Barbara Cola: “Ora o mai più? La televisione mi è mancata” – INTERVISTA

A tu per tu con la cantante emiliana, tra i protagonisti del nuovo spettacolo del sabato sera di Rai Uno

Barbara ColaA qualche mese di distanza dalla nostra precedente chiacchierata, ritroviamo con piacere Barbara Cola, artista che ricordiamo per lo storico secondo posto ottenuto al Festival di Sanremo 1995 in coppia con Gianni Morandi, sulle note della celeberrima “In amore”. Reduce dal grande successo ottenuto con il musical “Romeo e Giulietta – Ama e cambia il mondo”, per la cantante emiliana si riaprono le porte del piccolo schermo grazie alla seconda edizione della trasmissione Ora o mai più, in onda su Rai Uno.

Ciao Barbara, bentrovata su RecensiamoMusica. Partiamo naturalmente da “Ora o mai più”, cosa ti ha spinto ad accettare di partecipare a questo programma?

«Non avevo visto completamente la prima edizione, così mi sono fatta spiegare a grandi linee dal mio agente il format e ho deciso di accettare, perché era da tanto tempo che non facevo passaggi televisivi e, dopo tanti anni di teatro, un po’ mi mancava il piccolo schermo. Sapevo a cosa sarei andata incontro, nel bene e nel male (sorride. ndr)».

Come ti trovi con i tuoi compagni di avventura?

«Tra noi c’è sintonia e affiatamento, anche se riusciamo a vederci poco, giusto al trucco e parrucco o nei corridoi, oltre che in studio durante la puntata. Siamo tutti molto tranquilli, la viviamo con entusiasmo e voglia di dare il massimo. Pensa che la prima sera ci hanno fatto aspettare in una “green room”, proprio come a Sanremo, personalmente questo mi ha molto emozionato perché mi ha riportato alla mente il mio Festival del ’95. C’è una bella atmosfera».

Personalmente, con quale spirito stai vivendo questa esperienza?

«Con lo spirito di una professionista che sa gestire tutto ciò che accade sul palco, sia a livello emotivo che a livello tecnico. La sto vivendo con molta leggerezza, cercando di divertirmi il più possibile. Di puntata in puntata mi sorprende sempre di più l’affetto del pubblico che, evidentemente, non mi ha dimenticata. Nella mia carriera mi sono sempre spesa per la musica, senza cercare necessariamente l’approvazione degli altri, dando il massimo per fare sempre del mio meglio, sopratutto adesso con la maturità che ho acquisito con l’esperienza e col tempo».

photo credit © Assunta Servello per Rai

Arriviamo ad Orietta Berti, come ti trovi a lavorare con lei?

«Un incontro importante, per me è un onore affiancare una Signora della musica italiana, che ha venduto ventuno milioni di dischi in oltre cinquant’anni di carriera. Conoscendola emerge la sua solarità, ma anche una personalità fortissima, un carattere che si avverte prepotentemente soprattuto sul palco. Orietta è Orietta, assolutamente riconoscibile ed insostituibile. Personalmente sto cercando di restare me stessa e di non lasciarmi troppo trascinare dal suo forte carisma».

E cosa pensi degli altri maestri?

«Li apprezzo e li rispetto tutti. I Ricchi e Poveri sono dolcissimi, due persone meravigliose, l’energia di Angela è veramente splendida. Red Canzian è un musicista infallibile, Fausto Leali ha una vocalità straordinaria. Non voglio dimenticare nessuno, sono tutti quanti dei professionisti della nostra canzone».

Ogni artista ha il proprio cavallo di battaglia, il tuo è senza ombra di dubbio “In amore”. Secondo te, cosa ha colpito così tanto il pubblico al punto da trasformarlo in un vero e proprio evergreen?

«Innanzitutto l’accoppiata con Gianni Morandi ha portato di per sé un privilegio, senza contare il prestigio del palco dell’Ariston di Sanremo, che notoriamente ti regala parecchia visibilità. Ciò che ha funzionato è stato l’abbinamento delle nostre due voci, oltre che una canzone d’autore firmata da Bruno Zambrini e Pasquale Panella, due artisti di tutto rispetto».

