Yuman

A tu per tu con il giovane artista italo-capoverdiano, vincitore di Sanremo Giovani 2021 e protagonista del prossimo Festival

Si intitola “Mille notti” il brano che ha permesso a Yuman di aggiudicarsi la vittoria di Sanremo Giovani, strappando un biglietto per l’ambito palco dell’Ariston. In attesa di vederlo in gara al prossimo Festival con il brano Ora e qui, lo abbiamo incontrato alla vigilia del debutto televisivo.

Ciao Yuri, benvenuto. Partiamo da “Mille notti“, brano che ti ha permesso di vincere Sanremo Giovani. Un pezzo sentito, una riflessione di un figlio ad un padre, quali stati d’animo ti hanno ispirato questa riflessione?

«Innanzitutto, prima di dare un senso al testo, questa canzone è nata in lockdown. In un momento abbastanza triste e un po’ cupo, come tutti ricordiamo, mi ha dato questo spiraglio di speranza».

Dal punto di vista musicale, che tipo di sonorità avete scelto di abbracciare insieme al producer Francesco Cataldo?

«Di solito, a livello sonoro, ci sentiamo sempre molto liberi. Sicuramente il soul è prevalente, ma viene contaminato da varie correnti. Sin da quando sono piccolo ho sempre ascoltato di tutto, dagli Abba agli Oasis, passando per gli Wham!, i Genesis e Stevie Wonder. Ho sempre ascoltato davvero di tutto».

Mille notti” è il tuo primo singolo in italiano, ci sono state delle particolari criticità con il passaggio dalla lingua inglese?

«La lingua italiana e la lingua inglese sono molto diverse per quanto riguarda il suono, ma siamo riusciti comunque a trovare una chiave, componendo un testo che suonasse abbastanza anglofono, seppur in italiano».

Come descriveresti il tuo rapporto con il Festival di Sanremo? Ci sono dei ricordi e delle canzoni che ti legano a questa manifestazione?

«Ho sempre guardato il Festival, sin da piccolo, quindi mi sono sempre sentito legato a questa manifestazione. Dirti un pezzo preciso non saprei, perchè per me è importante l’entità di Sanremo, sono tutte le edizioni che rendono questo appuntamento imperdibile e storicamente così importante. Ci sono state canzoni bellissime, da qui è passata la storia».

Per concludere, quali elementi e quali caratteristiche ti rendono orgoglioso del cammino fatto finora?

«Posso ritenermi orgoglioso della crescita che mi ha portato a migliorare sia nella scrittura ma anche nell’avere più coscienza in ciò che faccio, fino ad arrivare a riuscire ad esprimere in musica tutto quello che senti. Questo, secondo me, è il massimo del risultato che si possa ottenere».

© foto di Claudia Pajewski

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

By Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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