Nina Zilli - Modern Art

L’anniversario dell’uscita del lavoro discografico

Ricorrono oggi, 1 settembre 2022, i cinque anni dalla pubblicazione dell’album d’inediti “Modern Art” di Nina Zilli. Un progetto che, al fine di festeggiare il cinquennale della sua distribuzione, vogliamo rivivere ripercorrendone il percorso, le canzoni e le curiosità.

Il contesto della pubblicazione |

Quinto, e ad oggi ultimo, lavoro della cantante, “Modern Art” (di cui qui la nostra recensione originaria) fu, per la carriera discografica di Nina Zilli, l’ennesimo progetto di svolta. Pubblicato il 1 settembre 2017 dall’etichetta di Universal Music Italy, il disco segnò un netto avvicinamento della voce piacentina al mood sonoro contemporaneo ed urbano mettendo da parte, anche se non totalmente, le origini blues e soul delle origini.

Arrivato dopo due anni e mezzo dal precedente disco, “Frasi & Fumo“, il progetto rappresentò un netto discostamento da un album che aveva esasperato le sfumature blues della voce e della scrittura della cantante. “Modern Art” venne presentato da Nina Zilli come un album pacifista, urbano e tropicale. A guidare questo cambio di produzione fu il ritorno di quel Michele Canova Iorfida che aveva già curato il fortunato ‘L’amore è femmina’ del 2012 e che per anni si era presentato come il Re Mida di un pop in evoluzione verso l’elettronica e l’urbanesimo dei suoni.

Le canzoni |

L’album venne pubblicato nella versione standard includendo 12 brani inediti in tracklist. Venne successivamente ristampato nel febbraio successivo per la partecipazione della cantante al Festival di Sanremo 2018. In quest’occasione, l’edizione sanremese del progetto incluse il singolo in gara nella kermesse ed una bonus track in versione acustica di un brano già edito. In un linguaggio pop che va alla ricerca della modernità l’elemento cardine dell’intero progetto sta proprio nella ricerca di questo nuovo equilibrio tra vocalità soul e sonorità urbane.

Nina Zilli 2017

Ad aprire la tracklist definitiva del disco è quella Senza appartenere portata sul palco del Teatro Ariston di Sanremo. Dedicata al racconto della dimensione femminile, la traccia è, probabilmente, la più “pop” di quelle portate in scena in terra ligure dalla cantautrice piacentina. Dotata di un crescendo progressivo senza un inciso che si lasci facilmente ricordare, la canzone ha il proprio punto di forza soprattutto sul messaggio che porta con sé.

Nettamente collocato su altri binari è la parte restante dell’album a cominciare dall’apripista Mi hai fatto fare tardi. Marchiato a fuoco dalla scrittura indie di dei Tommaso Paradiso e Calcutta ai massimi splendori, il pezzo è un perfetto esempio di quel pop entrato in contatto con la dimensione urbana contaminandosi tanto nei suoni quanto nelle immagini testuali. Se la voce di Nina rimane in alcuni passaggi ricca di quei ricami barocchi anche il suo cantato appare nettamente più dedito alla pulizia e all’essenzialismo rispetto ai fasti retrò del suo passato discografico.

Il vero picco dell’album è, tuttavia, rappresentato da Il punto in cui tornare. Lo è essenzialmente per una struttura autorale più vicina alla Nina Zilli classica che a quella sperimentatrice di contemporaneità. Anche se il suono produttivo di Canova esce allo scoperto fin dall’inizio mettendo in evidenza un tappeto elettronico ininterrotto, la voce della cantante recupera i propri contorni più intensi e tradizionali riempiendo la canzone con la sua ricchezza. L’episodio difficilmente trova un proprio pari all’interno della parte restante del progetto se non in una versione rivista di Il mio posto qual è. Brano poco noto della discografia anni ’60 di Ornella Vanoni, il pezzo trova qui nuova vita non disdegnando un nuovo vestito sonoro ed una voce perfetta per questo tipo di aperture.

