Per un tema una canzone

Affrontiamo un tema collegandoci ad una canzone

La parte triste della felicità. Vedere che qualcosa resta fuori, escluso per indifferenza o semplice mancanza di attenzione. Oggi sembra si abbia paura di dire che una canzone è bella. Perché? L’arte non è una sfida individuale, ma un interesse collettivo. Da quando curo questa rubrica non ho mai tirato fuori concetti tratti dai miei studi giuridici all’università. Oggi lo faccio, per la prima volta. Perché lo faccio proprio sotto il titolo di una canzone di Giulia Mutti (qui la nostra intervista)? Perché per me le sue canzoni contribuiscono allo sviluppo emotivo di tutti. Non è la sola, per carità. Ognuno di noi conosce un artista che un terzo non conosce. Io tramite la musica conosco lei, e per questo parlo di lei.

Musica e Costituzione

Comunque, spostandoci sulla costituzione all’articolo 9 troviamo scritto questo: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”. In primo luogo consideriamo la bellezza di questo articolo e la fortuna che abbiamo come nazione ad averlo nei principi fondamentali. In secondo pensiamo a quanto ci si è resi conto per via dell’emergenza sanitaria dell’importanza del lato scientifico. In terzo focalizziamo l’attenzione sul parallelismo che unisce lo sviluppo della cultura a quello della persona. Musica, cinema, teatro, poesia e filosofia ci salvano la vita oppure no? rispondere sì ha un prezzo, che è quello di raccontare agli altri il valore di un testo, il peso di una melodia, la trama di un film. Un prezzo irrisorio, ma che evidentemente costa fatica. La fatica di ascoltare qualcosa di nuovo, che non conosciamo, senza pensare che non possa esistere qualcuno o qualcosa che possa sorprenderci. Non sono finiti cantautori e cantautrici così come non sono sparite le poetesse ed i poeti. Fanno solo più fatica a trovare qualcuno che li capisca.

“Ed ho scoperto che domani puoi stare a terra o cento piani”

Vale per me che ho perso un po’ d’amore, per chi ha perso il lavoro, un amico, l’ultimo treno per un posto (Per pochi). Vale per chi viene bocciato in università, per chi viene trattato male da qualcuno. Vale anche per una nazionale di calcio o di pallavolo, vale per una nazione, e per l’umanità. è la vita che propone un andamento ciclico preso dalla filosofia e trasportato in musica. Penso che questo concetto espresso nel brano sia davvero di tutti, e che meriterebbe un racconto in più, una condivisione in più. In generale il brano si concentra sul concetto di luogo, inteso come posto fisico che ha valore solo e soltanto per la persona con cui lo si vive.

Mutti, Cremonini e Neviani

Accanto non ci possono stare tutti. Anzi, chi ha troppe persone accanto probabilmente è profondamente solo. E poi questa solitudine ormai è un’evidenza fattuale. I social la nascondono. Narrano che si possano pure comprare followers e like. Quindi la compagnia è una merce che si compra e la solitudine resta a chi non va al mercato. Non a caso Cremonini ci canta che nell’era digitale siamo tutto più soli (qui un approfondimento). Giulia Mutti intona che accanto è un posto per pochi. Nek anni e anni fa che “il coraggio di star solo quello si ha dentro o non si ha”. Vedete che da un lato abbiamo il fenomeno della condivisone. Dall’altro il rovescio della solitudine. A chi dare retta?

“Ci sono tanti modi per dire resta a chi ami”

Che meraviglia. Ho cominciato a mia volta a scrivere testi di canzoni. Sarà per questo che forse certe frasi si fermano nella dinamica della mia vita. E sarà per lo stesso motivo che alla seconda volta che vidi lucrezia mi presentai con dei fiori. La prima era per stare accanto, la seconda per parlare.

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Riccardo Castiglioni

Conduttore radiofonico e presentatore di eventi. Terminato il liceo classico, sto al momento frequentando la facoltà di giurisprudenza all’università; il fortissimo interesse per il mondo della comunicazione mi ha portato ad entrare in un primo momento a contatto con il mondo delle presentazioni e, in un secondo, con quello radiofonico; realtà della comunicazione che si intreccia e va di pari passo con la passione per la musica, centro di molti miei discorsi.

By Riccardo Castiglioni

Conduttore radiofonico e presentatore di eventi. Terminato il liceo classico, sto al momento frequentando la facoltà di giurisprudenza all’università; il fortissimo interesse per il mondo della comunicazione mi ha portato ad entrare in un primo momento a contatto con il mondo delle presentazioni e, in un secondo, con quello radiofonico; realtà della comunicazione che si intreccia e va di pari passo con la passione per la musica, centro di molti miei discorsi.

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