Affrontiamo un tema collegandoci ad una canzone

Conoscersi a fondo è diventata la vera sfida dei nostri giorni. Guardarci e giudicarci coi nostri occhi e non con quelli degli altri risulta ormai un’azione per pochi. La verità è che dipendiamo dai giudizi altrui, siamo incanalati dentro una continua ricerca di riscontri, di consigli, di mi piace ai commenti e cuoricini alle foto. Troppe volte, convinti che le risposte siano tutte condensate in chi ci circonda siamo di continuo aperti a feedback esterni e dimentichiamo di ascoltare la nostra voce.

Perché se è bene ascoltare gli altri risulta altrettanto fondamentale dare spazio a se stessi. Noi siamo il nostro primo specchio e il nostro primo metro di giudizio, la prima mano a cui aggrapparci e il primo ostacolo da saltare.

Ed è sugli ostacoli che ci soffermiamo in questo momento grazie alla nuova canzone di Bouvet intitolata Dentro piove. Il giovane artista toscano (qui la nostra intervista) a circa tre mesi di distanza dal suo ultimo singolo “Casa mia, casa tua, casa nostra(qui la nostra recensione) si dimostra ancora una volta attento nel descrivere le varie sfumature dell’animo umano e in modo particolare nell’illuminare gli angoli riservati a paure, insicurezze, dubbi e fragilità.

Tutti sentimenti che appaiono più comprensibili se raccontati nel modo in cui li viviamo o li percepiamo “la casa è piena di mostri che ballano il valzer della solitudine”. La canzone in esame è il racconto di un percorso che presenta un punto di partenza, uno svolgimento e una conclusione che forse non ti aspetti.

In primo luogo infatti viene presentata un’ atmosfera di tristezza indicativa di tutti quei momenti in cui le nostre fragilità sembrano così grandi da sovrastarci “Inutile tirare sassolini al cielo tanto oggi il sole non si affaccia perché dentro piove”. In linea con le parole il clip di “Dentro piove” mostra una serie di figure, personificazioni di qualsivoglia paura vincolare e bloccare il loro bersaglio “Ho provato a scacciarli via ma ogni mio sforzo sembra inutile”.

Il secondo passo, fondamentale per dare senso al percorso intrapreso consiste nel portare tutta l’attenzione su questi demoni. Se scacciarli con la reazione istintiva trainata dalla rabbia non funziona allora conviene capire a fondo la natura di questi malesseri per giungere ad un compromesso.

Malesseri che necessitano quindi di essere riconosciuti, descritti, messi nero su bianco e cantati attraverso un’essenziale sforzo di auto comprensione “Dovrei avere il coraggio di sporgermi sulla vita fino a caderci dentro ma schiavo di questo caratteraccio resto insoddisfatto e mai contento”. Arrivare a rendersi conto che le paure in quanto emozioni fanno parte di noi è la naturale conseguenza del passaggio appena descritto “Ora ho capito perché dentro piove da un po’ tanto che il cuore ha fatto la ruggine”. Infine, il processo di riconoscimento si conclude con il concetto di accettazione. Conoscere, riconoscere ed accettare ogni paura porta all’unica soluzione possibile: conviverci.

Non a caso, nel video, il soggetto che inizialmente è quasi immobilizzato dai demoni alla fine è ripreso a ballarci insieme e anche nella struttura musicale la sofferenza che traspare nei primi ritornelli “Dentro piove ahh, dentro piove ahh” evoca in prossimità della fine un’atmosfera quasi festosa “Dentro dentro piove piove dentro dentro piove piove”. Non è necessario lottare contro se stessi. Tante volte un equilibrio studiato e ragionato rappresenta la strada che conduce alla serenità.

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Riccardo Castiglioni

Conduttore radiofonico e presentatore di eventi. Terminato il liceo classico, sto al momento frequentando la facoltà di giurisprudenza all’università; il fortissimo interesse per il mondo della comunicazione mi ha portato ad entrare in un primo momento a contatto con il mondo delle presentazioni e, in un secondo, con quello radiofonico; realtà della comunicazione che si intreccia e va di pari passo con la passione per la musica, centro di molti miei discorsi.

Di Riccardo Castiglioni

Conduttore radiofonico e presentatore di eventi. Terminato il liceo classico, sto al momento frequentando la facoltà di giurisprudenza all’università; il fortissimo interesse per il mondo della comunicazione mi ha portato ad entrare in un primo momento a contatto con il mondo delle presentazioni e, in un secondo, con quello radiofonico; realtà della comunicazione che si intreccia e va di pari passo con la passione per la musica, centro di molti miei discorsi.

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