Allarme Sanremo 2021

Per il prossimo Festival di Sanremo scatta l’allarme: ad un mese dall’annuncio mancano le canzoni

Che il prossimo sia il Festival di Sanremo più difficile da organizzare della storia è un dato di fatto. Sul piatto ci sono dai 30 ai 40 milioni di euro d’incassi pubblicitari per la Rai, centinaia di lavoratori in ballo e decine di carriere artistiche che faranno dipendere il proprio futuro da quei cinque giorni. Eppure, mai come quest’anno, i lavori procedono a rilento ed i dubbi attorno alla fattibilità della manifestazione diventano sempre più forti ed ingenti.

Amadeus ed il direttore di Rai Uno, Stefano Coletta, hanno tentato, qualche settimana fa, di tranquillizzare gli animi dichiarando che la kermesse si farà e che solo a gennaio verranno discusse le modalità per quel che riguarda la presenza del pubblico in sala al Teatro Ariston ed in città (qui per rileggere le dichiarazioni) attenendosi, ovviamente, all’evolversi della situazione epidemiologica e alle indicazioni governative e sanitarie.

Nelle ultime settimane, però, la situazione sanitaria si è evidentemente aggravata e da più parti ci si attende che il Festival di Sanremo, per così come lo abbiamo conosciuto nel corso degli ultimi anni, non potrà andare in scena nelle date prefissate di inizio marzo. Le soluzioni sono ancora tutte da studiare ma molto presto la Rai, il comune di Sanremo, la regione Liguria e tutti gli altri organi preposti dovranno seriamente interrogarsi sul da farsi e prendere una decisione definitiva che potrebbe andare dall’improbabilissimo annullamento dell’evento (troppi gli interessi in gioco per tutti) ad un ulteriore slittamento in avanti della kermesse fino ad un Festival senza pubblico nè in sala nè in città (di questa e di tutte le altre questioni sul tavolo dell’organizzazione vi avevamo parlato giusto appunto qui qualche giorno fa).

Questa situazione d’aggravata incertezza si sta, ad oggi, riflettendo attorno a tutti gli aspetti legati al Festival ed, infatti, ad un mese esatto dall’annuncio del cast e a poco più di tre mesi dalla messa in onda nessuna certezza è ancora stata stabilita nè tantomeno annunciata. E per i tempi del Festival è cosa piuttosto strana. Non c’è traccia nemmeno dei cosiddetti rumors che, solitamente, riempivano pagine e pagine di giornali attorno ai nomi degli ospiti, dei cantanti in gara (qualcuno abbiamo provato ad individuarlo noi qualche settimana fa) e dei conduttori. Tutto questo, ovviamente, si spiega con il fatto che artisti, case discografiche e management stanno tutt’ora a guardare prima di candidarsi o proporsi all’organizzazione del Festival: fino a quando non saranno messe sul tavolo delle presunte certezze difficile che la macchina della kermesse possa mettersi davvero in moto.

L’aspetto più grave pare, a guardare la situazione esclusivamente dal lato artistico e musicale, un allarme che registriamo da più fonti: le candidature arrivate alla commissione musicale del Festival sono ritenute insufficienti ed insoddisfacenti. Malgrado le proposte siano già un numero considerevole stando a quanto aveva dichiarato il direttore artistico del Festival qualche settimana fa, queste non starebbero entusiasmando Amadeus e gli organizzatori di Sanremo 2021 sia per una forma-canzone non in linea con il taglio fresco, leggero e contemporaneo che si vorrebbe dare alla prossima edizione della kermesse sia per la qualità dei nomi che ci si sarebbe aspettati di veder scendere in campo.

Chiariamo subito che i tanto declamati “big” anche quest’anno resteranno lontani dalla gara. A maggior ragione se, nel momento in cui il Festival andrà in scena, la musica si troverà ancora immersa in una situazione quanto mai grigia con concerti bloccati, instore impossibili da realizzare, persone rinchiuse in casa ed impossibilitate a comprare un disco o disinteressante anche solo ad ascoltarlo. D’altra parte, però, questo stato di cose allontana dall’Ariston anche quelle categorie di artisti mai così propensi ad una partecipazione più per provenienza stilistica che per eccessiva popolarità: i rapper, le penne indie o i giovani astri nascenti che tanto quest’anno si vorrebbe portare in gara pare non stiano rispondendo all’appello lanciato.

La soluzione apparirebbe, dunque, quella di rifugiarsi sul ritorno prestigioso di qualche vecchia gloria e sul cuscinetto dei “soliti nomi” che a Sanremo non riescono proprio a dire di no realizzando, dunque, anche una semplice edizione di transizione pur di riuscire ad andare comunque in scena. Peccato che anche da questa categoria di artisti in molti stiano tutt’ora temporeggiando per cercare di capire se il Festival davvero si farà, in che modo e quando. Sia chiaro, le canzoni ci sono ma per il più dei casi non sono ancora state inviate ad Amadeus in forma ufficiale. Non avrebbe senso per nessuno programmare un progetto discografico attorno ad un appuntamento così importante se poi questo dovesse risultare incapace di riequilibrare l’investimento fatto o se fosse trasportato in avanti nel tempo costringendo, magari, a scontarsi con un già ricchissimo mercato estivo che inizia sempre prima e che di certo non si guarderà troppo dallo schiacciare delle canzoni pensate per il contesto sanremese-invernale.

Per salvare capra e cavoli, dunque, l’unica soluzione parrebbe ancor oggi quella di prendere tempo e quindi appare abbastanza scontato che alla fine Rai Uno, Amadeus e la commissione artistica di Sanremo 2021 dovranno rinunciare all’idea di annunciare il cast dei big nella diretta televisiva dedicata alla finale di Sanremo Giovani il prossimo 17 dicembre. Si potrebbe guardare all’appuntamento del 6 gennaio (come fu lo scorso anno) e, se ancora non fosse sufficiente, ancora più in là. D’altronde, dato la latitanza di nomi e canzoni corrispondenti alle attese il tempo è necessario per continuare a cercare, corteggiare qualche altro nome e dare all’intero settore qualche certezza in più. Una volta comunicati nomi e titoli in gara non si torna più indietro..

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Ilario Luisetto

Direttore di "Recensiamo Musica" e suo fondatore dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci che possano accompagnarmi.

Di Ilario Luisetto

Direttore di "Recensiamo Musica" e suo fondatore dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci che possano accompagnarmi.

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