Album History - 5 anni Francesca Michielin 2640

L’anniversario dell’uscita del lavoro discografico

Ricorrono oggi, 12 gennaio 2018, i cinque anni dalla pubblicazione dell’album d’inediti “2640” di Francesca Michielin. Un progetto che, al fine di festeggiare il cinquennale della sua distribuzione, vogliamo rivivere ripercorrendone il percorso, le canzoni e le curiosità.

Il contesto della pubblicazione |

Terzo lavoro della cantautrice vicentina, “2640” (di cui qui la nostra recensione originaria) fu, per la carriera discografica di Francesca Michielin, il progetto del ritorno ad un album d’inediti dopo 3 anni dal precedente disco. Pubblicato il 12 gennaio 2018 dalle etichette discografiche del gruppo Sony Music Italy, il disco segnò un ulteriore avvicinamento della voce di ‘Distratto’ ad un pop più contemporaneo e sperimentale vicino alle contaminazioni della scrittura indie e dei suoni sintetici.

Arrivato dopo un sufficientemente lungo periodo dal precedente disco, “Riflessi di me“, il progetto rappresentò un ulteriore passo in avanti nella maturazione artistica della giovane interprete. “2640” venne presentato da Francesca Michielin come un album nato dalla voglia di guardarsi intorno e trovare nuovi stimoli dall’attualità. A proseguire in questo cambio di produzione fu la conferma di quel Michele Canova Iorfida che, in quegli anni, appariva come il Re Mida del pop tricolore oltre che le sempre più collaudate collaborazioni con astri nascenti dell’autorato del nuovo pop nostrano.

Le canzoni |

L’album fu pubblicato includendo 13 brani inediti in tracklist. La vera e sostanziale novità del progetto consistette nell’approdo alla scrittura di alcune tracce di nomi importanti della cosiddetta scena alternativa di allora a partire da Calcutta per arrivare a Cosmo tenuti insieme dalla sapienza pop di Michele Canova Iorfida e dalle intuizioni di un sempre più affermato Dardust impegnato allora ancora unicamente come autore e compositore.

Francesca Michielin 2018

A spiccare nella tracklist del disco è, sopra ogni altro, una coppia di brani che ben testimonia la decisa sferzata contemporanea data al proprio repertorio da Francesca Michielin in un disco come ‘2640’. Da una parte c’è quella Vulcano che gioca con il refrain ‘V come vulcano e mille altre cose’ creando un suono magmatico ed urbano, dall’altro, invece, quella Io non abito al mare che, invece, appare più cupa nei colori raccontando d’amore a proprio modo.

Poche sono le collaborazioni messe in atto per la scrittura di questo album ma tutte si rivelano piuttosto azzeccate. Tommaso Paradiso, all’epoca in voga tanto con i suoi Thegiornalisti quanto come autore, scrive E se c’era… mentre, invece, Cosmo collabora all’urban-etnica Tapioca. Calcutta presenzia anche per la ballata d’amore de La serie B e, viceversa, l’urbana Tropicale divisa con la massiccia presenza di Dardust. Con l’autore marchigiano vengono firmate anche Noleggiami ancora un film e l’anglofona Lava.

Francesca Michielin in ‘2640’ si mette profondamente alla prova anche come cantautrice scrivendo gran parte delle tracce che vengono incluse in tracklist. Unicamente dalla sua penna arriva l’apertura su Comunicare, perfetto manifesto d’intenzioni di un disco che vuole guardare al di fuori di sè, e la chiusura di Alonso, dedicata, invece, al noto pilota. Dalla penna della vicentina escono anche Bolivia e Due galassie che guardano all’elettropop nei suoni e Scusa se non ho gli occhi azzurri, che figura perfettamente, invece, all’interno del blocco delle tracce più classiche.

Successo ed eredità |

Debuttato alla posizione numero 2 della classifica settimanale della FIMI, “2640” si è rivelato essere uno dei maggiori successi discografici della carriera musicale di Francesca Michielin. l disco rimase nella top100 di vendita per 21 settimane consecutive. Questo risultato permise alla cantautrice veneta di raggiungere la certificazione del disco d’oro per le oltre 25.000 copie vendute nella somma del mercato fisico e digitale.

Tra i singoli, a raccogliere un consenso maggiore furono soprattutto i primi due estratti radiofonici, Vulcanoe Io non abito al mare. Entrambe le canzoni ottennero un grandissimo sostegno dell’airplay ma anche il riconoscimento del disco di platino dalla FIMI con oltre 50.000 copie riconosciutigli. A cinque anni di distanza sono proprio questi due brani a custodire l’eredità più tangibile dell’intero progetto.

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Miglior traccia | Vulcano – Io non abito al mare

Voto complessivo | 7.3/10

2640 | Tracklist e stelline

  1. Comunicare ★★★★★★★☆☆☆
    [Francesca Michielin]
  2. Bolivia ★★★★★★★☆☆☆
    [Francesca Michielin]
  3. Noleggiami ancora un film ★★★★★★★☆☆☆
    [Francesca Michielin, Dardust]
  4. Io non abito al mare ★★★★★★★★½☆
    [Francesca Michielin, Calcutta]
  5. Tropicale ★★★★★★★★☆☆
    [Calcutta, Dardust]
  6. E se c’era… ★★★★★★☆☆☆☆
    [Tommaso Paradiso, Dardust]
  7. Scusa se non ho gli occhi azzurri ★★★★★★★★☆☆
    [Francesca Michielin]
  8. Vulcano ★★★★★★★★½☆
    [Francesca Michielin, Dardust]
  9. Due galassie ★★★★★★★½☆☆
    [Francesca Michielin]
  10. La serie B ★★★★★★★☆☆☆
    [Francesca Michielin, Calcutta]
  11. Tapioca ★★★★★★★☆☆☆
    [Francesca Michielin, Calcutta, Cosmo]
  12. Lava ★★★★★★★☆☆☆
    [Francesca Michielin, Dardust]
  13. Alonso ★★★★★★★☆☆☆
    [Francesca Michielin]
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Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

By Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

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