Solchi, parliamo di “Non dico addio” di Lamante

Non dico addio Lamante

Il fascino del vinile, tra scoperte e riscoperte musicali: parliamo di “Non dico addio” di Lamante. A cura di Marco Baroni

In un’era digitale, dove tutto è a portata di clic, il vinile resiste come un simbolo di autenticità, passione per la musica e rimane un oggetto prezioso, capace di raccontare storie attraverso i suoi solchi incisi.

In questa rubrica, Marco Baroni ci guiderà in un viaggio attraverso i solchi di vinili che hanno fatto la storia, esplorando non solo i classici intramontabili, ma anche le gemme nascoste ec he meritano un posto d’onore nelle collezioni degli appassionati.

Ogni settimana, esploreremo insieme dischi leggendari che hanno segnato la musica italiana, tra rarità dimenticate e indiscussi capolavori, riscoprendo il piacere di un ascolto autentico e senza tempo.“Solchi” è il luogo dove la musica torna a vibrare in tutta la sua purezza.

Il nostro viaggio prosegue con “Non dico addio” di Lamante pubblicato da Artist First nel 2026.

Solchi, parliamo di “Non dico addio” di Lamante

Ecco Lamante. O meglio, Giorgia. Questo è il suo secondo lavoro. Scrivo Giorgia perchè è così personale il suo stile che è quasi d’obbligo accostarle subito il suo vero nome.

Quando la superficie ci fa vedere solo musica propinata, spesso si giunge alla conclusione che non esiste piu arte né talento. Non è vero. Basta cercare. Lamante ne è un esempio. Una cantautrice dai testi profondi e dalle sonorita’ Impattanti.  “Un elenco di 11 cose” ci apre uno scenario di mancanza attraverso 11 negazioni che poi mutano in un totale e sfacciato desiderio. 

“Una magia piu’ forte della morte” emoziona subito per la sua autenticità. Si parla di perdita e mancanza, e il “vuoto è pieno” è la vera frase rivelatrice che arriva in un’esplosione di grida. Meravigliosa. C’è uno strato di ruvida sincerita’ a completare queste canzoni, vale anche per “Rimani con me” sostenuta da un tappeto quasi sacrale di strumenti, con la voce letteralmente di fronte a noi. La title track narra la fine dell’amore e dei tentativi che si fanno per sopravvivere, senza chiudere mai la porta. “Un canto nuovo” è la perfetta canzone per i fan sotto palco. 

In chiusura  “La stanza del figlio”, istantanea precisa, del sentirsi soli crescendo con la paura di non essere in grado di condividere la vita con qualcuno, finendo per pensare di non essere in grado di essere genitori.  “Dopo di te” è il gioiello di questo disco.  Brividi. Lamante scava nel dolore in modo chirurgico. Siamo al massimo dell’emozione. La traccia finale apre un piccolo spiraglio di speranza. Forse… ritorneremo a guardare il cielo …forse. Bravissima. Da scoprire. 

Scritto da Marco Baroni
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