Vale LP

A tu per tu con la giovane cantautrice campana, reduce dalla sua partecipazione ad X-Factor

Tra i protagonisti dei live show della quindicesima edizione italiana di X Factor, spunta il nome di Valentina Sanseverino, in arte Vale LP, acronimo di “Vale La Pena”. Abbiamo raggiunto la ventitreenne studentessa di Caserta, eliminata nel corso della terza puntata del talent show insieme ai Karakaz, per catturare le sue reazioni e le sue emozioni a caldo.

Ciao Valentina, benvenuta. Come definiresti il tuo percorso ad X-Factor?

«X Factor è uno di quei contesti che ti permette di assorbire tanto in breve tempo. In poche settimane ho imparato sicuramente tanto, senza perdere mai di vista i miei obiettivi. Questa esperienza mi ha permesso di concentrarmi ancora di più su me stessa, arricchendomi sia a livello personale che lavorativo. E’ stato come ricevere uno schiaffo in faccia, perché mettersi in gioco a certi livelli porta a scoprire lati più profondi del tuo carattere e questo influenza inevitabilmente tutto ciò che scrivi».

Senza troppi giri di parole, ti aspettavi questa eliminazione?

«Non me l’aspettavo e mi sarebbe piaciuto proseguire in questo percorso, ma cerco di prendere il buono che questa esperienza può avermi lasciato. Uno dei complessi che penso di aver superato riguarda le cover, ma ho pure imparato che è fondamentale fare dei passi indietro. Come esseri umani siamo sempre influenzati da ciò che viviamo, anche nella musica tutto ha un riflesso ed è stato bello provare a superare i miei limiti. Per me è stata una vittoria potermi riascoltare e apprezzare».

A proposito della tua performance del brano di Fabri Fibra “Stavo pensando a te” mi ha ricordato molto nelle intenzioni la versione realizzata da Mobrici e Fulminacci. Leggendo i commenti sul web lo hanno notato in parecchi e qualcuno l’ha mossa anche come una critica. Semplicemente volevo chiederti come ti sei preparata all’interpretazione di questa cover e se effettivamente ti sei ispirata a quella versione…

«Sicuramente la mia volontà di rendere questo pezzo più strumentale è stata influenzata dalla versione che hai citato. Ho condiviso quella dimensione, pur trasportandola nel mio mondo, considerando che il testo mi ha sempre colpito molto e che le parole mi rappresentato tantissimo. Il tappeto musicale che ho scelto è sicuramente diverso, anche se la mia intenzione si avvicina parecchio alla quella di Mobrici e Fulminacci, pur non volendo simulare nulla di già esistente. Ho cercato semplicemente di cucire su me stessa l’abito più adatto per poter trasmettere quel tipo di messaggio, provando a risultare credibile il più possibile».

Cosa ti rende orgogliosa di questa esperienza e quali messaggi pensi di essere riuscita a trasmettere al pubblico?

«La motivazione che tiene in vita il mio progetto è ben chiara nella mia mente, l’obiettivo è quello di mettermi in gioco e di non aver paura della mia sensibilità. Dopo un periodo di terapia legata al mio precedente vissuto, ho capito quello che volevo fare e ciò che sarei voluta diventare. Credo che parlare di determinate criticità aiuti se stessi e gli altri, per questo motivo sono contenta dei messaggi che ho cercato di lanciare, anche se alcune cose hanno bisogno di più tempo per essere recepite, mentre altre meno per quanto concerne un contesto televisivo. Non bisogna mai avere paura del giudizio degli altri, perchè tutto quello che abbiamo è dentro di noi e così sarà per sempre».

Per la vittoria finale su chi scommetteresti?

«Sarò di parte, ma tifo per gIANMARIA. Credo che lui abbia tutte le carte in regola per sfondare al di fuori di questo contesto. Alla fine, non esistono vincitori o vinti, ma soltanto ragazzi che desiderano ardentemente di fare questo nella vita. Avendolo conosciuto profondamente, so quanto potenziale ha dentro da poter tirare fuori».

Per concludere, spenti i riflettori del Teatro Repower, cosa ti aspetta fuori?

«Sicuramente tanta musica, ho sempre voluto fare questo, prima ancora che si accendessero le telecamere di X Factor. Nell’immediato, sento il bisogno di prendermi del tempo, non ho la necessità di cavalcare alcuna onda, perchè considero il mio un percorso a lungo termine e voglio procedere step by step, senza fretta, per direzionare al meglio il mio progetto musicale. Da questa esperienza ne esco sicuramente rafforzata, con più strumenti a mia disposizione e una maggiore consapevolezza».

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

By Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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