Blanco e Mahmood

L’inedita coppia è intervenuta nella conferenza stampa notturna, dopo essersi aggiudicata la palma d’oro del Festival

Sono i vincitori della 72esima edizione del Festival di Sanremo Mahmood e Blanco, i due giovani artisti hanno conquistato il titolo con Brividi, una ballad intimista quanto corale, contemporanea quanto classicheggiante. Per il primo si tratta della seconda vittoria, a tre anni di distanza dal trionfo ottenuto con Soldi, mentre per il secondo si è trattato di un vero e proprio debutto.

«Abbiamo vissuto questa esperienza come un gioco sin dall’inizio, ridendo e scherzando siamo arrivati alla vittoria. Domani realizzeremo cosa è accaduto realmente» racconta Mahmood, prima di lasciare la parola al suo collega: «L’abbraccio ai genitori mi è venuto spontaneo, quando ero più piccolino li ho fatti disperare. Vederli piangere per questa vittoria mi ha emozionato».

Alla classica e rituale domanda di Eddy Anselmi sulla volontà di partecipare all’Eurovision Song Contest, Blanco risponde: «Beh direi di sì», seguito dal suo compagno di avventure che conferma e aggiunge: «Non vediamo l’ora, soprattutto perché quest’anno si organizza qui in Italia». Saranno loro, quindi, i nostri rappresentanti a Torino, per la competizione europea in programma dal 10 al 14 maggio.

«La mia vita è abbastanza flessibile, non mi pongo mai dei limiti – spiega Mahmood a proposito del suo ritorno al Festival – di base non penso se sia degradante partecipare come ospite o come concorrente, quello dell’Ariston è uno dei palchi più importanti d’Italia, per me è stato un onore partecipare quest’anno, accanto ad artisti del calibro di Elisa, Massimo Ranieri e Gianni Morandi».

Riguardo il loro incontro, Blanco racconta: «Ci siamo conosciuti casualmente, perché Alessandro stava lavorando con il mio producer Michelangelo. L’amore per la musica ci ha portati a far nascere spontaneamente questa collaborazione, si è messo al pianoforte ed è nato il ritornello. Abbiamo iniziato a Luglio e finito ad ottobre, un lungo travaglio, ma le cose belle richiedono il tempo giusto».

«Ho sentito un’emozione che non avvertivo da due o tre anni, l’affetto della gente che per tutta la settimana ci ha sostenuto» racconta Mahmood, prima di lasciare l’ultima parola a Blanco«Il testo è doppiamente autobiografico, rispecchia quello che abbiamo vissuto entrambi. Il potere di una canzone sta nell’essere sinceri, affinché la gente possa rispecchiarsi nel contenuto».

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

By Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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