Disponibile dallo scorso 17 luglio “Trinidad“, il singolo che segna il ritorno del giovane cantautore di Tarquinia

Un ritorno sotto il segno della spensieratezza estiva per Alessio Bernabei (qui la nostra recente intervista), in uscita con il singolo “Trinidad”, composto insieme ad Alex Vella (meglio conosciuto con lo pseudonimo di Raige), Emanuele Lovito e Mario Fanizzi. Un brano fresco ed orecchiabile, che trasmette positività e voglia di ballare, in un momento storico in cui si avverte un desiderio globale di leggerezza.

Il titolo prende spunto dall’unica isola dei Caraibi che, grazie a particolari e favorevoli correnti oceaniche, non è soggetta a uragani. Un posto affascinante e incontaminato, che corrisponde anche ad un nome proprio di persona, che diventa la bellissima protagonista femminile di questa canzone. Prendere le cose come vengono, accettare la realtà e quel che sarà, questo il messaggio espresso tra le righe del testo.

In un momento storico delicato e incerto, chi di noi non vorrebbe poter evadere in un posto esotico, lasciare alle spalle i problemi e rifugiarsi in una dimensione pseudo-parallela. La musica può fare questo. Alessio Bernabei si cimenta per la prima volta in una proposta estiva, il risultato è convincente e credibile, ma il rischio è quello di passare inosservato in un campionato già saturo e troppo competitivo.

In tal senso, Trinidad si lascia apprezzare seppur percorra una strada battuta più e più volte, il che equivale a lanciarsi un po’ nella mischia. Personalmente avrei gradito una bella virata verso altre direzioni, proprio come lo stesso Jack aveva fatto due anni fa con “Ti ricordi di me?”, più funk che latin, più nord che sud America e questo, signori, direi che d’estate si lascia apprezzare in modo particolare.

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Trinidad | Audio

Trinidad | Testo

C’è una brezza che soffia all’hotel
il vento che si fa strumento
e che romperà il silenzio
è più forte anche di me e di te
fa cadere tutto ciò che ho detto
come stelle a San Lorenzo
la macchina che va
quasi fosse lei a guidare
scorre la città dietro ad un tramonto
se fosse l’ultima canzone al mondo
l’ultima notte al tuo fianco io e tu

Bellissima, il cielo azzurro
il mare che incontra un’isola
una chitarra suona Trinidad
e sarà, sarà quel che sarà
una notte non lo sa
ancora
Trinidad

Noi con la musica alta
e il deejay
scusami
cosa mi hai chiesto
se non gridi non ti sento
poi i tuoi occhi che incrociano i miei
in questo preciso momento
ti bacio e non ci penso
tu sorridi un po’
dentro il tuo vestito bianco
balli e io non so se restare fermo
se fosse l’ultima canzone al mondo
l’ultima notte al tuo fianco io e tu

Bellissima,  il cielo azzurro
il mare che incontra un’isola
una chitarra suona Trinidad
e sarà, sarà quel che sarà
una notte non lo sa
ancora
Trinidad
Trinidad la notte non lo sa
la notte non lo sa che c’è
Trinidad la notte non lo sa
cosa succederà tra me e te

Bellissima,  il cielo azzurro
il mare che incontra un’isola
una chitarra suona Trinidad
e sarà, sarà quel che sarà
ma la notte non lo sa ancora

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Di Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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