Solchi, parliamo di “Schegge” di Giorgio Poi

Schegge Giorgio Poi

Il fascino del vinile, tra scoperte e riscoperte musicali: parliamo di “Schegge” di Giorgio Poi. A cura di Marco Baroni

In un’era digitale, dove tutto è a portata di clic, il vinile resiste come un simbolo di autenticità, passione per la musica e rimane un oggetto prezioso, capace di raccontare storie attraverso i suoi solchi incisi.

In questa rubrica, Marco Baroni ci guiderà in un viaggio attraverso i solchi di vinili che hanno fatto la storia, esplorando non solo i classici intramontabili, ma anche le gemme nascoste ec he meritano un posto d’onore nelle collezioni degli appassionati.

Ogni settimana, esploreremo insieme dischi leggendari che hanno segnato la musica italiana, tra rarità dimenticate e indiscussi capolavori, riscoprendo il piacere di un ascolto autentico e senza tempo.“Solchi” è il luogo dove la musica torna a vibrare in tutta la sua purezza.

Il nostro viaggio prosegue con “Schegge” di Giorgio Poi, pubblicato da Bomba Dischi nel 2025.

Solchi, parliamo di “Schegge” di Giorgio Poi

“Alle pareti due mani di bianco e sotto l’amianto”. Giorgio Poi, con il suo stile raffinato e diretto abbraccia il suo pubblico copiosamente. Questo “Schegge” è un ulteriore dimostrazione che la musica può sorprendere.

Nelle tue piscine” è un brano geniale per scrittura, come il resto del concetto che aleggia sopra la testa di Giorgio. Frasi come “Bucare il cielo con uno sputo” sono esempi chiari di poesia. Il tutto coadiuvato da arrangiamenti essenziali e curati. 

L’album scorre tra ritmi saltellanti e sintetizzatori, come in “Non c’è vita sopra i 3000 kelvin”, mentre in “Les jeux sont faits” il ritmo ballabile fa da contrappunto splendido al testo magnifico “non tutto il tempo perso è tempo sprecato”. 

In 1 minuto e 34 il titolo del disco fa da interludio prima di ripartire verso l’ultima triade, “Tutta la terra finisce in mare” è un’altra metafora della vita e delle relazioni, i testi di Giorgio Poi sono un valore aggiunto alla musica italiana, non hanno rivalsa né rabbia, c’è solo una splendida descrizione del vivere. 

Ottima la chiusura con “Un aggettivo un verbo una parola” dalla sonorità subacquea e “Dalle barche ai transatlantici” che chiude il sipario con classe. Nuovo (ormai è in giro da un po’) portavoce delle relazioni e dei sentimenti, tra biscotti della fortuna che dicono sempre la verità e asole sfalsate, il catalogo delle parole di Giorgio Poi è un piccolo vocabolario di bellezza.

Scritto da Marco Baroni
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