Innumerevoli, poi, le contaminazioni dal ritmo in levare del reggae di Ti amo mi uccidi al linguaggio simil-rap di Domani arriverà (Modern Art) o dell’unico, arrabbiato, duetto del disco con l’amico J-Ax su Butti giù. La sperimentazione sta anche nella ricerca di nuove sfumature vocali come avviene con le belle sovrapposizioni di 1xUnAttimo, poi spogliata anche per una versione acustica, o per il falsetto di una Notte di luglio quasi da dance floor.

Il terreno prediletto per una come quella di Nina Zilli rimangono le ballate e anche un disco come “Modern Art” pensato per la transizione alla contemporaneità lo dimostrò. Non tutte le ciambelle, naturalmente, escono con il buco e, dunque, ad una credibile e conclusiva Come un miracolo e ad una delicata Per un niente si contrapposero poco memorabili Sei nell’aria o  IgPF.

Successo ed eredità |

Debuttato alla posizione numero 17 della classifica settimanale della FIMI, “Modern Art” non riuscì a replicare i risultati di vendita dei progetti discografici precedenti di Nina Zilli. Il disco rimase nella top100 di vendita per appena 3 settimane consecutive ritornandovi, successivamente, con la ristampa sanremese per un’altra settimana. Questo risultato non permise, tuttavia, di raggiungere alcuna certificazione o riconoscimento ufficiale né sul piano dei singoli né su quello dei dischi.

Tra i singoli, a raccogliere un consenso maggiore fu soprattutto il primo estratto, Mi hai fatto fare tardi che godette di un ottimo sostegno radiofonico. La canzone presentata al Festival di Sanremo del 2018, ‘Senza appartenere’, non riuscì a riscontrare maggiore fortuna commerciale. A cinque anni di distanza sono, tuttavia, proprio questi due brani a custodire l’eredità più ricordata dell’intero progetto.

Acquista qui l’album |

Miglior traccia | Il punto in cui tornare

Voto complessivo | 6.3/10

Modern Art | Tracklist e stelline

  1. Senza appartenere ★★★★★★★☆☆☆
    [Nina Zilli, Giordana Angi, Antonio Iammarino – Giordana Angi, Antonio Iammarino]
  2. Domani arriverà (Modern Art) ★★★★★☆☆☆☆☆
    [Nina Zilli, Loca Cola – Michele Canova Iorfida]
  3. Ti amo mi uccidi ★★★★★★½☆☆☆
    [Nina Zilli]
  4. 1xUnAttimo ★★★★★★½☆☆☆
    [Nina Zilli – Obe Ebele, Uche Ebele]
  5. Mi hai fatto fare tardi ★★★★★★½☆☆☆
    [Nina Zilli, Calcutta, Dario Faini, Tommaso Paradiso – Calcutta, Dario Faini, Tommaso Paradiso]
  6. Il punto in cui tornare ★★★★★★★★☆☆
    [Michele Canova Iorfida, Alessandra Flora, Piero Romitelli]
  7. Notte di luglio ★★★★★★½☆☆☆
    [Nina Zilli – Obe Ebele, Uche Ebele]
  8. Butti giù feat. J-Ax ★★★★★★☆☆☆☆
    [Nina Zilli, J-Ax – Obe Ebele, Uche Ebele]
  9. Il mio posto qual è ★★★★★★★☆☆☆
    [Sergio Bardotti, Franco Califano – Gianfranco Reverberi, Carlos Pes]
  10. IgPF ★★★★★☆☆☆☆☆
    [Nina Zilli, Daniel Nitt – Michele Canova Iorfida]
  11. Sei nell’aria ★★★★★☆☆☆☆☆
    [Nina Zilli – Obe Ebele, Uche Ebele]
  12. Per un niente ★★★★★★½☆☆☆
    [Nina Zilli – Emilio Munda, Piero Romitelli]
  13. 1xUnAttimo (unplugged) ★★★★★★☆☆☆☆
    [Nina Zilli – Obe Ebele, Uche Ebele]
  14. Come un miracolo ★★★★★★½☆☆☆
    [Nina Zilli]
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Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

By Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

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