Occhi, “Carandirú” è il titolo del nuovo singolo “Carandirú”
Tempo di nuova musica per Occhi che, a partire da venerdì 17 luglio 2026, ha reso disponibile il singolo “Carandirú” per Nigiri Records / Sony Music Italy
Dopo aver raccontato la leggerezza e l’incertezza dell’estate dei vent’anni con “Origami“, Occhi torna con il singolo “Carandirú”, disponibile su tutte le piattaforme digitali a partire da venerdì 17 luglio per Nigiri Records / Sony Music Italy (qui il presave).
“Carandirú” è un brano che racconta il momento in cui tutto sembra ancora possibile, e l’aria di cambiamento è sospesa tra nostalgia e slancio verso il futuro. È una riflessione sul diventare grandi, sul peso delle aspettative e sul desiderio di imparare a vivere il presente senza lasciarsi definire dai risultati, invitando a spostare l’attenzione dal traguardo al percorso.
Anche il titolo nasce da un’associazione insolita: “Carandirú” è il nome di un’ex prigione brasiliana, che viene svuotato del suo significato originario e trasformato da Occhi in un simbolo personale, quasi una parola “magica”. In un presente che ci chiede continuamente di essere più veloci, più performanti e più competitivi, il vero successo è riuscire a vivere le esperienze con autenticità, senza lasciare che siano solo i risultati a definirne il valore.
È questa la prospettiva da cui prende forma il brano: la voglia di sentirsi protagonisti della propria storia, qualunque sia il finale. La scelta di “Carandirú” come nuovo singolo è passata anche dalla volontà dei fan.
In occasione di un incontro esclusivo con Occhi, alcuni fan hanno infatti ascoltato in anteprima due brani ed è stato chiesto loro di scegliere quello che li aveva colpiti di più, esprimendo la preferenza in forma anonima su un bigliettino. “Carandirú” è stato il brano che ha raccolto il maggior numero di voti, conquistando spontaneamente il favore dei presenti e diventando così il prossimo singolo.
«“Carandirú” è diventata la mia parola in codice per indicare un modo di affrontare la vita – racconta Occhi – nel ritornello canto “io volevo solo una storia da film, che duri una notte o una pausa autogrill”, perché a volte ci dimentichiamo che l’importante non è inseguire obiettivi sempre più difficili o cercare di stare al passo con gli standard degli altri. Quello che conta è come scegliamo di vivere il percorso. È una canzone che serve anche a me, che sono un perfezionista e faccio fatica ad accontentarmi. Ogni tanto bisogna lasciare che le cose seguano il loro corso, sapendo che, in un modo o nell’altro, contribuiranno tutte a scrivere la storia del film che stiamo vivendo».