Samuel e Colapesce

Recensione del nuovo singolo che anticipa il nuovo album del cantautore

Cocoricò” segna il nuovo ritorno discografico di Samuel da solista. Lo fa con la collaborazione vocale di Colapesce per anticipare, con questo brano, l’album dal titolo Brigata bianca che uscirà il prossimo 22 gennaio (qui l’articolo con i dettagli sul disco).

Il brano racconta di una notte “brava” dei Subsonica con i Bluvertigo nella riviera romagnola, proprio nella celebre discoteca “Cocoricò”. Un tuffo nel passato, quello che si ascolta, fatto di immagini piene di ricordi e di speranza: “fari” puntati al futuro e verso l’orizzonte.

Il sound che si ascolta è inconfondibilmente il mondo musicale di Samuel e dei Subsonica con influenze più “mature”. Il pop elettronico fa da sfondo per un racconto a tratti confuso dagli anni ma sempre “leggero” pur nell’aspetto poetico della narrazione. Samuel è a proprio agio nel brano e Colapesce riesce ad entrare perfettamente nell’arrangiamento, “sposando” perfettamente la propria voce con l’ambientazione musicale e lo stile scelto.

Il singolo è un viaggio, il videoclip lo racconta molto bene, tra due amici che “rubano” momenti di divertimento tra autostrada, Hotel, e donne. E’ in questo contorno di goliardia che ben si vivono le parole che riportano all’ascoltatore il ricordo di quei momenti. “E guardavi in alto gli aeroplani facendo il cannocchiale con le mani, immaginavi il tuo futuro, un faro acceso dove tutto è nero. Ero lì, le torri cadevano e crollavo anch’io“. La vita notturna che contrasta la paura di ciò che sarà, o meglio, la voglia di “non pensarci”. La discoteca dentro, una notte buia fuori, pur non priva di stelle.

Con “Cocoricò” Samuel e Colapesce fanno rivivere un ricordo ed emozioni passate, degne di essere riportate alla luce con la maestria e le grandi capacità artistiche dei due. Due voci, le loro, mai in primo piano rispetto all’arrangiamento ma che diventano parte integrande del suono, volte soltanto a raccontare il testo, senza artifizi e colori pastello che snaturerebbero il significato delle parole. Complici di questo effetto sono anche le immagini del video, piace quando un artista (in questo caso due) riesce a portare chi ascolta nel proprio mondo, e non viceversa. “Cocoricò” è dunque una fotografia sul passato, persi in una notte in cui si immagina il domani.

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Cocoricò | Testo

Coco-coricò, Coco-coricò
Coco-coricò, Coco-coricò
Io farò un’altra guerra contro di me
Che se resto solo va così
Lo sai, forse è solo paura di rimanere soli
E come illusioni
Perso in una notte
Il mio corpo se ne va
E mi lascio guidare
E guardavi in alto gli aeroplani
Facendo il cannocchiale con le mani
Immaginavi il tuo futuro
Un faro acceso dove tutto è nero
Ero lì, le torri cadevano e crollavo anch’io
Che tenerezza fra dischi e caffè
Mentre Morgan saltava da un balcone all’altro (Coco)
E guardavi in alto gli aeroplani
Facendo il cannocchiale con le mani
Immaginavi il tuo futuro
Un faro acceso dove tutto
E guardando in alto le astronavi
Immaginavi fosse già domani
E l’abbraccio è l’unica corazza
Io mi affidavo alla tua dolcezza
Perso in una notte
Il mio corpo se ne va
E mi lascio guidare
Persi in questa notte
In una giungla di luci verdi
Senza radici
Coco-coricò, Coco-coricò
Coco-coricò, Coco-coricò
Coco-coricò, Coco-coricò
Coco-coricò, Coco-coricò
E guardando in alto le astronavi
Immaginavi fosse già domani
E l’abbraccio è l’unica corazza
Io mi affidavo alla tua dolcezza
Coco-coricò, Coco-coricò
Coco-coricò, Coco-coricò
Coco-coricò, Coco-coricò
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Alberto Guarrasi

Sono stato educato alla musica classica come unica strada. Crescendo ho scoperto incroci, rotatorie e segnali stradali e ho deciso di scoprire tutte le alternative. Nella musica ho fatto un po’ di tutto: violinista classico, cantante e performer di teatro, cantautore, direttore artistico e insegnante di canto e cultura musicale, mi è servito a sviluppare un occhio critico nei confronti di ciò che ascolto in Radio e guardo in Tv. Sapevo già scrivere ma fare animazione mi ha insegnato a parlare senza troppi freni. È sempre meglio camminare a piedi, serve meglio ad osservare tutti i dettagli dei paesaggi che si incontrano.

By Alberto Guarrasi

Sono stato educato alla musica classica come unica strada. Crescendo ho scoperto incroci, rotatorie e segnali stradali e ho deciso di scoprire tutte le alternative. Nella musica ho fatto un po’ di tutto: violinista classico, cantante e performer di teatro, cantautore, direttore artistico e insegnante di canto e cultura musicale, mi è servito a sviluppare un occhio critico nei confronti di ciò che ascolto in Radio e guardo in Tv. Sapevo già scrivere ma fare animazione mi ha insegnato a parlare senza troppi freni. È sempre meglio camminare a piedi, serve meglio ad osservare tutti i dettagli dei paesaggi che si incontrano.

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