A tu per tu con il cantautore ligure, fuori con il singolo “Per ogni stella”, in duetto con Davide De Marinis

E’ disponibile dallo scorso 31 maggio su tutte le piattaforme digitali il singolo “Per ogni stella” (etichetta Keep Hold Music), brano che vede collaborare Pier Caruso con Davide De Marinis (qui la nostra recente intervista). Il risultato? Una canzone estiva dal sapore anni ’90.

Ciao Pier, partiamo da “Per ogni stella”, che sapore ha per te questo nuovo singolo?

«Ha un sapore di obiettivi raggiunti! Il tutto al di là della canzone in sé. Ho avuto l’onore di collaborare con un cantautore che con le hit ci vive da anni…. con un artista che ha accompagnato con le sue canzoni la mia infanzia, che mi ha dato la possibilità di aver fatto questo featuring per me prezioso sia a livello musicale, di carriera che personale!».

Un brano realizzato in collaborazione con Davide De Marinis, com’è stato lavorare con lui?

«Tutto questo è stato realizzato soprattutto grazie ad Andrea Fresu il mio/nostro produttore, che ci ha fatti incontrare già lo scorso anno con “Ghiaccio e limone”. Davide…. è Davide… cioè non esistono personaggi come lui, ha una capacità di coinvolgere le persone che io invidio! Abbiamo due caratteri e caratteristiche completamente diverse, ma credo che questa collaborazione mi abbia lasciato qualcosa di positivo, sto cercando di apprendere questo suo modo di saper trasportare dove vuole lui la gente.. soprattutto nei live!».

Cosa avete voluto raccontare e quali sonorità avete voluto abbracciare con questa canzone?

«La voglia era di andare controcorrente… lontano da tutto e da tutti… persino dal mio modus operandi a livello musicale! Fare una hit…. ma una hit estiva e 100% italiana… cercando di essere noi stessi e non cercare di copiare i sudamericani come succede sovente ultimamente, anche perché…loro…sulla ritmica sono i numeri 1 la loro sonorità sta bene con lo spagnolo…a mio parere..per cui .. abbiamo riportato un po’ indietro il tempo, tornando a quelle canzoni estive anni ’90 che tutti cantavano».

In un momento storico in cui siamo invasi da pezzi estivi, quali innovazioni contiene il tuo brano?

«Innovazioni? Nessuna, per questo si distingue! È semplice, ti rimane in testa e non abbiamo copiato nessuno!».

Cosa avete voluto trasmettere attraverso le immagini del videoclip diretto da Andrea Fresu?

«Semplicemente l’estate e la goliardia di questa stagione!».

Facciamo un salto indietro nel tempo, quando e come hai scoperto la tua passione per la musica?

«Ormai…. sono più di 10 anni…ho iniziato nel 2006 ufficialmente. La musica è difficile da scoprire, credo che ognuno abbia qualcosa dentro che ha voglia di inseguire fin da bambino ed è giusto inseguire quel qualcosa nonostante poi ci si faccia un sacco male….ma nella vita bisogna rischiare per cercare di realizzare i propri sogni. Ed io ricordo una foto da bambino, credo due anni, sul divano… il pannolone… e la chitarra in mano, quindi… qualcosa dovevo fare!».

Quali ascolti hanno accompagnato e influenzato la tua crescita?

«Io sono un cultore della musica italiana. Non ho mai cercato di copiare o ispirarmi… Ho sempre spaziato da Rino Gaetano ai Pooh, da Battisti a Nek, da Ligabue ai Negrita e così via…. perché la musica italiana ha ancora bisogno di essere portata in alto… e purtroppo la stiamo perdendo!».

C’è un incontro in particolare che reputi fondamentale per la tua carriera?

«Assolutamente sì… in questo mestiere… molte sono le promesse… e le finte promesse…. molte sono le parole vane al vento, e l’unico che ha iniziato e portato avanti il lavoro con me… credendoci è stato Andrea, che ormai….e più che un produttore. A promettere e fare parole siamo bravi tutti…. poi…. ci vanno i fatti!».

Ti senti rappresentato dall’attuale scenario discografico?

«Purtroppo no… musicalmente ho sempre detto che sarei dovuto nascere (artisticamente parlando) negli anni ’90 perché probabilmente avrei avuto molte più opportunità….. ma… mi fa comunque piacere che, oltre ad avere una piccola parte di persone che mi apprezza in Italia, so di essere molto apprezzato in alcuni paesi esteri!».

Per concludere, dove e a chi desideri arrivare con la tua musica?

«È in corso il mio tour… dove non sto portando solo la mia musica… ed a differenza di un cantante che fa un concerto concentrato su se stesso per far conoscere le proprie canzoni, ho deciso di fare un omaggio alla musica italiana rock pop, per scoprirla e riscoprirla… proprio per arrivare a tutti. Per me la musica non è mai stato questione di business, la vedo come un’eterna notte stellata intorno ad un falò, con le chitarre in mano ed un sacco di amici che cantano insieme a me!».

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

By Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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