Raffaella Carrà gioca con la musica in “Ogni volta che è Natale” – RECENSIONE

L’artista emiliana alle prese con il suo album di cover natalizie, dove tutti i generi sono ben rappresentati 

Il divertimento è alla base della filosofia di vita di Raffaella Carrà, artista poliedrica che nel corso della sua straordinaria carriera ha dato sfoggio delle proprie attitudini artistiche, dal cinema alla danza, per poi affermarsi sul piccolo schermo come icona incontrastata del mondo dello spettacolo italiano. La sua carriera discografica ha preso il volo nel 1970 con il suo primo omonimo album, da allora ha riscosso successi incredibili in ogni parte del globo terraqueo fino ad arrivare al presente con “Ogni volta che è Natale, progetto pensato per il mercato natalizio che arriva a cinque anni di distanza dal suo ultimo album di inediti “Replay”. In principio fu Mariah Carey, mentre oggi cantare cover di Natale sembra essere diventata una moda, ma non per la regina del “Tuca tuca”, lei semmai le mode le ha anticipate.

Pubblicato da Sony Music lo scorso 30 novembre, Ogni volta che è Natale è prodotto dal Maestro Valeriano Chiaravalle che ha riarrangiato tutti i dieci brani presenti in scaletta. L’ascolto si apre con l’inedito Chi l’ha detto, firmato per lei da Daniele Magro, presente in chiusura anche nella versione spagnola “Navidades han llegado”, con testo adattato da Mila Ortìz Martìn. Un brano leggero e spensierato che non poteva essere cantato da nessun altro, cucito addosso su misura per la showgirl emiliana, pregno di significato e carico di buone intenzioni. Contenuti attuali che spaziano dal precariato al riscoprire i valori di un tempo come, ad esempio, l’amicizia.

Si prosegue a suon di cover, a cominciare dal brano natalizio per antonomasia: “White Christmas”,  vale a dire il singolo più venduto della storia (con oltre 50 milioni di copie vendute nel mondo), scritto da Irving Berlin nel 1940 e riproposto in puro stile Broadway dalla Raffa nazionale, perfettamente a suo agio in questa nuova veste di “crooner in gonnella”. Stupisce la scelta de “La Marimorena”, rumba tradizionale andalusa che mette in risalto l’attitudine latina della Carrà, un amore corrisposto da parte del popolo spagnolo. Tra i brani che non potevano assolutamente mancare, troviamo “Happy Christmas (War is over)”, composto nel 1971 da John Lennon e Yoko Ono, realizzato con la collaborazione del Piccolo Coro dell’Antoniano, trasformato in un magico e romantico valzer. 

Allegria e positività sono gli ingredienti principali di “Merry Christmas Everyone”, pezzo inciso nell’85 dal cantante britannico Shakin’ Stevens,  impreziosito dall’adattamento del testo in italiano curato da Stefano Magnanensi. Di classe questa nuova versione di “Halleluja”, capolavoro indiscusso di Leonard Cohen, riletto insieme alle giovani soprano Vittoriana De Amicis e Erica Realino, una scelta coraggiosa e quantomai azzeccata, al punto da renderlo uno dei pezzi più riusciti del disco. E’ la volta di “Feliz navidad”, portato al successo da Josè Feliciano, considerata da sempre tra le canzoni più frizzanti e briose del repertorio natalizio, che Raffaella avrebbe voluto stravolgere a ritmo dell’ormai abusato reggaeton, ringraziamo il cielo e tutti gli angeli per non averglielo permesso. 

Immancabile “Buon Natale”, brano cantato dalla stessa artista nel 1984, utilizzato come sigla di “Pronto, Raffaella?”, composto a quattro mani da Claudio Fontana e Angelo Valsiglio, riproposto con un arrangiamento più pulito e con una sezione di fiati in grande spolvero, che non si discosta di molto dall’originale. Si prosegue con il ritmo trascinante con “Jingle bell rock”, riletta in chiave country-rock e capace di infondere un contagioso entusiasmo. Chiude l’ascolto un’inedita bonus track cantata, addirittura, in filippino con la giovanissima Maria Angelika Pastor. 

Il Natale è considerato da molti un momento di raccoglimento ma anche di introspezione, di gioia mista alla malinconia, di spensieratezza e di riflessione. Ci è riuscita Raffaella Carrà a rendere in musica l’idea complessa di questa ricorrenza, in un’operazione non semplice… ma spontanea. Il famigerato “disco natalizio”, è per gli artisti un importante banco di prova, che può far storcere il naso ad alcuni e sognare in maniera disincantata molti altri. 

Il merito della riuscita di “Ogni volta che è Natale è, senza ombra di dubbio, da attribuire a questa versatile rilettura dei grandi classici del repertorio natalizio, grazie alla presenza di arrangiamenti di alta qualità che spaziano tra i generi musicali e nel tempo. Sdoganato, dunque, il pregiudizio tutto italiano nei confronti di un progetto audace e rischioso, che prevede mesi di lavoro per poche settimane di promozione, un po’ come si faceva una volta e come si auspica possa riaccadere in futuro: più tempo per la realizzazione dei dischi e meno per tutto il resto.

Questo l’augurio musicale che ci sentiamo di fare in primis a noi stessi e alle nostre orecchie, la professionalità e la determinazione premiano sempre, anche quando non si hanno doti canore eccelse ma, in compenso, si possiede un talento innato, una predisposizione ai limiti dello stacanovismo che nessuno può insegnarti, un riflesso incondizionato che non si assopisce con il passare del tempo, proprio come nel caso di Raffaella Carrà, una donna che ha fatto della propria forza di volontà il suo personale marchio di fabbrica. 

Ogni volta che è Natale | Tracklist

1. Chi l’ha detto
2. White Christmas
3. La Marimorena
4. Happy Xmas (War is over)
5. Merry Christmas everyone
6. Halleluja
7. Feliz Navidad
8. Buon Natale
9. Jingle bell rock
10. Navidades han llegad

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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