Amici di Maria de Filippi

La trasmissione, una volta culla di un certo pop, ha allargato gli orizzonti

Sebbene lo spazio del rap in tv sia stato ampiamente discusso in questa rubrica (qui il link), non è mai stato trattato in maniera approfondita il rapporto tra il rap e il talent più celebre a livello nazionale, Amici di Maria De Filippi.

Nonostante il programma, nato oltre 20 anni fa, abbia avuto un DNA radicalmente diverso a quello della musica hip hop, è venuto nel corso del tempo a contatto con questo mondo, fino ad avere nel suo cast personaggi di chiara ispirazione urban. Un vero e proprio crocevia è stata l’esplosione di Moreno che, con la vittoria del talent datata 2013, ha aggiunto una nuova dimensione alla tradizionale competizione di canto.

Quest’innovazione, fisiologica e al passo con i tempi, ha portato con sé un consistente numero di polemiche e di problematiche per produzione e artisti, che spesso hanno risentito di un pubblico avverso per vari motivi. Andiamo quindi a fare un bilancio di oneri e onori, differenziando le sorti e le decisioni dei protagonisti (i rapper) e degli autori del programma.

Amici conviene ai rapper? NO |

La recente evoluzione del programma può essere sufficiente per avere un buon numero di precedenti che ci portano a sconsigliare l’esperienza talent ai rapper. Si faccia, tuttavia, attenzione al termine, che differisce da “artista moderno” o da “colui che usa l’autotune nel ritornello”. Sangiovanni non è un rapper, “Malibù” e “Lady” non hanno nemmeno le consonanti della parola “rap”.

La precedente specificazione, annessa all’esperienza talent di alcuni artisti, già ci segnala un fenomeno chiaro. Se Aka7even entra con “Yellow” ed esce con “Loca“, con tanto di dischi di platino, è doveroso commentare una svolta chiara. A prescindere dal controllo dell’artista su questo cambio di rotta, non è reato ammettere che Amici non è la massima forma di tutela per il genere hip hop, e che la conduzione più o meno subdola a generi più radio-friendly è un dato di fatto in buona parte dei casi.

Un altro punto a sfavore dell’urban ad Amici è il sistema delle cover e la sua inevitabile dimensione dal vivo. Il talent ha nella sua identità le cover, che si interpongono nel rapporto tra spettatore e artista ignoto come tramiti che permettono a chi è sul divano di familiarizzare col programma.

Nel 90% dei casi, le canzoni da reinterpretare appartengono al mondo melodico della musica, dalle star internazionali ai nostri cantautori, e ciò non può che andare nella direzione opposta a quella dei rapper, che di certo nel bagaglio artistico non hanno una dose generosa di bel canto. Le “barre” che spesso si fanno aggiungere sono una primissima volontà di scendere a patti, ma che ancora non sono minimamente sufficienti per garantire pari opportunità.

Inoltre, l’ostracismo della scena rap nei confronti dei prodotti televisivi è, volente o nolente, un fenomeno ben radicato nel nostro Paese, e ciò non è un elemento da sottovalutare per un giovane artista. Per i rapper l’hip hop è ancora il genere della strada e della vita quotidiana, di certo non quello da proporre ad Amici di Maria De Filippi. A documentare ciò la polemica scoppiata nel 2020 tra Gemitaiz e il suddetto Moreno, reo di aver cantato “Parole di ghiaccio” di Emis Killa ad una puntata del serale.

I rapper convengono alla produzione di Amici? SI |

Dati alla mano, non sono sconfessabili in nessun modo le tendenze di vendita che, obiettivamente, favoriscono generi musicali più moderni. E, visto e considerato il doppio focus dell’intera macchina (televisivo, ma anche discografico), i rapper sono una leva di streaming notevoli.

Come abbiamo visto, il processo di standardizzazione di certi artisti va a discapito di quest’ultimi, non assolutamente alla reputazione del programma, che non ha di certo interesse nell’accaparrarsi il pubblico fan del rap. La direzione verso il cantato garantisce un endorsement diretto e indiretto, che si proietta prima in commenti meno anti-hip-hop, poi nel semplice ascolto del brano, in radio o sulle piattaforme digitali.

Inoltre, selezionare nel cast elementi semplicemente diversi tra di loro e con un approccio musicale agli antipodi, favorisce in maniera indiscussa un confronto che, soprattutto se acceso e perpetuato nelle puntate, garantisce un interesse. Questa specie di asso nella manica detenuto dalla produzione del talent non è assolutamente una novità degli ultimi anni, ma di certo il rap porta ad Amici una dialettica profondamente rinnovata.

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