Tempo di nuova musica per la cantante veneta, in radio con il singolo “L’ultima canzone del mondo

Dopo aver sperimentato nuove sonorità la scorsa estate con “Pioggia viola” (qui la nostra recensione), Chiara Galiazzo fa ritorno nella sua comfort zone con L’ultima canzone del mondo,  una romantica ballad che mette in risalto sia le doti canore che il lato interpretativo dell’artista padovana. Il brano, disponibile in rotazione radiofonica e sulle piattaforme digitali dallo scorso 22 novembre, è stato composto dalla cantante stessa a sei mani con Alessandro Mahmood e da Francesco “Katoo” Catitti, entrambi già al lavoro sulle note di Hola (I say) di Marco Mengoni. Un messaggio universale e di spessore quello che viene fuori tra le righe del testo, una dedica da rivolgere alla persona che amiamo e che vorremmo al nostro fianco per il resto della nostra vita ma, allo stesso tempo, un’ode alla bellezza che circonda il nostro pianeta.

Un progetto nato da un viaggio in Islanda, portato avanti insieme a Greenpeace per sensibilizzare temi importanti e strettamente attuali, quali i cambiamenti climatici e lo scioglimento dei ghiacciai. “Come i mari e i loro scogli, come gli alberi e i loro cerchi, come noi e i nostri sbagli” canta sul finale Chiara, analizzando quelli che sono gli aspetti focali e contraddittori di quest’epoca, come il riuscire a sopravvivere a una vita di mode, il non sentirsi all’altezza, il cercare di restituire il giusto peso alla parola amore, il confondere la paura con il cambiamento, il saper chiedere scusa.

Ritrova la via della melodia Chiara Galiazzo, con un brano ispirato e coinvolgente, impreziosito da un’interpretazione sentita e convincente, grazie ad un messaggio quantomai importante, perché per concedersi completamente ad un’altra persona è necessario tornare ad amare noi stessi, rispettando in primis il posto che ci ospita. La sensibilità e la personalità della vincitrice della sesta edizione di X Factor vengono fuori in maniera dirompente, grazie ad un brano maturo e dai nobili intenti.

In tal senso, “L’ultima canzone del mondo” riesce ad esaltare ulteriormente la sua intensità e le sue potenzialità, regalandoci una delle migliori performance di Chiara (qui la nostra recente intervista), perfettamente a suo agio in situazioni melodiche, con l’elettronica dosata nel modo giusto, al punto da regalare al risultato finale quel tocco a metà tra il classico e il moderno. A volte il più grande rinnovamento è rappresentato dalla consapevolezza e dal comprendere i propri punti di forza, valorizzandoli al meglio, cercando nuove soluzioni armoniche, ma senza andare a scombussolare un’ormai evidente, raffinata e consolidata identità artistica.

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L’ultima canzone del mondo | Audio

L’ultima canzone del mondo | Testo

Come si sopravvive
a una vita di mode
e discorsi vuoti senza una fine
prova a convincermi come
quando gridi il mio nome
non ci serve a niente usare la ragione

Ho creduto a volte di non essere all’altezza
per prendere… ciò che si può perdere
il tempo non regala spazio all’indifferenza
l’hai detto tu, lo ripetevi sempre

Ho scritto per te
l’ultima canzone del mondo
anche se non c’è
la sentirai suonare in sottofondo
come un bellissimo regalo
come il sorriso di un bambino
come la scia di un aeroplano
come i mari e i loro scogli
come gli alberi e i loro cerchi
come noi e i nostri sbagli.

Come saremo domani
forse stanchi, un po’ più umani
dando il giusto peso alla parola amore
ho confuso la paura con il cambiamento
non mi spaventa più, non scapperò più
ma provo e ci riprovo ma ti giuro non capisco
mi sono arresa io… o tu?

Ho scritto per te
l’ultima canzone del mondo
anche se non c’è
la sentirai suonare in sottofondo
come un bellissimo regalo
come il sorriso di un bambino
come la scia di un aeroplano
come i mari e i loro scogli
come gli alberi e i loro cerchi
come noi e i nostri sbagli
come gli alberi e i loro cerchi
come gli uomini e i loro corpi
come le promesse dei nostri tempi
come le promesse dei nostri tempi.

Chiedere scusa… è difficile
per due come noi
che non sanno perdere!

Come i mari e i loro scogli
come gli alberi e i loro cerchi
come noi e i nostri sbagli

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Di Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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