I due artisti siciliani pubblicano a sorpresa un nuovo inedito, un nuovo tassello dell’album “I mortali

Dopo aver rilasciato le prime due tracce del loro progetto congiunto, intitolate L’ultimo giorno e Adolescenza nera, Colapesce e Dimartino hanno da poco reso pubblico un nuovo estratto dal loro progetto discografico congiuntoI mortali. Si intitola “Rosa e Olindo” l’inedito che colpisce, sin dal primo ascolto, per linguaggio e capacità evocativa. Non si tratta di un singolo, bensì di un regalo confezionato dai due cantautori siciliani per aiutarci ad affrontare con più lucidità e consapevolezza il difficile momento che stiamo vivendo.

Prendono spunto dai protagonisti di uno degli episodi di cronaca nera più noti e significativi, per poi aprirsi ad un discorso più universale che ruota attorno al concetto di libertà, dalla semplice idea che l’amore può e deve superare qualsivoglia tipo di avversità e, talvolta, anche di atrocità. Una canzone che centra l’animo e la sensibilità dell’ascoltatore, perforandola con la schiettezza tipica della poetica di due dei più interessanti rappresentati del nuovo cantautorato urbano. Colapesce e Dimartino dimostrano come, anche in momenti così tristi e delicati, la musica può farsi sentire e l’arte può fare la propria parte.

Prodotto magistralmente da Federico Nardelli e Giordano Colombo, “Rosa e Olindo” racconta una condizione, non parla direttamente della nota Strage di Erba, non condanna e non celebra alcuna azione, bensì prende spunto da una narrazione per uscire fuori dai binari più convenzionali, per dirigersi in territori introspettivi che, forse, nemmeno conosciamo. Approfittare del tempo a nostra disposizione in questa quarantena potrebbe essere il risvolto positivo di una situazione che, almeno apparentemente, sembra non avere alcun senso. In un’epoca così frenetica, questo può essere un lusso che potremmo considerare di tornare a concederci.

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Rosa e Olindo | Audio

Rosa e Olindo | Testo

Nessuno avrebbe mai scommesso un euro su di noi
nemmeno tu, neanche io
due cuori una condanna nera fine pena mai
confesso io, confusa tu che hai spazzato i miei difetti
mostri perfetti, nella testa della gente sparire per sempre

Sì ti dedicherò un pensiero al giorno
mi sembrava fermo ma è arrivato il vento che
lo ha portato dritto a te che male c’è ad avere pianto
ti deluderò o forse no, o forse no

Dalla finestra arrivi e guardo un pezzo di città
evaderei, a quando noi
la verità in cenere che brutti corridoi
le luci al neon che tremano
eravamo già sospetti, mostri perfetti
che ne sa di noi la gente sparisca per sempre

Sì ti dedicherò un pensiero al giorno
mi sembrava fermo ma è arrivato il vento che
lo ha portato dritto a te che male c’è ad avere pianto
ti deluderò o forse no, o forse no, o forse no

Sì ti dedicherò un pensiero al giorno
mi sembrava fermo ma è arrivato il vento che
lo ha portato dritto a te che male c’è ad avere pianto
ti deluderò o forse no, o forse no

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Di Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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