C’è una canzone meno nota del tuo repertorio che reputi altrettanto importante ma che non ha avuto la stessa fortuna o visibilità?

«Certo, mi viene in mente “Libera” contenuta nel mio primo disco, un singolo che all’epoca è andato fortissimo e che è stato addirittura remixato. Poi c’è un pezzo che si intitola “Niente è come te” scritto per la fiction “L’avvocato delle donne” con Mariangela Melato, composto per la musica dal Maestro Luis Bacalov, un brano bellissimo contenuto nel mio secondo disco “Il tempo di guardare le stelle”. Potrei citarti anche “Non mi tradire mai” e “Gemma”, poi sono stata la prima cantante incosciente ad eseguire la cover di “Brava”, portata al successo da Mina. Infine, cito un brano realizzato per la colonna sonora del film Disney intitolata “I won’t say I’m in love”, in italiano “Ti vada o no”, scritto da Alan Menken e David Zippel, tratto da “Hercules”».

Fino ad arrivare “A mezz’aria”, brano con cui sei tornata lo scorso anno…

«Esattamente, sono uscita senza una grande promozione, così per curiosità. Reduce dall’esperienza del musical “Romeo e Giulietta – Ama e cambia il mondo”, per la regia di Giuliano Peparini e la produzione  dell’immenso David Zard, ho chiesto ai miei amici Paolo e Andrea Amati della APbeat di produrre insieme a Enrico Andreini e Sandra von Borries questo singolo».

Oltre ad essere una bella vetrina mediatica, “Ora o mai più” è sicuramente un bel percorso introspettivo che ti spinge a fare dei bilanci. Se avessi la possibilità di tornare indietro, c’è qualcosa che faresti diversamente o buona la prima?

«Nella vita ho imparato che non bisogna mai guardarsi indietro. A volte mi sono rimproverata di essere troppo ipersensibile, viviamo in un sistema che ti porta a dare sempre il 100% e ad un artista non viene perdonata facilmente la propria fragilità, quasi come se fosse una creatura invincibile. In realtà sono felice di essere completamente l’opposto, perché non ho mai perso il mio stupore e il mio entusiasmo, dentro continuo ad essere una bambina. Per cui credo di non aver commesso grandi errori, ascolto i buoni consigli ma faccio sempre di testa mia».

Uno degli aspetti positivi di questo programma è l’attenzione che viene data alla musica del passato ma anche a quella del futuro, permettendovi di portare in finale un brano inedito. So che non potrai anticiparmi molto, ma cosa dobbiamo aspettarci dal pezzo o, più in generale, dalle tue prossime produzioni? 

«Non posso anticiparti molto. Da ascoltatrice so esattamente in che direzione sta andando la discografia oggi, l’obiettivo è quello di cercare di realizzare un brano che possa radiofonicamente indurre una persona distratta a non cambiare stazione. La seconda regola è quella di non puntare tutto sulla vocalità, bensì sul linguaggio semplice ma non banale, che possa ripetersi nell’orecchio delle persone. L’inedito che presenterò nel corso dell’ultima puntata, insieme con “A mezz’aria”, rappresentano l’inizio del mio nuovo percorso, non so cosa succederà esattamente, non ho programmato né un disco né altro, mi piacerebbe continuare a fare televisione e cantare dal vivo per riabbracciare il pubblico, senza mai abbandonare la carriera teatrale».

Per concludere, al di là del contratto discografico in palio, cosa rappresenterebbe per te la vittoria più grande, il premio e la gratificazione più importante, una volta spente le luci dello show?

«Uscire rafforzata da questa esperienza e non scioccata (ride, ndr), con il desiderio di espormi in altre situazioni televisive, per divertirmi e farmi ancora di più conoscere dal pubblico da casa. E poi, come premio, vorrei l’amore… questo è l’unico riconoscimento della vita che mi manca e che spero di trovare una volta spenti i riflettori della trasmissione».

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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