Sanremo 2026, Fulminacci: “Stupida sfortuna? Una forma di vigliaccheria emotiva”

Sanremo Fulminacci

Fulminacci racconta in conferenza stampa, all’indomani del ritorno a Sanremo 2026 con “Stupida sfortuna”. Le parole della cantautore romano. A cura di Paola Tosetti

Al Festival di Sanremo porta “Stupida fortuna” (qui la nostra recensione), un brano che riflette sull’imperfezione e sulla ricerca della verità. Anche le cose imperfette, racconta, fanno parte della nostra felicità, perché siamo esseri umani e non possiamo rincorrere un’idea irraggiungibile di perfezione. «Sono felice di essere a Sanremo per presentare un nuovo percorso dopo un anno in studio», spiega, sottolineando quanto questo palco rappresenti l’inizio di una nuova fase artistica.

Nel titolo e nel testo c’è una provocazione: «Quando dico “stupida sfortuna” è un po’ una forma di vigliaccheria emotiva: dare la colpa alla sfortuna per qualcosa che si ha scelto. Quando qualcosa va male non sai mai se lo hai scelto o se è capitato». Una riflessione sull’essere disposti ad assumerci la responsabilità delle nostre decisioni, anche quando è più facile attribuire tutto al destino.

«Con questa canzone accetto che non possiamo avere la perfezione e sfido l’ossessionarsi con la perfezione. Qui cerco di mettermi scomodo e sfidare le mie tendenze meno funzionali a rincorrerla». “Stupida fortuna” diventa così un invito a vivere con maggiore consapevolezza, accogliendo fragilità e contraddizioni come parte naturale del percorso.

Scritto da Nico Donvito
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