Ritrovamenti: spazio a “Lasciami stare” dei Maneskin
Le canzoni che sono rimaste nel tempo nonostante non siano state estratte come singoli dai rispettivi album di provenienza. A cura di Giovanni Saracino
Bentrovati a “Ritrovamenti”, la rubrica dedicata alle canzoni che, pur non essendo state al centro della promozione di un progetto discografico, hanno continuato a risuonare nel cuore degli ascoltatori. Ogni settimana, Giovanni Saracino ci accompagnerà in un viaggio tra melodie e parole che meritano di essere riscoperte. Oggi parliamo de “Lasciami stare” dei Maneskin.
Queste gemme musicali raccontano spesso storie intime e universali, che svelano sfumature meno note degli artisti a cui appartengono e, forse, anche per questo si sono conquistate una propria dimensione nel tempo. In ogni puntata, andremo a scoprire un pezzo di passato che, in qualche modo, continua a trovare spazio anche nel presente.
Ritrovamenti: spazio a “Lasciami stare” dei Maneskin
Esistono storie di successi clamorosi, di brani capaci di scrivere pagine decisive della musica italiana recente e di trasformarsi in fenomeni globali. I Maneskin incarnano perfettamente questa traiettoria: una band partita dalle strade di Roma e arrivata a dominare classifiche internazionali. Ma anche in un percorso così rapido e travolgente esistono canzoni che, pur senza essere singoli di punta, raccontano molto dell’identità e dell’evoluzione del gruppo.
È il caso di “Lasciami stare”, traccia contenuta ne “Il ballo della vita” del 2018. Un brano rimasto in secondo piano rispetto alle hit che hanno accompagnato e poi seguito l’ascesa della band, ma che conserva un valore significativo nel delineare i primi passi del progetto Maneskin. Qui emerge un rock ancora acerbo, diretto, istintivo, che punta su strutture semplici e su una ritmica essenziale ma ben scandita. La ripetitività diventa cifra stilistica: lineare, sì, ma anche immediata, orecchiabile e potenzialmente radiofonica.
Tuttavia “Lasciami stare” non ha mai davvero brillato di luce propria, schiacciata prima dai singoli più forti dell’album e poi dall’esplosione definitiva del gruppo. Il trionfo al Festival di Sanremo 2021 con “Zitti e buoni” ha rappresentato uno spartiacque netto, segnando il passaggio da un rock convincente ma ancora grezzo a una proposta più matura e internazionale, capace di conquistare l’Europa e anche il pubblico oltreoceano.
Eppure, guardando ai numeri, il brano racconta una storia diversa da quella di una semplice “traccia minore”. Secondo i dati kworb, “Lasciami stare” supera i 24 milioni di streaming, con una media di circa 6.390 ascolti giornalieri. Cifre lontane dai miliardi di ascolti dei grandi successi, ma comunque impressionanti se rapportate a brani non di punta di molti altri artisti, e figlie di quell’onda lunga generata dal successo globale della band.
In definitiva, “Lasciami stare” resta una testimonianza autentica di una fase di crescita necessaria. È il ritratto di un talento in formazione, di un’identità ancora in divenire che, proprio grazie a passaggi come questo, ha potuto evolversi e affermarsi. Perché ogni grande percorso artistico è fatto anche di canzoni meno celebrate, ma fondamentali: tasselli silenziosi senza i quali le vette più alte resterebbero irraggiungibili.