gabbani

Gabbani sceglie (ancora) una potenziale hit radiofonica che adotta nuovamente la ricetta rodata di un testo pieno di citazioni e riferimenti suggerendo immagini tutt’altro che usuali e mediamente non facilmente comprensibili e collocabili. Questa volta per il nuovo estratto di Magellano (di cui qui trovate la recensione) si raccontano teorie complottiste con le “piramidi egiziani [che] sono marziane”. Orecchiabile, trascinante, sempre perfettamente particolare risuonerà anche questa volta alla grandissima in radio proponendo un nuovo elemento di novità che, stavolta, risiede nel breve bridge primo dell’ultimo ritornello dove il cantato si fa, invece, parlato. Niente di troppo nuovo rispetto alle sue ultime cose anche se Gabbani si conferma in grandissima forma pure con questo nuovo estratto anche se, forse, sarebbe stato più sorprendente sentirlo in alta rotazione con una ballata delle sue. Una di quelle ugualmente belle ai tormentoni estivi, se non di più. VOTO: 7.5

  • FENOMENALE – Gianna Nannini

Gianna per questo ritorno con un singolo inedito (di cui qui ogni dettaglio) atteso da più di 4 anni si affida per la prima volta alla produzione di Michele Canova Iorfida che nelle strofe la fa risuonare come la Michielin e gli altri suoi “prodotti”. Il testo, co-firmato da Davide Petrella che in questo periodo sta riscuotendo non poche collaborazioni, racconta un “amore che è una linea di confine” dove ci si diverte a farsi del male visto che “voglio calpestarti il cuore, vedere come va a finire”. La vera cifra artistica della Nannini di sempre esce timidamente allo scoperto nell’inciso che si apre arioso risuonando più morbido di mai lasciando da parte, almeno per ora, quella linea rock che da sempre appartiene all’interprete di Sei dell’anima. Un pezzo più lento e soft di quanto ci si sarebbe aspettati per una regina del rock che, forse, pare rinunciare alla corona per accontentarsi ad un titolo di duchessa del pop nemmeno troppo originale. Con gli ascolti, però, funziona di più. VOTO: 5

  • SIGNOR TENENTE – Marco Masini

Già proposto lo scorso febbraio in quel del Festival di Sanremo per la serata delle cover, il celebre brano con il quale Giorgio Faletti incantò l’Ariston nel 1994 rivive con Masini una seconda vita. Una seconda vita fatta, però, di un’essenza totalmente diversa e rivoluzionata rispetto al vestito con cui il capace e profondo maestro l’aveva disegnata ed interpretata. Masini sceglie la strada della contemporaneità per un pezzo che non ne aveva bisogno: l’arrangiamento è quello che oggi si richiede con una distorsione artificiale del suono che non rispecchia la verità delle parole storicamente ben identificabili in un tempo preciso. Questo non è un brano “senza tempo”, è un brano costruito profondamente “sul tempo” e non rispettarlo (anche musicalmente) significa non capire la canzone nella sua purezza. Ben suonato e ben cantato certo, ma Faletti era, e cantava, n’altra cosa. VOTO: 4

  • BABY DULL – Mauro Ermanno Giovanardi e Rachele Bastreghi

Una fusione che già sulla carta dichiara chiaramente qual è la direzione del brano: l’interpretazione acuta e, da sempre, fuori dal coro di Giovanardi si fonde alla voce sinuosa ed incantevole della Bastreghi dei Baustelle che, nel suo, sposa scelte autorali similmente dirette. Si parla di una incantevole “donna di plastica” verso cui viene lanciata una strana ed eccentrica dichiarazione d’ammirazione che se ne frega spudoratamente dei diktat della commerciabilità pur adottando un arrangiamento che in radio non risuonerebbe male. Inutile dire, però, che il vero valore aggiunto è la voce di Rachele che tutto può: meriterebbe più esposizione. Lei. Lui ha cantato di meglio (anche se questa è una cover). VOTO: 6

  • DURI DA BATTERE – Max Pezzali feat. Nek e Francesco Renga

Il trio delle meraviglie del pop italiano (forse un tempo) sceglie di unire le forze per dar vita ad un progetto quanto mai curioso e anomalo (di cui vi abbiamo raccontato qui). L’idea nasce da quel Pezzali che ha quanto mai bisogno di risollevarsi dopo i risultati non eclatanti dell’ultimo periodo. In questo tentativo sufficientemente goffo di mettere insieme un qualcosa di estremamente commerciale il Max nazionale gioca sul terreno musicale che più l’ha visto protagonista affidando a Renga l’armonia del pre-ritornello che così acquista leggerezza mentre Nek appare quanto mai spaesato in un pezzo che non gli rende giustizia. Sicuramente tre buoni amici che, però, poco ci azzeccano insieme musicalmente parlando. Il brano (di cui qui la recensione estesa) si fa canticchiare ma di certo non fa gridare al miracolo. Anzi. VOTO: 5.5

  • DIAMANTI – Michele Bravi

Terzo estratto di un disco (di cui qui la recensione) che è riuscito a rilanciare la carriera di Michele Bravi anche se non a consolidarne stabilmente il successo con numeri sufficientemente importanti come era lecito aspettarsi dopo il Festival di Sanremo che l’ha visto assoluto protagonista. Dopo un secondo singolo fin troppo “coraggioso” nei temi e non troppo considerato quest’estate il giovane cantautore di Città di Castello torna ad affidarsi alla penna dell’hit-maker Federica Abbate che, con Andrea Amati, co-firma una ballata più “accessibile”. La ricetta sonora rimane quella dell’electropop, ben confezionato dal giovane Katoo alla produzione, che sposa un testo che racconta “le cose andate via” e non più recuperabili. Incalzante e ben costruita in ogni suo aspetto ha il difetto di non riuscire mai a catturare davvero per un qualche motivo sconosciuto. Carina, per carità, ma non sufficientemente azzeccata: avrei optato per altri brani. VOTO: 6+

  • WHITE NIGGAS – Soul System

Un nuovo estratta funky per la band ultima vincitrice di X-Factor e dei quali si è già partiti alla ricerca di (più degni) successori. Suonano e cantano bene i ragazzi (in studio) ma suonano e cantano troppo american style per l’ambiente italiano che mai potrà capire davvero il loro mondo musicale e sonoro. Pezzo allegro ma che, sinceramente, c’azzecca poco con la musica italiana di ieri e di oggi. Di domani chi lo sa ma per adesso “è no”. Tanto per restare in tema talent. VOTO: 3

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Ilario Luisetto

Direttore di "Recensiamo Musica" e suo fondatore dal 2012. Sanremo ed il pop sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci.

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