Raffaele Renda Il Sole alle finestre

A tu per tu con il giovane cantautore calabrese, reduce dalla sua partecipazione alle ventesima edizione di “Amici

A tre anni di distanza dalla precedente chiacchierata realizzata in occasione della suo debutto a Sanremo Young, ritroviamo con grande piacere Raffaele Renda, all’indomani della sua partecipazione ad “Amici”. Si intitola “Il sole alla finestre” il singolo attualmente in rotazione radiofonica, presentato in diverse occasioni nel corso della sua permanenza nel popolare talent show. In attesa della pubblicazione del suo EP, lo abbiamo incontrato via Skype per approfondire questa sua ultima e intensa esperienza.

Ciao Raffaele, bentrovato. Partiamo da “Il sole alle finestre”, più volte da te definito come un canto liberatorio. Liberatorio da cosa esattamente?

«Questa canzone è stata per me una valvola di sfogo, perchè capita a tutti di vivere un momento no nella propria vita, molte volte si cade e non si capisce come potersi rialzare. “Il sole alle finestre” è questo: un brano che parla un po’ di buio e un po’ di luce, scrivendolo ho acquisito maggiore consapevolezza di me stesso. Non bisogna mai perdere la speranza che le cose vadano sempre meglio».

In un momento storico particolarmente incerto come questo, cosa ti piacerebbe riuscire a trasmettere a chi ascolta questo pezzo?

«Penso che questo sia un pezzo abbastanza versatile, che si può adattare al periodo che stiamo vivendo, ma non solo. Non mi sento nessuno per poter dare consigli, ma spero che attraverso questa mia canzone e la musica in generale, la gente possa rincuorarsi e sorridere sempre, perchè ne uscire e lo faremo al meglio, ne sono sicuro».

Raffaele Renda Il Sole alle finestre

Un brano che hai avuto modo di presentare nel corso della tua partecipazione ad “Amici”, qual è il tuo personale bilancio di questa lunga avventura?

«Come ho detto più volte, sognavo di entrare in questa scuola da anni, dopo quattro anni di tentativi ci sono sono riuscito ed è stato un bellissimo percorso, indipendentemente da come sia andata alla fine. Ho imparato veramente tanto, sia a livello personale che artistico, sono cresciuto tantissimo ed è stata l’esperienza più bella che ho vissuto. Per me è andata bene così».

E’ più forte la soddisfazione del percorso realizzato o l’amarezza per aver sfiorato il traguardo?

«Sai, sono sicuramente consapevole delle mie capacità, per cui sarei potuto arrivare tranquillamente in finale secondo me. Però è andata diversamente, ma va bene così. Sono felicissimo per essere riuscito a trasmettere ciò che volevo, ho dato il massimo cantando e posso ritenermi davvero soddisfatto».

Anche perchè hai sempre affrontato le critiche con sportività e con autoironia, senza prendertela troppo per la storia della “Perla blu” diciamo…

«Ma sì, penso che alla fine sia uno spettacolo che fa parte del lavoro che vorrei continuare a fare. So benissimo che ci sono anche questi momenti, per cui rispondere con il sorriso mi è sempre venuto spontaneo, anzitutto perché fa parte del mio modo di fare, ma anche perchè in determinate situazioni è bene farsi scivolare le cose di dosso, specie quando determinate critiche non le reputavo vere. Quando una cosa non corrisponde a ciò che reputi reale, trovo sia inutile prendersela».

Quali skills pensi di aver acquisito durante la tua permanenza nella scuola?

«Sicuramente ho approfondito l’aspetto legato alle performance dal vivo, è stato bello stare a contatto non solo con i vocalizzi coach, ma anche con i ballerini professionisti per approfondire un po’ questo mondo. Penso di aver fatto bella figura, dalla mia parte c’era anche Lorella che credeva molto in questo mio lato. Spero in futuro di continuare ad approfondire questo aspetto, mi piacerebbe realizzare in futuro un tour dove io possa sia ballare che cantare».

Archiviata questa esperienza, adesso cosa succede? Stai scrivendo nuova musica? Hai già qualcosa nel cassetto?

«A breve pubblicherò il mio primo Ep, ne sono felicissimo. Dopo tanti anni di sacrifici, uscire con qualcosa di mio è veramente una bella soddisfazione. Compatibilmente con le restrizioni, mi piacerebbe tanto fare dei live, incontrare le persone che mi sostengono. Attualmente i progetti sono questi, se penso al futuro mi piacerebbe poter partecipare a Sanremo, tornare in qualche modo in posto dove conservo tanti bei ricordi».

Quanto pensi di essere cambiato da Sanremo Young ad Amici? Due esperienze comunque televisive, ma immagino diverse, se non altro perchè vissute da te in età differenti

«Sono cambiato tantissimo, ad essere sincero mi sento un artista diverso. A “Sanremo Young” ero davvero piccolo, in più era la mia prima esperienza importante, quindi non ti nascondo che c’è da parte mia tanta paura. Mi sono ritrovato a calcare in quel momento un palco più grande di me, gestirlo è stato difficile. Invece ad “Amici” ero molto più disinvolto, avevo fame di dimostrare e fiero della musica che proponevo».

Per concludere, qual è la lezione più importante che senti di aver appreso dalla musica fino ad oggi?

«Aspettare, perchè questo è un mondo che non ti regala niente, quindi bisogna avere pazienza di attendere il momento giusto. Nella vita non serve a nulla sgomitare, se una cosa deve succedere prima o poi accade. Ho studiato tanto e fatto un sacco di sacrifici che, piano piano, sto ripagando. Quindi l’insegnamento è questo: aspettare ed essere sempre convinti di ciò che si vuole».

 Raffaele Renda Il Sole alle finestre

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

By Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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