Sanremo 2027, Paolo Jannacci: “Ho un brano nel cassetto che ritengo molto bello e cinematografico”

Paolo Jannacci

In attesa di scoprire quello che sarà il cast del prossimo Sanremo 2027, in una nostra intervista Paolo Jannacci ha parlato del suo rapporto con il Festival e di una canzone nel cassetto

Le indiscrezioni sul prossimo Festival di Sanremo continuano a rincorrersi e, in attesa che Stefano De Martino comunichi la lista ufficiale dei convocati (che da regolamento avverrà a partire dal 29 novembre in poi), abbiamo incontrato Paolo Jannacci in occasione dell’uscita del suo nuovo album “Scimmie ovunque”, fuori per Ala Bianca Records e distribuito da Warner/Fuga a partire dal prossimo venerdì 16 ottobre..

Nel corso della nostra intervista, abbiamo parlato con lui del rapporto con la kermesse canora, a cui ha presenziato negli anni in ruoli diversi, a partire della direzione dell’orchestra nel 1998 per suo padre Enzo Jannacci con “Quando un musicista ride”, passando per la partecipazione del 2020 in gara con “Voglio parlarti adesso”, fino alle ospitate del 2024 con Stefano Massini con il brano “L’uomo nel lampo” e di quest’anno per la serata delle cover con J-Ax, Cochi, Paolo Rossi, Ale e Franz sulle note di “E la vita, la vita”.

Alla domanda su come ha vissuto negli anni il palco dell’Ariston, Paolo Jannacci ha risposto: «Sempre con questo fatalismo e con l’energia che arriva dalle tantissime variabili che esistono durante Sanremo. Ma soprattutto con l’energia che hai dentro e con il desiderio di esprimerti. Sono partito nel 1994 con la fisarmonica e “I soliti accordi”. Poi ho diretto l’orchestra nel 1998, ho diretto Gino Paoli, ho fatto anche il giurato di qualità e sono tornato come ospite, per esempio con Enrico Nigiotti, suonando il pianoforte. Ogni volta c’era qualcosa di diverso. Quando sei lì, senti il respiro degli altri, che tu sia un ospite o che sia in gara, come mi è successo nel 2020. Senti la voglia, il desiderio, l’angoscia e l’energia di tutti, che in qualche modo confluiscono in quello che devi fare sul palco e anche dopo. Il filo conduttore è sempre stato questo: usare la mia energia per il brano, per la storia che devo raccontare, e cercare di fare del mio meglio».

Infine gli abbiamo chiesto se il Festival rientra nei suoi piani in futuro: «Sì, senz’altro. Avevo già mandato due brani di questo disco, ma non avendo ricevuto nessuna risposta avevo paura di aspettare fino alla fine e rischiare di non essere considerato. Ho preferito far uscire l’album e lasciare che queste canzoni, che aspettavano già da tempo, potessero finalmente parlare e farsi sentire. Ma ho ancora un brano nel cassetto che, secondo me, è molto bello e cinematografico. Volendo, quindi, ci sarebbe». La palla passa dunque al direttore artistico Stefano De Martino.

Scritto da Nico Donvito