Le scelte di Claudio Baglioni soddisfano e incuriosiscono, svelato il cast del prossimo Festival 

Ce n’è per tutti i gusti, questa la prima riflessione a caldo sui ventiquattro nomi che comporranno la categoria unica di Sanremo 2019 (qui il regolamento ufficiale). A poche ore dall’annuncio, possiamo aprirci alle prime analisi che, come di consueto, animeranno l’attesa e scalderanno i motori della 69esima edizione del Festival della canzone italiana, in scena dal 5 al 9 febbraio.

Ha osato Claudio Baglioni, al suo secondo mandato da direttore artistico, che ha lavorato in un’ottica avanguardista e ragionata, avendo avuto a sua disposizione molto più tempo rispetto alla passata edizione. Il cantautore romano dimostra nuovamente la volontà di rimettere al centro la musica, a discapito di scelte facili e meccaniche di gioco tipiche della gara canora, la sua riforma prosegue nella stessa direzione della precedente annata, ma con più coraggio. A comporre la rosa dei concorrenti del Festival saranno ventisette cantanti, tenendo conto delle varie accoppiate, mentre quarantaquattro artisti se consideriamo anche i componenti dei vari gruppi. Sette gli ex vincitori, sia tra i giovani che per i big, quattro le band e sei le proposte provenienti da un talent show. 

Tra gli artisti con più partecipazioni “sul groppone”, figurano due donne: Paola Turci e Loredana Bertè alla loro undicesima volta al Festival, seguite a ruota da Patty Pravo a quota dieci presenze, otto per Anna TatangeloFrancesco Renga (compresa la partecipazione del ’91 come frontman dei Timoria), sesto Festival per Daniele Silvestri e Nino D’Angelo, quinto per Simone Cristicchi e Arisa, quarta volta in riviera per Nek, seconda partecipazione per Il Volo, Negrita, Mahmood, Enrico Nigiotti, Irama e Ultimo. A sorprendere, soprattutto, il numero dei debutti che quest’anno sono ben undici: Einar, Motta, Ghemon, i Boomdabash, gli Ex-Otago, i Zen Circus, Federica Carta e Shade, Achille Lauro, Briga e Livio Cori

Per quanto riguarda le accoppiate, incuriosiscono gli incontri generazionali tra Patty Pravo con Briga e Nino D’Angelo con Livio Cori, mentre appare ormai rodato il sodalizio tra Federica Carta e Shade, già protagonisti di un triplo platino con il brano “Irraggiungibile”. Sono sei le donne in gara (due in più rispetto alla passata edizione), oltre all’ex ragazza del Piper e alla già citata giovanissima interprete romana, ritroviamo Arisa, Anna Tatangelo, Paola Turci e Loredana Bertè. Incuriosisce sia la presenza della rocker di Bagnara Calabra che quella dei Boomdabash, ossia i grandi esclusi di Sanremo 2018, bocciati lo scorso anno con “Non ti dico no”, una delle hit di maggior successo dell’estate. Quasi un’ammissione di colpevolezza, quindi, da parte di Baglioni che, riconosciuto l’errore, ha fortemente voluto entrambi in questa sua seconda avventura sanremese. 

Sorprende e non poco la scelta di Achille Lauro, il primo trapper della storia a calcare il palco del Teatro Ariston, rappresentante di un genere che non poteva non essere preso in considerazione dalla commissione, visto l’incredibile (e a tratti inspiegabile) successo che riscuote tra i giovanissimi. Sarà curioso sentire che effetto farà l’accostamento tra l’orchestra del Festival e l’autotune che, ricordiamo, in passato è stato utilizzato una sola volta, esattamente dieci anni fa per la performance dei Gemelli DiVersi, nell’inciso della loro “Vivi per miracolo”. Proviene dall’hip hop anche Ghemon, mentre la quota indie è ben rappresentata da Motta e gli Ex-Otago. Due band si sfideranno a suon di rock, vale a dire i Negrita e gli Zen Circus, entrambi due bei colpi del direttore artistico.

Tra gli altri, naturalmente, anche i vincitori di Sanremo Giovani, spin-off del Festival che ha visto gareggiare ventiquattro emergenti, dal quale sono usciti trionfanti EinarMahmood. Gradito ritorno per Irama, passato inosservato tra le Nuove Proposte nel 2016, fresco vincitore di “Amici” e spinto dall’incredibile successo del suo EP “Plume”, uno dei dischi più venduti di quest’anno, secondo solo a “Rockstar” di Sfera Ebbasta. Massiccio il contingente di cantautori, tra cui spiccano Simone Cristicchi, Daniele Silvestri, Francesco Renga, Enrico Nigiotti e Ultimo, reduce dall’annuncio del suo primo concerto allo Stadio Olimpico e papabile vincitore insieme a Nek e Il Volo. Scelte interessanti che denotano una certa voglia di rinnovamento, pur scommettendo su alcuni punti fermi della nostra scena musicale, tradizione e innovazione per la prima volta davvero insieme.

Sanremo 2019 | Il Cast ufficiale

  1. Achille Lauro“Rolls Royce”
  2. Anna Tatangelo“Le nostre anime di notte”
  3. Arisa“Mi sento bene”
  4. Boomdabash – “Per un milione”
  5. Daniele Silvestri“Argento vivo”
  6. Einar(titolo della canzone non ancora annunciato)
  7. Enrico Nigiotti “Nonno Hollywood”
  8. Ex-Otago“Solo una canzone”
  9. Federica Carta e Shade – “Senza farlo apposta”
  10. Francesco Renga“Aspetto che torni”
  11. Ghemon “Rose viola”
  12. Il Volo“Musica che resta”
  13. Irama “La ragazza con il cuore di latta”
  14. Loredana Bertè – “Cosa ti aspetti da me”
  15. Mahmood – (titolo della canzone non ancora annunciato)
  16. Motta“Dov’è l’Italia”
  17. Negrita“I ragazzi stanno bene”
  18. Nek “Mi farò trovare pronto”
  19. Nino D’Angelo e Livio Cori “Un’altra luce”
  20. Paola Turci – L’ultimo ostacolo”
  21. Patty Pravo e Briga“Un po’ come la vita”
  22. Simone Cristicchi “Abbi cura di me”
  23. Ultimo“I tuoi particolari”
  24. Zen Circus “L’amore è una dittatura”
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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

By Nico Donvito

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6 thoughts on “Sanremo 2019: generazioni a confronto tra tradizione e innovazione”

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