Ditonellapiaga e Donatella Rettore

Le due artiste si preparano al loro debutto sul palco dell’Ariston, presentando alla stampa la loro “Chimica

Due generazioni a confronto, Ditonellapiaga e Rettore si presentano in coppia a Sanremo 2022 con “Chimica”. Esordio per la giovane cantautrice romana e atteso ritorno per l’eclettica artista veneta, alla sua quinta presenza festivaliera dopo aver partecipato nel 1974 con “Capelli sciolti”, nel 1977 con “Carmela”, nel 1986 con “Amore stella” e nel 1994 con “Di notte specialmente”.

«Rettore è stata la prima cantautrice italiana – afferma in conferenza stampa Dino Stewart, managing director di BMG Italia – ha un vasto portfolio di evergreen e manca a Sanremo da 28 anni. Con Margherita lavoriamo insieme da oltre due anni, il suo album di debutto “Camouflage” sta facendo capolino nel mondo. Al Festival portano “Chimica”, un pezzo che spacca».

Un’intuizione scaturita dalla penna di Ditonellapiaga: «Il brano è nato la scorsa estate, da una sessione in studio con due autori, Edoardo Castroni e Valerio Smordoni. L’arpeggio del basso mi ha portata a ispirarmi allo stile di Donatella: ho attinto sicuramente dal suo piglio provocante e provocatorio. Successivamente l’abbiamo prodotta insieme a Alessandro Casagni e Benjiamin Ventura».

Fino all’incontro con Rettore, che è intervenuta sul pezzo rifinendolo a suo modo: «Vi dovete aspettare un grande spettacolo, una botta di allegria e di energia. In fondo siamo le più spudorate del Festival! Di Margherita penso tutto il bene possibile, mi confido con lei, le chiedo consigli e cerco di dargliene a mia volta anch’io. Mi sono affezionata a lei, sin dalla prima volta che l’ho vista».

«A tornare mi ha convinto Enrico Ruggeri, che ha scritto una bellissima canzone nel mio album che uscirà in primavera – racconta Donatella – mi ha fatto riflettere sul valore promozionale del Festival, in una settimana si fa il lavoro di sette mesi! Siccome noi non vinceremo di certo, farò il tifo per La Rappresentate di Lista, anche loro hanno un pezzo bellissimo!».

A dirigere l’orchestra sarà Fabio Gurian: «Un Maestro che sa far suonare tutti gli elementi – spiega Rettore – in maniera anche molto rock. Lui ha trovato la chiave giusta dell’arrangiamento, mettendoci anche un po’ di elettronica, con sonorità attualissime». Sul look precisa: «Non faremo pagliacciate, non siamo mica Elio e le Storie Tese. Puntiamo ad essere belle e comode, perchè dobbiamo cantare!».

«Sono contenta di avere al mio fianco una persona amorevole, Donatella mi ha avvolto e coccolata – ammette Ditonellapiaga – lei è stata l’apripista per la trasgressione e per l’umorismo. Siamo due persone provenienti da generazioni diverse, la mia forse è sicuramente più paritaria, ma c’è ancora molto da fare e bisogna ancora lottare per ottenere una vera uguaglianza».

A tal proposito, Rettore incalza: «Non capisco perchè le donne non possano permettersi di dire certe cose. Spero con tutto il cuore che questo muro di gomma venga prima o poi buttato. Già, viva la parità di genere!». E sulla polemiche legate ad un verso della canzone, aggiunge: «Ho fatto le elementari e le medie dalle suore, a suon di calci nel sedere, di ceffoni, ma anche di carezze e consolazioni. Tante cose le ho imparate da loro, compreso il galateo che, nel frattempo, ho completamente dimenticato (ride, ndr). Quella frase, alla fine, è solo una provocazione. Va presa per quel che è».

«I giovani hanno perso due anni fondamentali della loro giovinezza – riflette Donatella sul messaggio della canzone – glieli vorremmo restituire con questo pezzo. Trasmettere un po’ di guizzo e di spensieratezza, in modo particolare ai ragazzi che più hanno subito questa condizione. Ai no vax, invece, chiedo maggiore comprensione… dobbiamo cercare di uscirne tutti insieme e il vaccino è l’unica strada».

Infine, Ditonellapiaga si concede ad una riflessione personale: «Il mio sogno è semplice, poter suonare tantissimo quest’estate e condividere dal vivo il disco con tutte le persone che lo hanno ascoltato. Non chiedo altro. Credo che alla base di tutto ci sia la libertà di essere felici. La mia generazione è molto attenta a questo aspetto. Abbiamo tanti difetti… ma i diritti civili sono un focus necessario per vivere bene tutti insieme».

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

By Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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