Fuori a partire dallo scorso 10 gennaio il nuovo lavoro del cantautore calabrese, intitolato “Cip!

“Trasmettere un sentire più che un pensare”, con questo spirito si riaffaccia sul mercato Dario Brunori, alias Brunori Sas, artista che non ha bisogno chissà di quali presentazioni, poiché ha raggiunto l’importante status di degno rappresentante del cantautorato italiano. Si intitola “Cip!” il suo quinto capitolo discografico, un lavoro che arriva a tre anni di distanza dal successo riscosso con “A casa tutto bene”. anticipato dai singoli Al di là dell’amore e Per due che come noi. Concept dell’album è la paura, intesa in tutte le sue varie declinazioni, con l’intenzione di proferire attraverso un nuovo e ricercato linguaggio sensazioni profonde, ma senza mai prendersi troppo sul serio, come abbiamo avuto modo di apprendere durante l’incontro stampa. Scherza Dario, lo fa con la sua solita verve ironica misto intellettuale che lo rende una sorta di scheggia impazzita all’interno di uno scenario musicale sempre più orfano di esempi positivi e di dispensatori di bei contenuti.

Secondo Brunori, l’artista ha un ruolo fondamentale all’interno della società, per cui deve cercare in qualche modo di calibrare e non estremizzare, probabilmente a cavallo tra gli anni ’60 e ’70 i cantautori smuovevano pensieri ed erano soliti ad esacerbare concetti proprio perché si avvertiva il bisogno di dare uno scossone, oggi come oggi tutto si è rovesciano e c’è bisogno di qualcuno che riporti equilibrio in tutto questo clima dove tutto di per sé è già votato all’esasperazione.

In tal senso, Cip! è l’album che non ti aspetti, che parla dell’Uomo e non degli uomini, abbracciando sentieri positivi per non fomentare il negativismo cronico tipico di quest’epoca. Al suo interno undici tracce che scavano nel profondo dell’animo di ogni singolo ascoltatore, a mani nude e senza alcuna pala meccanica, come si faceva una volta, con un’attitudine biologica piuttosto che industriale.

«Il mio precedente lavoro è stato un album importante per tanti motivi, umani e professionali, come si dice nei colloqui di lavoro – racconta l’artista – con questo nuovo progetto volevo riconsiderare, in una sorta di Gestalt forma calabra, il rapporto fra ciò che ho sempre considerato centrale,  la vita degli uomini  e ciò che ho da sempre considerato periferico, l’universo che ci ospita. Sono canzoni per il mio fanciullino e forse, oso dirmi, per i figli che non ho. Qualcosa che mi desse un respiro dal mondo adulto, dalle sue complicazioni, i suoi nervosismi, le sue ansie, le sue preoccupazioni, spesso e volentieri inutili».

Prodotto dallo stesso Brunori Sas e da Taketo Gohara, il disco è stato registrato tra la Calabria e Milano, a più riprese, seguendo la sua naturale evoluzione, ma prefiggendosi per la prima volta delle scadenze perché, in un momento storico così frenetico, l’autore avverte la necessità di arrivare al suo pubblico in maniera rapida, senza lasciar intercorrere troppo tempo, prima che i propri pensieri vengano surclassati da altri nuovi ragionamenti.

«Canzoni d’amore dunque – prosegue Brunori – nelle sue diverse declinazioni, da quello di coppia, a quello familiare, sino all’amore ideale, forse utopistico, indubbiamente figlio di un cristianesimo bambino a là Marcellino pane e vino, che per quanto possa averne preso le distanze, ha formato la mia visione del mondo. Quelle di buona volontà, di tenerezza ma anche di difficoltà, di pazienza, di denti stretti per tenere in piedi le cose. Della fatica, in fin dei conti di essere buoni, senza sentirsi al contempo coglioni».

Cip! | Tracklist

  1. Il mondo si divide
  2. Capita così
  3. Mio fratello Alessandro
  4. Anche senza di noi
  5. La canzone che hai scritto tu
  6. Al di là dell’amore
  7. Bello appare il mondo
  8. Benedetto sei tu
  9. Per due che come noi
  10. Fuori dal mondo
  11. Quelli che arriveranno

Il 2020 sarà un anno senza alcun dubbio importante per il cantautore calabrese, che approderà per la prima volta nei palasport con il suo Brunori Sas Tour, che debutterà il prossimo 3 marzo prossimo da Jesolo, per poi passare il 7 marzo da Torino, il 13 marzo al Forum di Assago a Milano e proseguire il viaggio da Bologna, Firenze, Ancona, Roma, Napoli, Bari e Reggio Calabria (qui tutte le date ed i biglietti). Sul palco con lui la sua storica band, composta da Simona Marrazzo, Dario Della Rossa, Massimo Palermo, Mirko Onofrio, Stefano Amato e Lucia Sagretti, con l’aggiunta di Alessandro “Asso” Stefana e della sezione brass diretta da Mauro “Otto” Ottolini. 

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Di Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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