Claudio Baglioni

Recensione del terzo estratto radiofonico dal nuovo album del cantautore

Uomo di varie età” arriva dopo il successo dei precedenti singoli “Gli anni più belli” (di cui qui la nostra recensione) e “Io non sono lì”, dall’ultimo progetto discografico di Claudio Baglioni dal titolo “In questa storia, che è la mia” (qui il link alla nostra recensione), pubblicato lo scorso 4 dicembre a sette anni di distanza dall’ultimo album di inediti “ConVoi”.

Questo brano appare come una dedica ai migliaia di fan affezionati, ai quali il cantautore romano decide di raccontare in musica la sua storia. Dagli esordi, quando era solo un bambino che accompagnandosi con la fisarmonica intonava canzoni, a quando crescendo è arrivato al successo. “Sono un uomo di varie età, almeno nel doppio senso essenziale che questa definizione contiene: le stagioni della vita, innanzitutto, ma anche le varie stagioni musicali, tutte profondamente diverse tra loro, vissute e create in questi cinquant’anni di dischi e concerti”.

Il tutto viene cantato con grande leggerezza e serenità, la stessa di chi, dopo cinquant’anni di dischi e concerti, ha più ricordi che sassolini nelle scarpe. Dall’infanzia e dalla nascita del suo amore per la musica Claudio canta poi dei suoi primi passi e il desiderio di afferrare il suo sogno, fino al raggiungimento del successo. “Uomo di varie età” è un flusso di emozioni raccontate attraverso la storia della carriera dell’artista, senza patetismi vari, ma solo emozioni e vita, quella di Baglioni.

Nell’idea di un album-racconto questo singolo rappresenta forse il culmine della concretizzazione di un nuovo progetto musicale che da certi punti di vista sancisce un nuovo ritorno sempre coerente con le origini per Claudio Baglioni. Si ascolta non solo la sua storia ma anche musica vera, suonata e incisa con strumenti veri, niente campionamenti, niente artifici moderni musicali, ma verità acustica che diventa il professionismo dei numeri uno.

Strutturalmente il brano ha una forma-canzone classica del mondo che si potrebbe definire della musica leggera più che del pop. Si, perché quel tanto disprezzato epiteto è lo stesso che fa bene ricordare a volte, perché ricorda all’ascoltatore da dove arrivano le canzoni di oggi, quando di musica vera resta qualcosa. Strofa, ritornello, cori e stornello con tanto di richiamo al “Ragazzo della via Gluck” di Celentano in quella coda musicale che sembra volerne citare il buon umore. La voce di Claudio Baglioni oggi sembra serena: nulla deve dimostrare perciò può, più che in passato, raccontare senza strafare. Piace questo nuovo approccio vocale più intimo e allo stesso tempo sincero, tipico dei grandi quando ormai grandi sono e possono permettersi di fare a sentimento, senza mai scivolare.

Il videoclip ufficiale di “Uomo di varie età” è stato scritto e ideato dallo stesso Baglioni e realizzato dal fumettista Carmine di Giandomenico che ha saputo cogliere la vita dell’artista grazie all’arte del disegno. Tutto converge verso una sola ed ultima considerazione: i grandi hanno sempre una ragione per esserlo e Claudio Baglioni è riuscito ancora una volta a dimostrarlo senza ostentazione, solo presentandoci la sua musica.

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Uomo di varie età |  Testo

Non so com’è cominciata
Forse ascoltando una radio
Era un gigante di fronte a me
Una vampata improvvisa
Da quell’armadio parlante
Qualcosa che non si sa cos’è
Con una piccola fisa
Giocare a fare il cantante
E su una sedia sei quanto un re
Perché l’incanto è un brigante
Ti assedia e ti ruba via per sé
Al pianoforte ogni giorno
Lezioni sul pentagramma
Una chitarra attorno a un falò
E accompagnato da mamma
A far concorsi e audizioni
Col risultato di un altro no
Poi ricomporsi e cercare
Mai rassegnato, occasioni
E riprovare finché si può
Che pure quando è abbastanza
Una speranza c’è sempre un po’
Oh oh Come una corsa a mezz’aria
Da un sogno alla realtà ta ta ta ta ta ta
Perché la vita è arte varia
E io sono un uomo di varie età ta ta ta ta ta ta
Ho trattenuto gli occhi e i miei polmoni
E ho battuto il tempo in modo che
Non si prendesse tutte le illusioni
Ma che si battesse contro me
E firmo in fede un contratto
Con il mio nome su un disco
Quando nessuno ci crede più
Poi tutto a un tratto capisco
Che è la mio voce alla radio
E la mia faccia è nella TV
Quanti locali e teatri
Fino ai concerti allo stadio
E canti e braccia che vanno su
Ma ci si arrende espatriati
Quando dal palco si scende giù uh uh
Come una corsa a mezz’aria
Da un sogno alla realtà ta ta ta ta ta ta
Perché la vita è arte varia
E io sono un uomo di varie età ta ta ta ta ta ta
Ho attraversato gli anni e le stagioni
E ho contato il tempo a patto che
Non invecchiasse queste mie canzoni
Ma portasse il conto solo a me
E lascio il meglio all’ultimo
In questo ballo favoloso
Che è lungo mezzo secolo o un attimo
Ma è stato un brivido grandioso
Se più rimpianti o più rimorsi, io
Quanti istanti che ricordo e quanti che non so
E adesso è strano pensare
A tutto ciò che è successo
E se il passato sia sempre là
A quanto sono cambiato
Se sono ancora lo stesso
Quanto è durato però fin qua
E quando arriverà l’ora
Della mia uscita di scena
So che da me lei non uscirà
Poiché il futuro era allora
E quella vita l’ho avuta già, chissà
Perché la vita è arte varia
E io sono un uomo di varie età
Uomo di varie età
(Sempre a mezz’aria)
(Da un sogno alla realtà ta ta ta ta ta ta)
Uomo di varie età
(Sempre a mezz’aria)
(Da un sogno alla realtà ta ta ta ta ta ta)
Uomo di varie età
(Sempre a mezz’aria)
(Da un sogno alla realtà ta ta ta ta ta ta)
Uomo di varie età
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Alberto Guarrasi

Sono stato educato alla musica classica come unica strada. Crescendo ho scoperto incroci, rotatorie e segnali stradali e ho deciso di scoprire tutte le alternative. Nella musica ho fatto un po’ di tutto: violinista classico, cantante e performer di teatro, cantautore, direttore artistico e insegnante di canto e cultura musicale, mi è servito a sviluppare un occhio critico nei confronti di ciò che ascolto in Radio e guardo in Tv. Sapevo già scrivere ma fare animazione mi ha insegnato a parlare senza troppi freni. È sempre meglio camminare a piedi, serve meglio ad osservare tutti i dettagli dei paesaggi che si incontrano.

By Alberto Guarrasi

Sono stato educato alla musica classica come unica strada. Crescendo ho scoperto incroci, rotatorie e segnali stradali e ho deciso di scoprire tutte le alternative. Nella musica ho fatto un po’ di tutto: violinista classico, cantante e performer di teatro, cantautore, direttore artistico e insegnante di canto e cultura musicale, mi è servito a sviluppare un occhio critico nei confronti di ciò che ascolto in Radio e guardo in Tv. Sapevo già scrivere ma fare animazione mi ha insegnato a parlare senza troppi freni. È sempre meglio camminare a piedi, serve meglio ad osservare tutti i dettagli dei paesaggi che si incontrano.

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