Silvia Mezzanotte: io, donna più forte ora mi dico “Aspetta un attimo” – INTERVISTA

Intervista alla cantante per il suo nuovo singolo

Dopo mesi e mesi di lavoro, decine di concerti in giro per tutt’Italia e l’acquisizione di una nuova consapevolezza Silvia Mezzanotte è finalmente pronta a fare rientro nel mondo della musica italiana con un ambizioso progetto d’inediti che la ripropone con coerenza a cavallo tra tradizione pop e ricerca contemporanea. Il primo passo per questo ritorno è il singolo inedito Aspetto un attimo che anticipa anche il nuovo omonimo album d’inediti. Per l’occasione abbiamo chiesto a Silvia di raccontarci qualcosa di questo suo ritorno e della nuova esperienza televisiva che la aspetta a All togheter now.

Allora Silvia, da pochissimi giorni è disponibile il tuo nuovo singolo: “Aspetta un attimo”. Un brano che fin dal titolo suona come un manifesto programmatico. Che brano è per te questo?

<<‘Aspetta un attimo’ è un concetto a 360° ma è anche la cosa più vintage ed insieme innovativa che ora potevo proporre al pubblico: credo che ci sia un modo di esplorare la voce ed il canto assolutamente innovativo ma poi abbiamo scelto degli arrangiamenti che riportassero un po’ indietro nel tempo rifacendosi, però, anche a modelli che, in questo momento, funzionano molto in Italia e nel mondo. Il concetto che voglio esprimere con questa canzone è un invito a fermarsi: io spesso sono a debito di tempo, è la cosa che mi manca di più. Siamo così inghiottiti da tutto ciò che ci circonda che spesso finiamo col non renderci conto su dove stiamo andando. La frase chiave di questo pezzo è “non lasciamo cambiare le cose se poi non cambiamo noi”. Musicalmente ho bisogno della melodia e dei miei spazi anche se poi con il canto sto cercando di essere attuale e moderna e questo avverrà anche in tutto l’album dove voglio raccontare storie senza che queste siano dettate dalle tempistiche commerciali e discografiche>>.

Il tuo ultimo vero progetto discografico risale al 2011 quando concludesti il tuo percorso con i Matia Bazar pubblicando il disco “Conseguenza logica”. Mettendo per un attimo da parte alcuni episodi intermedi è proprio il caso di dire che hai aspettato un attimo. Qual è il valore del tempo nella musica di oggi?

<<Credo che il tempo sia l’unica cosa che non si possa comperare. Il tempo mi asciuga, mi toglie le paturnie che, come per molte donne, la mia mente genera in continuazione. Mi sono fatta molto male da sola da questo punto di vista ma il passare del tempo, piano piano, sta lasciando che le parole abbiano il loro valore reale. Questa nuova consapevolezza mi ha spinto ad uscire adesso con un disco che può sembrare anche non contemporaneo ma che mi rappresenta in maniera totale. Mano a mano che cresco divento sempre più onesta nei miei confronti e tutto questo diventa musica, diventa canto>>.

A fine maggio arriverà finalmente anche questo nuovo album d’inediti da solista, il terzo della tua carriera. Come è stato lavorare a questo disco, dopo tanto tempo, da sola?

<<Il concetto del “da sola” nella mia vita non esiste. Ho lavorato per tanti anni con i Matia Bazar dove ero circondata dal gruppo con il quale ci si confrontava su tutti ma uscita dai Matia ho comunque creato un nuovo gruppo di lavoro attorno a me. Nell’ultimo periodo, in particolare, ho cambiato sensibilmente il mio gruppo di lavoro e mi sono state proposte delle nuove canzoni alle quali ho continuamente lavorato basando tutto sul confronto continuo e costante con i professionisti che mi attorniano. Io sempre sono in contatto con altre persone ma non ho nemmeno paura di essere da sola sul palco. Sono passati quattro anni da quando Giancarlo Golzi non c’è più e questo è stato un periodo molto difficile per me ma ora ho le idee più chiare riuscendo a sentire quelli che avrebbero potuto essere i suoi suggerimenti e consigli>>.

Tra le chicche di cui si legge in giro c’è anche un brano registrato con Dionne Warwick…

<<C’è ma non farà parte di questo disco. Abbiamo deciso di tenerlo fuori perchè il progetto è ancora in evoluzione e vogliamo assolutamente la sua presenza in Italia per poter realizzare degli appuntamenti anche dal vivo. Il progetto con Dionne, quindi, è ancora totalmente aperto ed è meraviglioso. Ho avuto il piacere di poter condividere con lei più momenti che mi hanno mostrato un’artista ed una persona magnifica, molto preparata ed estremamente semplice. Ad un certo punto del lavoro mi ha chiesto se io fossi contenta e non ho potuto che sgranare gli occhi. Sappiamo bene che ci sono personaggini usciti dalla televisione che ancora balbettano eppure lo fanno dandosi molte arie… Quando, invece, in studio con lei mi sono resa conto che il brano che stavamo registrando non era nella tonalità giusta per la sua vocalità le ho chiesto di modificarla e lei non ha voluto perchè ha ritenuto fosse giusto esaltare me, il mio progetto>>.

Quindi il progetto come si concretizzerà?

<<Questo ancora non lo so dire. Stiamo lavorando a più di una canzone e tutto è ancora in divenire. Sicuramente ci sarà un brano ed un progetto live insieme. Suppongo che potrebbe arrivare per la fine di quest’anno ma ancora tutto è in divenire>>.

