“Stupida sfortuna”, Fulminacci torna a Sanremo tra nostalgia e verità – RECENSIONE

Fulminacci

Uno sguardo al passato per parlare del futuro, con ironia e cori d’altri tempi: questo il ritorno a Sanremo di Fulminacci con “Stupida sfortuna”

Ritorna a Sanremo Filippo Uttinacci, in arte Fulminacci, e lo fa con un pezzo intitolato “Stupida sfortuna”, firmato a quattro mani con Pietro Paroletti. Dopo aver anticipato il nostro giudizio con le consuete pagelle realizzate dopo l’ascolto in anteprima riservato alla stampa, approfondiamo il senso e il suono della canzone.

Fulminacci, la recensione di “Stupida sfortuna”

Anche se sentita per una sola volta, “Stupida sfortuna” conferma da subito una sensazione precisa: Fulminacci non è tornato al Festival di Sanremo per inseguire le classifiche. È tornato per dire qualcosa.

Dopo l’esordio del 2021 con “Santa Marinella”, questa è la sua seconda volta all’Ariston, la prima con il pubblico in sala. E si sente una maturità diversa, più consapevole. Il brano è un inventario personale, una lista emotiva che mette in fila passato e futuro con uno sguardo che non rinnega nulla ma nemmeno si lascia ingabbiare dalla nostalgia.

C’è una frase che suona come manifesto: “Passeranno, classifiche e Sanremi”. È una citazione festivaliera che sembra voler ridimensionare tutto, compreso il palco più importante d’Italia. Come a dire che ciò che resta davvero sono le canzoni e gli artisti autentici. Fulminacci torna sul “luogo del delitto” con un pezzo meno debitore di Daniele Silvestri e più vicino, per atmosfera, a un certo pop italiano anni Ottanta, quasi alla Stefano Sani: retrò sì, ma con misura.

La patina vintage è evidente, ma non scade mai nella caricatura. Gli arrangiamenti giocano con quell’immaginario sonoro che profuma di Sanremo d’altri tempi, fino ai cori finali che sembrano usciti da una cartolina dai colori sbiaditi. È una scelta stilistica precisa, che rende il brano riconoscibile e coerente.

Stupida sfortuna” punta su una scrittura sincera e su un’identità sempre più definita. Ora la domanda è: Fulminacci si presenterà con la brillantina? Con la camicia con le maniche a sbuffo? Con le spalline imbottite? Lo stylist dovrebbe almeno pensarci, perché l’estetica qui è già tutta scritta tra le note.

Scritto da Nico Donvito
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