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L’incontro con uno degli otto protagonisti delle Nuove Proposte di Sanremo 2018, in gara con la ballad “Il ballo delle incertezze”

Il giovane cantautore romano è in gara nel circuito delle Nuove Proposte con il brano Il ballo delle incertezze con il quale è tra i papabili vincitori della categoria. Dopo averlo incontrato la scorsa primavera (qui la nostra intervista di allora) e aver assistito al suo primo live sold-out (ve lo abbiamo raccontato qui) lo abbiamo incontrato alla viglia dell’esibizione sanremese. Ecco cosa ci ha raccontato:

Ciao Niccolò, ci siamo: tra pochissime ore salirai sul palco dell’Ariston. Come stai vivendo quest’attesa?

«Non si può più dire che sto vivendo alla giornata, ma diciamo che sto assaporando tutto momento per momento, senza farmi troppe paranoie, cercando di rimanere il più tranquillo possibile».

“Il ballo delle incertezze” è il brano che hai scelto per presentarti  al grande pubblico. Perché proprio questa scelta?

«Perchè, sia dal punto di vista del testo ma anche musicalmente, rappresenta un cocktail di tutto ciò che sono io con tutto il mio bagaglio artistico, senza fare una cozzaglia confusionale, ho cercato di prendere alcuni generi musicali e metterli insieme in maniera ponderata, più ragionata e meno di getto rispetto a quelli che compongo solitamente».

Più che una cozzaglia, diciamo che hai portato in gara il tuo mondo, che per un emergente è già tantissimo, tu hai già un tuo stile e questo si nota ascoltando le tue canzoni…

«Ti ringrazio, ho cercato di portare al Festiva il brano giusto, quello che risaltasse il più possibile sia i miei ascolti che le mie canzoni già edite, per il testo ho cercato di realizzare qualcosa di più leggero possibile, perché dal punto di vista musicale c’è davvero tanta roba, quindi ho cercato di caricare meno parole possibili, altrimenti si corre il rischio di perdere il filo».

Di cosa tratta nello specifico la tua canzone?

«Parla dell’esclusione, scriverla mi ha portato a sentirmi parte di qualcosa, una sensazione stranissima che non riesco nemmeno a spiegarti bene. La gente si rispecchia in quello che scrivi e tu ti rifletti nelle loro emozioni, in una sinergia fantastica».

Sei reduce dai successo delle prime due date live, come hai vissuto questo contatto con il pubblico?

«E’ stata un’esperienza unica, sia a Roma che a Milano, il bello della musica è che riesce a scavalcare tutto, una sensazione che non ho mai provato perché va oltre la pelle, le origini e i modi di fare delle persone. La musica mette in sintonia le persone, quasi in simbiosi».

Subito dopo Sanremo partirai in tournée, puoi anticiparci qualcosa? 

«Partiremo da Bologna il 4 maggio, poi passiamo da Firenze, abbiamo una data sold out all’Atlantico di Roma e ne abbiamo già annunciata un’altra. Un percorso che non mi aspettavo, una sorpresa continua. Da ragazzino suonavo nei locali di San Lorenzo, ho sempre studiato musica, ma riuscire ad arrivare a così tante persone per me ha dell’incredibile, una cosa a cui non penso di riuscire ad abituarmi mai».

A tal proposito, parlare di consapevolezza all’età di ventidue anni non è naturalmente possibile, ma sei un minimo cosciente del fatto che il tuo è un linguaggio che piace e che “acchiappa” più generazioni?

«Questo l’ho notato e mi fa estremamente piacere, ho visto cantare ragazzi, mamme, ma anche i più piccoli, questa è una cosa che mi regala una gioia immensa. Sapere che un bambino di cinque-sei anni canta una mia canzone, oltre che una grossa responsabilità, mi riempie di orgoglio e mi fa avere ancora più cura di quello che scrivo e dei messaggi che lancio con le mie produzioni».

Lo scorso 27 gennaio hai festeggiato il tuo ventiduesimo compleanno, come hai trascorso questa giornata?

«Mah guarda, io sono un tipo casalingo, non amo le discoteche e i luoghi affollati mi mettono sempre un po’ a disagio. Dopo aver fatto le prove con l’orchestra di Sanremo sono tornato a casa e ho trascorso la serata con la mia ragazza, abbiamo festeggiato insieme con molta semplicità con un piccola torta e un bicchiere di vino».

Alla luce di tutto quello che ci siamo detti, per concludere, qual è il messaggio che vorresti lanciare dal palco dell’Ariston con la tua canzone? 

«Che non c’è mai una fine alle cose e, soprattutto, nessuna emarginazione dura per sempre, una persona può sentirsi esclusa non solo a causa degli altri, come è capitato anche a me per tanto tempo e per diversi problemi. Quando vivi un malessere dipende sempre da te stesso, ma il dolore finisce e non dura mai per sempre, ecco questo vorrei fosse il messaggio che arrivasse al pubblico dalla mia canzone».

Tutti i prossimi appuntamenti in cui incontrare Ultimo dopo il Festival:

INSTORE:

  • 12 febbraio Roma
  • 14 febbraio Chieti
  • 15 febbraio Rimini
  • 16 febbraio Formia (Lt)
  • 17 febbraio Massa
  • 18 febbraio Milano
  • 23 febbraio Trevi (PG)
  • 24 febbraio Porto Santelpidio (FM)
  • 25 febbraio Cassino (FR)
  • 28 febbraio Catania
  • 3 marzo Pontecagnano (Sa)
  • 18 marzo Piacenza

PETER PAN TOUR:

  • 4 maggio Bologna – Estragon
  • 5 maggio Padova – Gran Teatro Geox
  • 8 maggio Venaria Reale (To) Teatro della Concordia
  • 11 maggio Milano – Fabrique
  • 12 e 13 maggio Roma – Atlantico (la date del 12 è sold out)
  • 17 maggio Bari -Demodè Club
  • 18 maggio Napoli – Casa della Musica
  • 20 maggio Perugia – Afterlife
  • 25 maggio Firenze – Obihall
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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

By Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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