A tu per tu con il duo viterbese-romano, fuori con il loro nuovo singolo intitolato “Radio Maria

La musica che hanno scelto di fare senza dover scendere a compromessi, con questo motto Francesco e Matteo tornano a farsi sentire, stiamo parlando de Le Ore (qui la nostra recente intervista), al loro quinto episodio discografico con “Radio Maria”, singolo che segue i precedenti “La tenerezza”, “Guarda avanti”, “La mia felpa è come me” e “Ci metti il resto”.

Distribuito da Artist First, prodotto da Federico Nardelli e Giordano Colombo, il brano rappresenta il racconto di una serata piuttosto rocambolesca, disperata ma al contempo divertente, il che sottolinea l’importanza del non prendersi troppo sul serio, soprattutto al giorno d’oggi. Qualche settimana prima dell’uscita, abbiamo incontrato per voi i due giovani e simpatici artisti, il risultato di questa lunga chiacchierata è una piacevole videointervista che ruota attorno al loro mondo, una sorta di panoramica a 360 gradi sul pianeta Le Ore. Buona visione!

Le Ore | Videointervista

Le Ore hanno sempre preso dalla quotidianità le storie da raccontare, dapprima sui social, e poi nei testi delle loro canzoni. Lo scorso settembre hanno pubblicato il primo singolo La tenerezza, e la loro community ha dato un feedback tale da farlo entrare nella Viral 50 di Spotify. Nel giro di due mesi sono usciti Guardi avanti e La mia felpa è come me, e con quest’ultimo sono entrati in gara a Sanremo Giovani. Per ognuno dei brani Francesco e Matteo hanno prodotto, diretto e montato i relativi videoclip e all’inizio dell’anno YouTube Italia li ha nominati tra i 10 Artists To Watch del 2019.

Alla fine dell’estate, dopo un periodo di ricerca e scrittura (anche per altri artisti) sono tornati conCi metti il resto, un brano sincero e malinconico che il loro produttore Federico Nardelli ha definito una collaborazione immaginaria tra Lucio Battisti e Frank Ocean. Questo brano li ha portati nella playlist Scuola Indie di Spotify e su tutte le playlist dedicate all’indie italiano da Apple Music a TIDAL. Tim Music li ha messi in homepage, dedicandogli la cover della playlist Italia Indie Pop.

Dallo scorso 29 ottobre è disponibile “Radio Maria”, il primo di due capitoli, che vedranno connessi e complementari anche i relativi videoclip. Triste ma ironica, accorata ma dissacrante, Francesco e Matteo la definiscono un po’ come l’Italia, o meglio come una commedia all’italiana, che la guardi e ti scende una lacrima, ma ti casca sul sorriso. Come tutti i loro brani finora, la traccia è scritta da Le Ore, prodotta dal binomio Federico Nardelli-Giordano Colombo (già al lavoro per Gazzelle, Fulminacci e Ligabue) ed è distribuita Artist First.

Radio Maria | Audio

Radio Maria | Testo

La stanza vicino
i colpi ripetuti sul muro
ma chi attacca i quadri in piena notte?
Lezione di vita:
dal momento che ti lasci
i tuoi vicini scopano più forte.

Allora era vero
che quello che nasce d’estate
dura il tempo di un’abbronzatura
e senza benzina l’unica che ancora m’ascolta
l’ho insultata finché poi è partita

Mentre guido non vedo
né dove vado né da dove vengo
ho verniciato di nero
le strade calpestate
almeno non mi perdo

Do una botta al cruscotto
parte Radio Maria
la mia mano sugli occhi
vorrei fosse la tua

Se ci penso m’ammazzo
ma il suicidio fa male
fa male fa male fa male
l’ha detto Radio Maria
e m’invento un parcheggio
fuori da casa mia
e cancello le foto
fatte dentro la tua
bell’estate del cazzo
se il ricordo fa male
fa male fa male fa male
fa male fa male…

Stanotte ho capito
che l’unica strada infinita
è quella che mi porta a stare bene
colonna sonora:
se sento un altro prete che canta
da domani io cambio mestiere

Mentre guido non vedo
né dove vado né da dove vengo
ho verniciato di nero
le strade calpestate
almeno non mi perdo

Do una botta al cruscotto
parte Radio Maria
la mia mano sugli occhi
vorrei fosse la tua

Se ci penso m’ammazzo
ma il suicidio fa male
fa male fa male fa male
l’ha detto Radio Maria
e m’invento un parcheggio
fuori da casa mia
e cancello le foto
fatte dentro la tua
bell’estate del cazzo
se il ricordo fa male
fa male fa male fa male
fa male fa male…

Stanotte ho capito
che l’unica strada infinita
è quella che mi porta a stare bene
crediamo a chi dice
“dai prendiamo quello che viene”
ma poi prende quello che conviene

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Di Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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