Tutti i voti alle esibizioni della prima serata

  • CLAUDIO BAGLIONI – Gli anni più belli: L’apertura non è delle migliori con il bravo cantautore romano che torna al centro della “sua” Arena di Verona cantando per la prima volta dal vivo il suo ultimo singolo inedito e per annunciare la pubblicazione del suo prossimo album d’inediti a distanza di 7 anni dall’ultima pubblicazione. Il brano è in pieno “stile Baglioni” e risulta essere assolutamente all’altezza delle aspettative per il suo ritorno discografico inedito. Peccato che l’esecuzione sia, ahimè, piuttosto traballante: le parole a tratti si confondono (ma quello capita a tutti) e le note raramente risultano essere azzeccate (e quello a Baglioni non capita quasi mai). Lui si scusa dicendosi emozionato e arrugginito ma il risultato è pietoso. Se la ride lui, se la ride la violinista e vabbè… VOTO: 4
  • GIANNA NANNINI – La differenza: In una serata che celebra la ripartenza della musica dal vivo la scelta di adottare il playback è vile e fuori contesto soprattutto se arriva puntualmente ad ogni occasione televisiva che Gianna affronti e se, come in questo caso, il brano cantato non è di certo una presentazione, un’anteprima o un singolo in rotazione radiofonica per il quale è necessaria un’esecuzione magistrale. Da un’artista che ha fatto la storia del punk pop-rock italiano e che non è di certo divenuta nota per le proprie qualità vocali non ci si aspetta una prova di bel canto ma almeno un minimo di rispetto per la causa a cui si è scelto di aderire presenziando ad un evento live. E scuse non ce ne sono… VOTO: 2

  • RICCARDO COCCIANTE – Tu Italia / Il tempo delle cattedrali: Mr.Cocciante è oramai eterno anche nella proposta che continua a presentare al pubblico ormai da anni (troppi). Con lui, ovviamente, arriva una rappresentanza del musical ‘Notre Dame de Paris’ che continuerà, non appena possibile, ad incantare e a far sognare migliaia di spettatori in tutt’Europa. Il suo trasporto nel cantare e nell’interpretazione rimane inverosimilmente contagiosa e convincente. Certo, una rinfrescata al repertorio non sarebbe sgradita. VOTO: 7
  • ANDREA BOCELLI – Ave Maria: Un grandissimo classico del bel canto operistico e lirico del repertorio italiano divenuto famoso in tutto il mondo proprio grazie ad interpreti anche come Andrea Bocelli che da anni tengono alta la bandiera del nostro Paese in ogni dove. E che gli vuoi dire ad uno così? Il voto non se lo può di certo darglielo…
  • FRANCESCO DE GREGORI e ANTONELLO VENDITTI – Canzone: Una delle tante operazioni commerciali (diciamocelo pure) a cui abbiamo assistito negli ultimi anni che hanno messo insieme, un po’ a caso e un po’ con qualche logica, due artisti per un album, un tour o una qualsiasi cosa che si potesse vendere e lanciare dal punto di vista mediatico più di quanto si sarebbe potuto fare singolarmente. Va detto, però, che in questo caso l’accoppiata funziona particolarmente e che la scelta del brano da incidere insieme, ripescandolo dal repertorio dell’altrettanto grande Lucio Dalla, è assolutamente azzeccata. Piacciono. VOTO: 7

