Pagelle Nuovi Singoli

Tutte le nostre mini-recensioni dei nuovi singoli in rotazione radiofonica

  • STRIPPER – Achille Lauro

Il brano che Achille Lauro porterà in scena all’Eurovision Song Contest di Torino in rappresentanza di San Marino sfrutta alla perfezione tutto il suo estro destreggiandosi in un punk-rock rivisitato. La sua cadenza biascicata, la sua scrittura fatta di continue parole scollegate tra loro e l’intuizione di citare tanti simboli internazionali utilizzando spesso e volentieri anche l’inglese ne fanno una potenziale hit pronta ad esplodere nel contesto europeo se ben presentata e incanalata. Ma, si sa, in questo Achille Lauro è maestro. Funzionale e, soprattutto, non troppo simile ad altre sue cose musicalmente parlando. VOTO: 7+

  • UNA COSA PIU’ GRANDE – Ermal Meta e Giuliano Sangiorgi

Due amici ma soprattutto due voci dotate di una propria riconoscibilità si uniscono in un traccia che ben rappresenta entrambi. Il cantato avvantaggia, in quest’occasione, il leader dei Negramaro che, dal punto di vista vocale, ha nelle proprie vocali un dono difficilmente rintracciabile altrove. Ermal Meta, però, s’inserisce con capacità sostenendo il peso di un falsetto importante che ha fatto la storia della musica italiana. La canzone è scritta bene ed ha una potenza non indifferente nell’inciso pur non scimmiottando le ricette più rassicuranti del facile successo pop d’oggigiorno. Gli incastri e la struttura articolata ne rendono comunque non scontato il primo ascolto e, anche per questo, ne impreziosiscono il valore. VOTO: 7.5

  • CHILOMETRI – Federico Baroni

E’ dedicata all’amico scomparso Michele Merlo che, comunque, non viene mai apertamente citato nel testo che viene scritto con attenzione non utilizzando alcun aggettivo o sostantivo che possa ricondurre al destinatario delle liriche. Federico Baroni canta con capacità (e con una voce ragguardevole) un bel pezzo pop che ha un inciso forte che sfrutta il linguaggio pop pur utilizzando l’elettronica per sporcare alcuni suoni e l’immaginario figurativo più quotidiano dell’indie per arricchire la testualità. Piace la canzone in sè. La dedica se non si fosse conosciuta non avrebbe fatto comunque la differenza. VOTO: 7-

  • MACEDONIA D’ANSIA – Legno

Sono sempre riconoscibili i due misteriosi ragazzi che hanno nella propria scrittura indie-pop il proprio marchio di fabbrica. Oggi, forse, questo tipo d’immaginario testuale sta cedendo il passo ad un ritorno figurativo più astratto ed impalpabile ma, in questo caso, mantiene intatta la propria efficacia soprattutto grazie ad una struttura musicale e ad un arrangiamento per niente scontato. A delle strofe delicatissime fa da eco un ritornello che si apre vocalmente con delle desinenze lasciate lunghe per creare l’effetto “coro”. Un bel nuovo episodio di un progetto sempre credibile. VOTO: 6.5

  • LAUREA AD HONOREM – Marracash e Calcutta

Si gioca un primo duetto in rotazione radiofonica il Marra per proseguire il percorso discografico del suo ultimo fortunatissimo album. Sceglie, tra l’altro, quello con il romano Calcutta che, ad ora, era risultato il “meno” streammato rispetto a quelli con Guè e Blanco. Marracash è sempre più aperto ad un cantato multiforme che esce con facilità dal mondo più puramente rap. Calcutta s’incarica, come prevedibile, dell’inciso da canticchiare con orecchiabilità ma si perde in una tonalità piuttosto impervia che non ne esalta appieno la tintura vocale. Il pezzo comunque funziona e ha un proprio perchè, come sempre. VOTO: 6/7

  • DIMMI – Matteo Bocelli

E’ il primo brano cantato da solista in italiano dal figlio d’arte che trova subito la firma prestigiosa di Mahmood a sostenerlo. Matteo ha una bella voce piena che, a differenza del padre, rimane declinata nel mondo pop pur lasciando avvertire quella potenza di suono tipica di un’impostazione più classica. La canzone, già resa disponibile in versione spagnola, sfrutta un continuo arpeggio di chitarra per sostenere un arrangiamento piuttosto soffuso e mai esplosivo. La scelta è indiscutibilmente strana viste le tendenze contemporanee ma anche per questo permette alla canzone di farsi notare. Solo a tratti si distingue il marchio autorale del suo prestigioso coautore. La canzone, però, manca di quella potenza esplosiva e di quel gancio memonico che ne permetta una facile orecchiabilità. Il brano è troppo innocente e pulito per una nuova proposta che, oltre al nome, ha bisogno di farsi notare, in un senso piuttosto che in un altro, anche per il proprio repertorio. VOTO: 5

  • CRISALIDI – Mr.Rain

Il ritorno discografico di Mr.Rain passa da questo brano che anticipa la pubblicazione (a sorpresa) del suo nuovo album. Nulla cambia rispetto a quanto messo in mostra fin qui dal cantautore di Desenzano sul Garda. La squadra autorale continua ad appoggiarsi su Lorenzo Vizzini e Mario Apuzzo. La forma-canzone ricorda (fin troppo) da vicino il successone di Fiori di Chernobyl‘ di cui ricalca i passi cercando di ricrearne in tutto e per tutto le modalità di scrittura. Ne esce una canzone assolutamente credibile, perfettamente figlia della personalità musicale del suo interprete ma un po’ troppo uguale alle cose che hanno costituito un porto sicuro fin qui. Bella ma davvero già sentita. VOTO: 6

  • SENZA VERTIGINI – Nashley e Fasma

Tra gli estratti del suo ultimo album d’inediti Nashley punta sulla collaborazione con il giovane Fasma per conquistare nuovi spazi in una rotazione radiofonica che ancora lo vede sufficientemente vergine. La forza dell’ospite trascina la canzone nel proprio universo musicale rendendola da subito riconoscibile e a lui riconducibile. Nashely s’incarica di un intermezzo che sfrutta un rap piuttosto rilassato e disteso sulla melodia per lanciare un inciso che esplode con una ritmica che fa da assoluta protagonista insieme alla voce di Fasma che come sempre utilizza la distorsione vocale come effetto. Un buon mix d’energia. VOTO: 7

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Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

By Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

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