Sanremo 2022

Amadeus compone il cast perfetto per il suo terzo atto al Teatro Ariston

Se il 2020 era stato l’anno della cautela ed il 2021 quello della “folle” sperimentazione, il 2022 sarà, senz’altro, l’anno del botto. Amadeus per comporre il cast del Festival di Sanremo 2022 (qui) si è affidato alla ricetta dell’impossibile che diventa possibile. Nella sua magica lista dei 22 ha inserito elementi diversi che forniranno al pubblico canzoni diverse ma che, fin d’ora, fanno parlare (almeno gli addetti ai lavori) di un cast perfetto. C’è la novità e la tradizione, le sorprese impronosticabili e le certezze dei rumors ante-annuncio, c’è la giovinezza ma anche l’esperienza, il rap come la melodia, la televisione come il web e le cantine.

Quello composto da Amadues per il suo terzo mandato all’Ariston è un cast coi fiocchi: equilibrato, rappresentativo e sufficientemente omogeneo pur nella propria diversità. Un cast che si preannuncia capace di accontentare fette diverse di pubblico senza scontentarne in modo particolarmente evidente nessuna. Uno scontento che, forse, la scorsa edizione un po’ si era fatto sentire non tanto per l’assenza di questo o quell’artista ma soprattutto per il troppo sbilanciamento generazionale e stilistico che, di fatto, aveva tagliato fuori gran parte del pubblico adulto.

Tradizione e nomi impossibili |

Per accontentare l’esigenza di tradizione, melodia e stile “all’italiana”, Amadeus ha accettato la proposta di “Miss vittoria” Iva Zanicchi (3 i leoncini guadagnati in carriera, seconda solo a Domenico Modugno e Claudio Villa) che andrà a ricoprire quel posto occupato da Rita Pavone o Orietta Berti. In questo senso, però, risultano un arricchimento le presenze di Gianni Morandi Massimo Ranieri, due amatissimi interpreti della nostra canzone che hanno conquistato diverse fette di pubblico sfruttando non solo la propria musica. Se Ranieri farà sicuramente il Ranieri di sempre, Morandi sperimenterà la scrittura di Jovanotti e, dunque, guarderà inevitabilmente anche ad un pubblico più eterogeneo. Lo stesso, d’altronde, è chiamata a fare Donatella Rettore, assente dal 1994 e a più riprese desiderosa di tornare al Festival. Con lei ci sarà l’aspirante Ditonellapiaga, giovane artista indipendente assai promettente con cui si è cercato di trovare un equilibrio che accontentasse tutti.

I nomi grossi non si limitano, però, soltanto alle glorie della prima ora della kermesse. Appaiono dei veri e propri colpacci i ritorni di Elisa ed Emma ed i debutti di Rkomi Blanco. Se l’artista salentina è data da molti in difficoltà con le evoluzioni del mercato discografico odierno, la friulana dopo la vittoria del 2001 con “Luce (tramonti a nord-est)” aveva in più occasioni ribadito il proprio timore a tornare in gara rispecchiando l’opinione di molti “big per davvero” della musica italiana. L’arrivo, poi, di Rkomi che detiene il disco più venduto del 2021 e di Blanco (insieme a Mahmood), scoperta discografica dell’anno, abbattono il pregiudizio di un Festival ridotto, ormai, a rilanciare carriere in difficoltà più che a vetrina del meglio della musica italiana.

Debutti e ritorni |

Ci sono, poi, gli habitué che, però, restituiscono, agli occhi del pubblico sanremese, una certa rassicurazione. E così, le confermate presenze di Noemi piuttosto che di Fabrizio Moro, Achille Lauro, Le Vibrazioni Giusy Ferreri sono assolutamente gradite. Ci si lamenta del “sempre gli stessi” ma poi, in realtà, questi nomi non stancano mai. Non manca la componente talent show con il debutto di Aka 7even Sangiovanni, i migliori episodi dell’edizione-record di Amici 20, ed il ritorno di Irama dopo la difficile scorsa esperienza.

Amadeus non ha comunque rinunciato alla componente “rischio” o novità portando al Festival il nome internazionale di Ana Mena, in Italia famosa esclusivamente per le collaborazioni estive, Dargen D’Amico, il cantautore indie Giovanni Truppi o la strana coppia di Highsnob e Hu che, anche se forse non rispondono a tutti i requisiti per essere davvero dei “big” porteranno indiscutibilmente tanta qualità come i piacevolissimi ritorni di Michele Bravi o de La Rappresentante di Lista.

Facciamo i conti con qualche dato |

Dei 25 artisti annunciati (3 sono dei duetti), 8 saranno gli esordienti che non hanno mai calcato il palco dell’Ariston. Un discreto 32% delle quote che, però, nulla ha a che fare con il 51% della passata annata e con il 44% del 2020. Si potrebbe pensare ad un passo indietro o ad una ricalibrazione che, indiscutibilmente, sarà stata una delle considerazioni fatte dopo un’edizione fin troppo “indie” a detta degli ascolti ma è assai più probabile che Amadeus e la Rai tutta abbiano preso atto anche dell’esigenza di dar lustro ad una componente e ad un genere di artisti più in difficoltà di altri per via della pandemia. Artisti che, spesso direttamente, hanno reso grande il Festival e che ora meritano un atto di riconoscenza.

Anche la tanto chiacchierata “questione femminile” tra le quote degli artisti in gara ha conosciuto una rimodulazione. Nel febbraio 2022 saranno ben 10 su 25 le artiste donne (40%) rispetto alle 7 su 25 del 2020 (28%) e alle 9 su 29 del 2021 (31%).

Curioso anche il dato di presenza di ex-vincitori che saliranno, in gara, sul palco del Teatro Ariston. Ben 7 (Massimo Ranieri, Iva Zanicchi, Gianni Morandi, Fabrizio Moro, Emma, Elisa, Mahmood) sono gli artisti che, nel corso delle 71 edizioni precedenti del Festival, sono riusciti a portare a casa la famosa statuetta del leone dorato. E, cosa ancor più notevole, ben 4 di questi artisti hanno scelto il 2022 come anno del proprio ritorno in gara alla kermesse da “imbattuti”: dopo la loro ultima vittoria, infatti, nè Mahmood nè Elisa o Emma o Fabrizio Moro hanno più calcato il palco del Festival di Sanremo da concorrenti.

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Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

By Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

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