  • ZUCCHERO – Spirito nel buio / Baila: L’artista che, forse più di tutti, è davvero di casa all’Arena di Verona visto il grandissimo numero di concerti che ha fatto e che continuerà a fare appena sarà possibile riprendere. Per questa esibizione (rigorosamente dal vivo) il Fornaciari mette insieme uno dei suoi ultimi inediti ed un grandissimo classico del suo repertorio e l’energia è assicurata insieme ad un’ottima esecuzione. Un fuoriclasse assoluto ed un vero mostro del palcoscenico che non mostra cenni di stanchezza o cedimento. VOTO: 8
  • EROS RAMAZZOTTI – Un’emozione per sempre / Più bella cosa: Non lo si vedeva da un po’ il nostro Eros che negli ultimi anni ha, forse, raccolto meno di quello che la sua storia musicale avrebbe meritato e che, ci si augura, possa tornare a prendersi insieme a delle grandi canzoni che negli anni ha dimostrato di saper scrivere e cantare. Per quest’occasione tira fuori due cavalli di razza che gli hanno fruttato una grandissima fortuna in giro per tutto il mondo e che ormai canta con il pilota automatico non rischiando minimamente di scivolare. E’ e rimane un grandissimo artista che, in cima alle classifiche, un po’ ci manca. VOTO: 7.5
  • LIGABUE – Questa è la mia vita: Continua la passerella dei mostri sacri della musica italiana (o, perlomeno, di coloro che lo erano fino a pochi anni fa guardando i numeri delle vendite). E continua, anche in questo caso, la riproposizione dei grandi classici di una carriera passato sulla cima dell’Olimpo grazie all’affetto di un pubblico che continua ad affollare gli stadi, le arene ed i palazzetti ad ogni nuovo tour dal vivo. Certo che da uno come Luciano Ligabue il playback non ce lo si vorrebbe mai aspettare e quando arriva è una verissima e grandissima delusione. E quindi… VOTO: 3

  • ANDREA BOCELLI e ELISA – E più ti penso: Un bel e dovuto omaggio ad un grandissimo della musica italiana nel mondo che ci ha lasciato nelle ultime settimane ma a cui per sempre dovremmo essere necessariamente grati e devoti. Ennio Morricone rivive in questo speciale anfiteatro che tanto ha amato grazie alle voci di due voci uniche e magnifiche che insieme regalano un momento magico e glorioso da pelle d’oca. Potenza e delicatezza insieme sulle ali del tempo e dell’eternità. VOTO: 8.5
  • ELISA – Anche fragile: Pesca dal suo repertorio più recente la cantautrice friulana che rimane la più contemporanea ed attuale tra le signore della musica della sua generazione pur mantenendo una propria identità precisa e riconoscibile in ogni sua produzione. In questa veste così soave, sospesa ed eterea ha fatto sognare nel corso dell’ultimo anno grazie ad una canzone che è già di diritto tra i grandi classici del suo repertorio davvero ricchissimo di gemme preziose grazie ad una vocalità inimitabile ed emozionante in ogni occasione. VOTO: 8
  • FIORELLA MANNOIA – Chissà da dove arriva una canzone: Sua Maestà la regina delle interpreti ritrova (finalmente) una grande canzone da indossare e arricchire con la sua voce profonda e la sua interpretazione sentita e preziosa. Il merito è sicuramente della voce della cantante romana che, oramai, ha nelle corde vocali tutto il valore del mestiere ma anche del giovanissimo Ultimo che scrive parole pesate e una melodia adattissima alla voce a cui è destinata. Il brano mette insieme due fuoriclasse senza costringere nessuno dei due a snaturarsi o a soccombere alla forza dell’altro e questo è cosa assai rara nella contemporaneità. Un plauso sincero ad una grande canzone. VOTO: 8.5
  • EMMA – Latina: è una Emma nuova, diversa e, per questo sorprendete, quella che si propone con questo pezzo che ormai gira per radio da una settimana. Il risultato è quello di un pezzo capace del compromesso a cui, in qualche modo, Emma è stata costretta dall’assenza di una vera hit nel suo repertorio nel corso degli ultimi anni. E allora ecco che anche lei ricorre agli autori top del momento, a dei suoni più esotici e campionati e ad un cantato meno irruento per modulare la vocalità su delle tinte più sobrie, trattenute e mai piene. Una Emma da esplorare e tornare a conoscere. VOTO: 6

