Amici di Maria de Filippi

La prima puntata registra un record di ascolti e il format torna ad alcuni elementi delle origini

Maria de Filippi ha sbancato un’altra volta. La prima puntata del serale di Amici 20 (di cui qui le nostre pagelle in diretta) è stata seguita da 6.016.000 di telespettatori con il 28,73% (il finale con punte vicine al 45%). In sostanza è stata la puntata d’esordio di vista di sempre nella storia del ventenne talent show. Giusto per fare un raffronto lo scorso anno il debutto si era fermato a 3.778.000 telespettatori e il 19.82% di share. Il confronto, sostanzialmente, non esiste.

La crisi dei talent |

Tutto questo avviene proprio mentre si stava certificando la crisi profondissima dei talent show appesantiti sempre di più da formule ripetitive, una concorrenza fin troppo nutrita, una sovraesposizione del genere oltre che dei prodotti che, poi, andavano a lanciare sul mercato musicale. Insomma, lo spazio per i talent show in TV, fino a sabato sera, sembrava essere sulla via del declino. Poi è arrivata Maria de Filippi e ha cambiato nuovamente le regole del gioco.

Inutile negarlo, anche ‘Amici’ negli ultimi anni era andato incontro ad un certo tipo di usura e ad una progressiva limatura sul piano degli ascolti. Nella corrazzata delle proposte televisive di Fascino e della sua conduttrice, indubbiamente il talent show di ballo e canto risultava sempre più chiaramente il prodotto più debole e sofferente. Che cosa è accaduto, dunque, con questa ventesima edizione?

Maria de Filippi

Di mezzo c’è la pandemia che, indubbiamente, aiuta. Ma anche il Festival di Sanremo 2021 si è svolto nella stessa situazione generale eppure gli ascolti sono stati nettamente al ribasso rispetto alle ultime edizioni. E oltre a Sanremo tantissimi altri programmi di questa stagione televisiva non hanno affatto beneficiato di una platea potenzialmente più alta. Per la serie: se un programma non piace non lo si guarda a prescindere dall’essere rinchiusi in casa.

Togliere per semplificare |

A caratterizzare questa edizione del format di Maria de Filippi, in realtà, sono una serie di elementi semplificativi che riportano lo show più prossimo alle sue origini che alle sue ultime declinazioni. Quello che Maria de Filippi e la sua squadra di autori hanno cercato di fare per realizzare quest’edizione del talent (a partire già dalla fase pomeridiana) è un’opera di grande pulizia di quelle sovrastrutture inutili che, negli anni, il talent era andato acquisendo: via i coach, via terze prove che valgono doppio, via quarto giudice, via opinionisti bordo campo, via la var, via i grandi quadri di Giuliano Peparini, via ospiti, via i duetti…

Tutto quello che era stato utile per arricchire (e soddisfare i criteri del sabato sera) e che era andato via via sommandosi togliendo spazio alla natura originaria del format è stato accantonato. Totalmente o almeno in parte. D’altronde con 20 anni di storia sulle spalle erano tanti gli elementi aggiuntivi che andavano ad arrugginire l’ingranaggio.

Le caratteristiche di Amici 20 |

I protagonisti, dunque, sono tornati ad essere i ragazzi in gara ed i loro professori. Ci sono le prove di ballo e canto. Tornano anche le vecchie e care comparate: il mezzo più adatto per verificare (in una scuola) chi sia più bravo in una data materia. Tornano gli scontri di veduta tra insegnanti con metodi, criteri e obiettivi diversi. Tornano le dimostrazioni dei professionisti. Tornano anche cantanti che ballano e ballerini che cantano. E soprattutto tornano ragazzi alla ricerca di un sogno. Niente quasi-professionisti, niente ex-talenti da rilanciare, niente fenomeni già più o meno noti. I protagonisti di quest’annata (anche a danno della qualità stessa della proposta a volte) sono giovanissimi e alle prime armi. Qualcuno ce la farà, tutti gli altri in poco tempo spariranno (come è giusto che sia) per non sovraffollare un mercato già troppo affollato.

Anche lo show ne ha tratto beneficio. Nella narrazione del programma sono così tornate centrali quelle componenti tipiche della dimensione scuola-reality delle origini: la vita in casetta, le lezioni, i confronti con i professori, le relazioni tra i ragazzi stessi.

Staremo a vedere quale sarà la tenuta delle prossime puntate di questo serale di ‘Amici’. Ad ora, la verità è che quando i talent tornano a fare quello per cui sono nati il pubblico è ancora disposto ad apprezzarli. Se, poi, ci si aggiunge un cast televisivamente forte, dei professori dinamici e impattanti per lo spettatore ed una narrazione lineare e senza troppe sovrastrutture il risultato non può che essere ancor più gradevole. Ancora tanto si può fare per recuperare lo spirito originario (e vincente) di questo format ma la strada intrapresa è quella giusta…

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Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

By Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

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