Da domani sera sarai anche una delle voci protagoniste del nuovo show musicale di Canale 5 condotto da Michelle Hunziker, “All togheter now”…

<<E’ un programma molto innovativo che ha avuto un grandissimo successo in tutto il mondo. Non è un vero e proprio talent ma un talent-game che non crea un personaggio con valenza discografica ma si vince un montepremi in gettoni d’oro. Questo leva un po’ di responsabilità a chi, come me, non si sentirebbero a proprio agio a fare da giudice in uno dei nostri talent show abituali. I “giudici” questa volta sono 100 e sono tutte personalità del mondo musicale, televisivo e radiofonico. E’ un mondo molto particolare ed eterogeneo. Il cantante in gara si esibisce e noi giudici abbiamo la possibilità di alzare il nostro voto premendo un bottone e cantando insieme a lui. Tutto ciò si lega al mondo del muro che parla, scherza, gioca…>>.

In realtà questa non è la tua prima vera e propria esperienza in uno show musicale in TV. Nel 2008 hai partecipato alla terza edizione di Music Farm con Simona Ventura. Tra l’altro è notizia proprio degli ultimi giorni che Music Farm tornerà presto in onda (qui). Come ricordi quell’esperienza? Come l’hai vissuta?

<<Adesso credo che sarei molto più serena e rilassata se potessi rivivere quell’esperienza. Non fu un periodo facile per me quello di ‘Music Farm’ che per me è stata, forse, l’esperienza meno divertente della mia vita. Ho sempre detto che non la rifarei con la testa che avevo con il 2008 quando non riuscii ad essere totalmente me stessa. Conservo comunque dei bei ricordi grazie al rapporto con Franco Califano o con Jenny B. Adesso potrei riprendere l’idea di affrontare un gioco musicale anche se con uno spirito totalmente diverso>>.

Sempre parlando di rumors da qualche settimana si sono sparse parecchie voci a proposito della possibilità di avere Mina alla direzione artistica del Festival di Sanremo 2020. Da vera e propria cultrice della voce cosa ne pensi della possibilità di avere la voce regina della musica italiana in un ruolo simile?

<<Farei carte false perchè fosse vero. Credo che Mina, anche per la distanza che ha preso dall’Italia e dal mondo “reale”, possa avere una visione artistica a 360° e più elevata, mi permetto di dire. E questo per tutto quello che ha vissuto in prima persona quando era sulle scene oltre che per quello che ora vive da lontano ma sempre con grande presenza e con grande costanza. Mina non ha mai sbagliato un colpo, eh! Poi mi chiedo chi potrebbe succederle l’anno successivo… Sono convinta che farebbe delle scelte coraggiose e valide perchè lei è sempre stata innovativa>>.

Volevo concludere questa nostra chiacchierata con una domanda che si ricollega proprio a quest’ultima curiosità su di Mina ma anche al tuo nuovo singolo e che vorrei ci facesse riflettere sul valore della voce. Tu sei una delle grandi interpreti ma anche delle grandi voci della nostra canzone: cosa ne pensi del fatto che nell’attualità la voce stia progressivamente perdendo il suo valore in favore di altre qualità?

<<Devo risponderti che, ahimè, purtroppo è così. Questo fa malissimo alla musica italiana. Lo stesso sta avvenendo anche alla melodia. Ma la musica italiana da sempre è voce e melodia. Il mondo giovanile sta attraversando questa fase e la definisco coscientemente così perchè suppongo che arriverà un momento che nuovamente la vocalità e la melodia verranno riconosciuti come valore. Non dimentichiamoci, comunque, che ci sono giovani artisti bravissimi che comunque portano avanti queste caratteristiche come fa, ad esempio, Ultimo o Ermal Meta e Fabrizio Moro. C’è purtroppo questa tendenza ad assecondare chi si esibisce con l’autotune come se fosse una cosa normale ma io non lo posso concepire. Anastasio è entrato ad X-Factor con una meravigliosa penna che da sola gli valeva la vittoria del programma dove, però, non gli hanno messo l’autotune: si è dovuto mettere a studiare per riuscire ad essere credibile anche nelle parti cantante dei suoi brani. Mi tiro fuori come artista e come vocal coach da chi viene legittimato a utilizzare l’autotune per sopperire a delle incapacità tecniche oggettive. Non posso riconoscere la musica italiana in questa tendenza. Siamo stati tutti giovani e stupidi ma è sempre stato, per tutti noi, una fase. Mi auguro lo sia anche per i giovani d’oggi anche perchè non ci trovo niente di geniale in ciò che oggi va per la maggiore anche tematicamente nella musica, proprio niente>>.

Posso chiederti, prima di lasciarci, una piccola riflessione sull’ultimo Festival di Sanremo?

<<Tra le cose che mi sono piaciute di più c’è stato sicuramente Ultimo. Non sono una fan particolarmente accanita di ‘Soldi’: riconosco, però, la sua originalità. Avrei dato più valore a Loredana Bertè non solo per il valore artistico del brano, che comunque mi è piaciuto, ma anche per l’artista che, in questo momento storico, avrebbe meritato di più. La sua è la riscossa di un’artista che nel tempo si è fatta molto male da sola ma che poi si è salvata da sola: ora il tempo le sta restituendo tutto quello di cui si è privata. Ora la vedo finalmente un’artista molto più centrata rispetto ai grandi disequilibri che lei e la sua famiglia hanno vissuto>>.

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Ilario Luisetto

Direttore di "Recensiamo Musica" e suo fondatore dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci che possano accompagnarmi.

Ilario Luisetto

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