Ritrovamenti: spazio ad “Svegliatevi poeti” di Renato Zero

Svegliatevi poeti Renato Zero

Le canzoni che sono rimaste nel tempo nonostante non siano state estratte come singoli dai rispettivi album di provenienza. A cura di Giovanni Saracino

Bentrovati a “Ritrovamenti”, la rubrica dedicata alle canzoni che, pur non essendo state al centro della promozione di un progetto discografico, hanno continuato a risuonare nel cuore degli ascoltatori. Ogni settimana, Giovanni Saracino ci accompagnerà in un viaggio tra melodie e parole che meritano di essere riscoperte. Oggi parliamo di “Svegliatevi poeti” di Renato Zero.

Queste gemme musicali raccontano spesso storie intime e universali, che svelano sfumature meno note degli artisti a cui appartengono e, forse, anche per questo si sono conquistate una propria dimensione nel tempo. In ogni puntata, andremo a scoprire un pezzo di passato che, in qualche modo, continua a trovare spazio anche nel presente.

Ritrovamenti: spazio ad “Svegliatevi poeti” di Renato Zero

Svegliatevi poeti”, brano tratto da “La curva dell’angelo”, album del 2001 di Renato Zero, al secolo Renato Fiacchini, rappresenta uno dei pezzi meno conosciuti del cantautore romano.  Questo lento, caratterizzato da una lirica sofisticata e un ritmo scandito, tipico dello stile di Zero, apre un album che, pur non avendo raggiunto il successo di altri singoli storici, si distingue per la sua profondità.

“La curva dell’angelo” è un album dai nobili intenti, che spazia dalle dediche ai genitori in “Anima grande” alla denuncia della violenza negli stadi in “Fuori gioco”, fino al tema della marginalità della poesia nell’era moderna, proprio con il brano in questione. Pur essendo un album di transizione verso “Cattura” del 2003, “La curva dell’angelo” si presenta malinconico, quasi nostalgico, ricco di ricordi e dolori vissuti da Renato lungo il suo cammino di vita.  Nonostante ciò, l’album ha conquistato il primo posto in classifica nel 2001, piazzandosi al decimo posto tra gli album più venduti dell’anno.

Gli streaming, come spesso accade per brani più datati, non rendono pienamente giustizia al successo del pezzo. Su Spotify, “Svegliatevi poeti” conta poco più di 115mila streaming, ma la media degli ascolti giornalieri è piuttosto elevata, sfiorando le 100 riproduzioni, segno che il brano è tra i più ricercati dai fan dell’artista.

“Svegliatevi poeti” è un’ode alla poesia, un invito a non arrendersi alla scrittura di versi e a liberare la propria fantasia attraverso una forma d’arte spesso vilipendiata, rinnegata e respinta, sia dall’editoria che dai lettori, relegata a una nicchia quasi derisa. Eppure, la poesia, seppur dono per pochi, rimane una scrittura di elevata caratura, trasformando i poeti in eroi contemporanei, capaci di andare controcorrente per seguire la propria vocazione. Questo brano è una dedica a questi eroi e a chiunque, in generale, osi sfidare le convenzioni nel mondo.

E riascoltarla ci dimostra come, in un’epoca in cui la poesia sembra relegata ai margini della cultura mainstream, “Svegliatevi poeti” ci ricorda la sua forza e la sua bellezza, invitandoci a riscoprire ancora oggi, il potere delle parole e l’importanza di chi le sa usare con maestria.

Scritto da Giovanni Saracino
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