Steve Tarta

A tu per tu con il producer torinese per approfondire la sua ispirata e profonda visione musicale

Tra i produttori protagonisti del nuovo pop italiano, spicca il nome di Stefano Tartaglino, meglio conosciuto con lo pseudonimo di Steve Tarta. Nonostante la giovane età, vanta già numerose collaborazioni all’attivo, da Emanuele Aloia a Cali, passando per LortexCioffi, LinerGianluca Modanese e molti altri ancora. Approfondiamo la sua conoscenza.

Ciao Stefano, benvenuto. Come nasce la tua passione per la musica e come è diventa successivamente un lavoro?

«La musica ha sempre fatto parte della mia vita, mio padre è un batterista jazz ed è stato lui ad avvicinarmi quando, nel 2007, mi regalò una Stratocaster al posto di una Playstation. Forse all’epoca ci ero rimasto un po’ male, però adesso lo ringrazio (sorride, ndr). Ho cominciato a suonare con le mie prime band, dall’hard rock all’heavy metal, passando per il metalcore.

Dopo aver girato parecchio, ho deciso di spostarmi sulla produzione, sono andato a studiare a Londra alla Point Blank Music School, mi sono diplomato e successivamente sono andato a fare esperienza a Los Angeles. In quell’occasione ho imparato più che in qualunque scuola, perchè stare di fianco a produttori e ingeneri del suono di quel livello, mi ha insegnato tantissimo. Tornato in Italia ho aperto uno studio insieme ad un mio amico videomaker in centro a Torino, così dopo tre anni di duro lavoro sono arrivati i primi risultati che mi hanno reso fiero delle mie scelte».

Quale insegnamento senti di aver appreso dalla musica fino ad oggi? 

«La musica mi ha dato tanto quanto mi ha tolto, la devi amare perchè non ci sono vie di mezzo. La ringrazio per tutti i momenti di felicità per aver raggiunto risultati inaspettati, ma la cosa più bella sta nel porsi sempre nuovi obbiettivi, senza accontentarsi di quanto realizzato fino a quel momento. In un lavoro di ufficio, magari, aspiri alla promozione, mentre in questo lavoro la promozione non esiste, non ti accontenti mai e non finisci mai di imparare cose nuove. La musica mi ha insegnato proprio questo: a non mollare mai».

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

By Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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