Emma e Alessandra Amoroso

Recensione del singolo congiunto di Emma e Alessandra Amoroso

Sappiamo già di cosa si sta parlando: “Pezzo di cuore” è la canzone-evento che porta in musica il timbro di Emma e Alessandra Amoroso grazie alle firme di Davide Petrella e Dardust (quest’ultimo ne ha curato anche la produzione).

Pezzo di cuore” (qui il link alle nostre pagelle dei nuovi brani della settimana) non anticipa alcun disco delle due cantanti: è semplicemente nato dalla voglia di entrambe di cantare assieme. Inizia a cantare Emma, raccontando le proprie emozioni: la ricerca dei propri sentimenti e la verità con cui si esprimono. Continua Alessandra, dopo il ritornello, con la sua storia. Per entrambe il filo conduttore è un pezzo di cuore, quello che chi non ha paura di darsi non sente alcun imbarazzo nel cantarlo. L’orgoglio si mette da parte e la sincerità è tangibile. Non importa se costi o meno, non c’è timore quando ci si dà a voce nuda.

La canzone è un ritorno alle origini per entrambe le artiste. Se a primo ascolto si resta un po’ delusi dalle aspettative disattese di una hit super moderna, si capisce poi aguzzando le orecchie che è stato giusto regalarsi ai fan con un’emozione tangibile, quella che sia Emma che Alessandra erano solite cantare più di frequente nei loro rispettivi primi dischi. E’ un tuffo nel passato questa “Pezzo di cuore” che lascia addosso quel giusto filo di malinconia e allo stesso tempo la consapevolezza degli anni che sono trascorsi pur senza paura di fare un passo indietro per l’onestà artistica del racconto emotivo.

Due voci, quelle di Emma e Alessandra Amoroso, che indiscutibilmente hanno accompagnato per anni storie d’amore o notti in discoteca d’estate. Simbolo entrambe di un mondo, quello del talent show, che ha schiaffeggiato l’opinione pubblica, perché la forma può essere sostanza, e loro lo hanno dimostrato ampiamente, numeri alla mano.

Emma e Alessandra Amoroso

L’opinione pubblica, appunto, la stessa per la quale oggi sei un re e domani sei un venduto. E’ vero, esistono le leggi del marketing, ma esistevano anche quando Alessandra cantava “Karaoke” l’estate scorsa, emblema di un prodotto fatto per piacere, che poi è l’obiettivo di tutti gli artisti così come di tutti i lavoratori. Noi italiani però amiamo voltare faccia, diciamolo ogni tanto senza indugio. Oggi Emma è brava, domani è finita perché non vende. Emma è onesta, schietta e sincera finché non la vedi fare il giudice di X-Factor ed allora diventa falsa, costruita e pesante. Ci da fastidio tutto e ci piace smentire lo stesso tutto appena possibile. “Tutti tuttologi del web” cantava Gabbani in tempi non sospetti.

Sia un modo per ringiovanire i portafogli, oppure per creare un po’ di chiacchiericcio sui social, quello che si ascolta è un “Pezzo di cuore” di Emma e Alessandra. “Musica e il resto scompare“, per dirla con le parole di una cantante, epiteto che diventa un ossimoro quando si parla di Elettra Lamborghini. Eppure lei è gnocca e twerka da Dio, Emma e Alessandra, invece, cantano assieme per strategia secondo i malintenzionati. Non sia mai. Bla, bla e ancora bla, l’importante è che si dia fiato alla bocca. Poi però accendiamo la radio e alla fine dei conti  ci piace quando ascoltiamo una bella canzone, che pure se fosse nata per logiche pubblicitarie, verrebbe da dire anche  “viva la musica ogni tanto”, no?

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Pezzo di Cuore | Testo

Tra una chiamata e un mal di testa
Ti lascio scivolare via
Scappiamo via sempre di fretta
Che brutta questa frenesia
Lasciami entrare un po’ di luce in casa
Oggi neanche mi difendo
Sempre gli stessi errori
Dove c’era il mare adesso è solo fango
E come un valzer la domenica in periferia
Tra le campane e le sirene della polizia
C’è una bambina che abbraccia sua madre
Che sembra la mia
Mi sento come un manichino dentro una vetrina
Non sa di miele questa vita forse di aspirina
E ho provato a imparare l’amore
Ma è sempre cosi
Non riesco a capire
Cos’è

E quanto tempo ci vuole
Per abbracciarsi la notte
In strada anche se piove
Senza chiedere mai
Senza capire mai
Senza capire
Ti ho dato un pezzo di cuore
Mi prendo tutte le colpe
Io ci ho provato a imparare l’amore
Ci ho provato a imparare l’amore
Ma è più forte di me

L’incenso che avvolge la stanza
Sembra una nebbia di città
Mi sveglia un autobus che passa
Ripenso a qualche sera fa
Quando mi urlasti
“Ragazzina oggi proprio non ti sto capendo”
Sei sempre bravo tu a ferire
Quante inutili parole al vento
Ancora le sento

E quanto tempo ci vuole
Per abbracciarsi la notte
In strada anche se piove
Senza chiedere mai
Senza capire mai
Senza capire
Ti ho dato un pezzo di cuore
Mi prendo tutte le colpe
Io ci ho provato a imparare l’amore
Ci ho provato a imparare l’amore
Ma è più forte di me

E tu, e tu mi sembri
Più confusa di me
E tu, e tu
Dicevi è sempre cosi
E tu, e tu
Ancora mille domande
Ma non feriscono più

E quanto tempo ci vuole
Per abbracciarsi la notte
In strada anche se piove
Senza chiedere mai
Senza capire mai
Senza capire
Ti ho dato un pezzo di cuore
Mi prendo tutte le colpe
Ora che abbiamo imparato l’amore
Ora che abbiamo imparato l’amore
Non so smettere

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Alberto Guarrasi

Sono stato educato alla musica classica come unica strada. Crescendo ho scoperto incroci, rotatorie e segnali stradali e ho deciso di scoprire tutte le alternative. Nella musica ho fatto un po’ di tutto: violinista classico, cantante e performer di teatro, cantautore, direttore artistico e insegnante di canto e cultura musicale, mi è servito a sviluppare un occhio critico nei confronti di ciò che ascolto in Radio e guardo in Tv. Sapevo già scrivere ma fare animazione mi ha insegnato a parlare senza troppi freni. È sempre meglio camminare a piedi, serve meglio ad osservare tutti i dettagli dei paesaggi che si incontrano.

By Alberto Guarrasi

Sono stato educato alla musica classica come unica strada. Crescendo ho scoperto incroci, rotatorie e segnali stradali e ho deciso di scoprire tutte le alternative. Nella musica ho fatto un po’ di tutto: violinista classico, cantante e performer di teatro, cantautore, direttore artistico e insegnante di canto e cultura musicale, mi è servito a sviluppare un occhio critico nei confronti di ciò che ascolto in Radio e guardo in Tv. Sapevo già scrivere ma fare animazione mi ha insegnato a parlare senza troppi freni. È sempre meglio camminare a piedi, serve meglio ad osservare tutti i dettagli dei paesaggi che si incontrano.

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