  • ALESSANDRA AMOROSO – Immobile / Avrò cura di tutto / Forza e coraggio: L’ingresso è magico con il suo primo grande successo intonato a cappella per poi lasciarsi andare su di una versione acustica di un non-singolo di qualche anno fa che, però, risplende questa sera di nuova luce grazie ad un’Alessandra che appare sorprendentemente maturata e cresciuta sotto il profilo dell’interpretazione e della cura messa nello scandire e dare il giusto valore alle parole cantate. Una prova da grande signora della canzone italiana e che fa sperare che, prima o poi, scelga di dotarsi nuovamente di un repertorio forse meno attuale ma di valore da un punto di vista musicale. La chiusura è su di un’energica power-ballad che sottolinea il senso della serata e che ridà a Sandrina un po’ di quell’energia che ultimamente tanto le piace mettere nelle canzoni. La ragazza è in forma. VOTO: 8-
  • BIAGIO ANTONACCI – Se è vero che ci sei / Per farti felice: Tornano protagonisti dell’epoca gloriosa della musica italiana che, però, ultimamente faticano un po’ dal punto di vista discografico e creativo. Biagio sceglie uno dei suoi brani manifesto e lo veste di una veste acustica che, però, lo rende pesante, soporifero e quasi irriconoscibile per quella veste cantautorale vecchia maniera nel quale pare si voglia rinchiuderlo. Il pezzo successivo, invece, prende vita dall’ultima produzione e riprende quello spirito da taranta a cui spesso Antonacci ha fatto riferimento nella sua scrittura dedicata, in modo particolare, alla stagione estiva. Va di mestiere ma convince meno di quello che ci si sarebbe aspettato. VOTO: 6
  • GIANNI MORANDI – Bella signora / Una vita che ti sogno / Si può dare di più: A proposito di cantare facendo ricorso al mestiere… Gianni è una colonna della musica italiana e nelle sue interpretazioni da sempre si avverte quella sicurezza e padronanza del palco, della scena e della voce che lo rendono un fuoriclasse indiscutibile. La sua voce rimane uguale a sempre, limpida, puntuale e chiara: perfetta per continuare a far cantare chi, negli anni, ha incrociato la propria vita con le sue canzoni che sono e rimangono dei manifesti della nostra tradizione musicale. VOTO: 7

  • MANUEL AGNELLI, EMMA e MAURO PAGANI – L’avvelenata: Un omaggio al maestro Francesco Guccini di cui uscirà un nuovo cofanetto il prossimo autunno per festeggiarne gli 80 anni. Peccato che in quest’occasione il risultato sia davvero pessimo e registri uno dei punti più bassi dell’intera serata. Si salva Agnelli che almeno non legge il testo sul gobbo senza distorcere lo sguardo come, invece, Mauro Pagani che, eppure, del progetto e di Guccini è il produttore. Pessima figura per un musicista ed un maestro che gode di una fama che non abbisognava di uno smacco simile. VOTO: 4.5
  • TIZIANO FERRO – Rimmel: Chiusura di serata riservata a questa anteprima assoluta per presentare il primo singolo del progetto di cover annunciato questa settimana e atteso per il prossimo autunno. La scelta del brano è pericolosa e assai complicata da proporre proprio perché è uno di quei brani rimasti nell’immaginario collettivo fortemente legata al suo autore ed interprete che, in qualche modo, l’ha resa intoccabile e non replicabile. Tiziano ci mette del suo ma l’emozione della versione originale non è assolutamente raggiungibile. Onesta ma nulla di più. VOTO: 5
  • UMBERTO TOZZI e RAF – Io camminerò / Dimentica / Infinito / Gloria: Una coppia ormai consolidata che negli ultimi anni hanno messo in piedi tantissime date dal vivo per proporre insieme alcuni dei loro maggiori successi in una veste congiunta che è stata particolarmente gradita dal pubblico che li ha seguiti con grande affetto sia nei palazzetti che nei teatri. Questa sera scelgono la versione acustica con chitarra e pianoforte e forse la scelta li eleva più del dovuto mettendo in evidenza anche qualche fragilità vocale di troppo. VOTO: 6
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Ilario Luisetto

Direttore di "Recensiamo Musica" e suo fondatore dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci che possano accompagnarmi.

Di Ilario Luisetto

Direttore di "Recensiamo Musica" e suo fondatore dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci che possano accompagnarmi.

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